La violenza interpersonale può essere definita come qualsiasi azione, omissione o minaccia intenzionale che provochi o rischi di provocare danno fisico, psicologico, sessuale, economico o relazionale a un’altra persona, all’interno di una relazione caratterizzata da prossimità, asimmetria di potere o rilevanza affettiva/sociale. Sul piano scientifico, la letteratura internazionale pone l’accento sulla natura multidimensionale del fenomeno: esso comprende comportamenti espliciti (percosse, coercizione sessuale, intimidazione) e forme meno visibili ma non meno dannose (manipolazione, controllo economico, isolamento, violenza psicologica), le quali spesso precedono, accompagnano o seguono la violenza fisica (Krug et al., 2002; Heise, 2012). In prospettiva deontologica, la violenza interpersonale rappresenta una condizione in cui la presa in carico psicologica richiede vincoli etici specifici: - tutela dell’integrità e dell’autonomia della persona, - riconoscimento dei rischi di rivittimizzazione, - valutazione strutturata della sicurezza, - protezione della privacy e infine - collaborazione responsabile con le istituzioni competenti (NB: Ordine degli Psicologi, Codice Deontologico; APA Ethics Code Standard 3 e 4).

Bertani, B., Milani, L., Le questioni deontologiche in casi di violenza, in Barbara Bertan, B. B. (ed.), DEONTOLOGIA E BUONE PRATICHE: ALLA RICERCA DI RIFLESSIONI, Intra Edizioni, Pesaro 2026: 90- 101 [https://hdl.handle.net/10807/340791]

Le questioni deontologiche in casi di violenza

Bertani, Barbara
Primo
;
Milani, Luca
Ultimo
2026

Abstract

La violenza interpersonale può essere definita come qualsiasi azione, omissione o minaccia intenzionale che provochi o rischi di provocare danno fisico, psicologico, sessuale, economico o relazionale a un’altra persona, all’interno di una relazione caratterizzata da prossimità, asimmetria di potere o rilevanza affettiva/sociale. Sul piano scientifico, la letteratura internazionale pone l’accento sulla natura multidimensionale del fenomeno: esso comprende comportamenti espliciti (percosse, coercizione sessuale, intimidazione) e forme meno visibili ma non meno dannose (manipolazione, controllo economico, isolamento, violenza psicologica), le quali spesso precedono, accompagnano o seguono la violenza fisica (Krug et al., 2002; Heise, 2012). In prospettiva deontologica, la violenza interpersonale rappresenta una condizione in cui la presa in carico psicologica richiede vincoli etici specifici: - tutela dell’integrità e dell’autonomia della persona, - riconoscimento dei rischi di rivittimizzazione, - valutazione strutturata della sicurezza, - protezione della privacy e infine - collaborazione responsabile con le istituzioni competenti (NB: Ordine degli Psicologi, Codice Deontologico; APA Ethics Code Standard 3 e 4).
2026
Italiano
DEONTOLOGIA E BUONE PRATICHE: ALLA RICERCA DI RIFLESSIONI
979-12-5991-852-9
Intra Edizioni
Bertani, B., Milani, L., Le questioni deontologiche in casi di violenza, in Barbara Bertan, B. B. (ed.), DEONTOLOGIA E BUONE PRATICHE: ALLA RICERCA DI RIFLESSIONI, Intra Edizioni, Pesaro 2026: 90- 101 [https://hdl.handle.net/10807/340791]
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