Il contributo esamina la portata dell’art. 42-bis c.c., interrogandosi se esso rappresenti una reale innovazione del sistema o la codificazione di soluzioni già maturate sul piano interpretativo. L’analisi ricostruisce il percorso che ha condotto dal tradizionale divieto al riconoscimento delle trasformazioni degli enti non lucrativi, individuando nella continuità dell’attività e nella conservazione del patrimonio organizzativo la principale ratio della disposizione. Particolare attenzione è dedicata al ruolo dell’art. 42-bis c.c. nel sistema delle operazioni straordinarie, evidenziando il passaggio dalla centralità delle trasformazioni omogenee a quella delle trasformazioni eterogenee. Il lavoro affronta, inoltre, il problema dell’individuazione della disciplina applicabile, ricostruendola attraverso il coordinamento tra rinvii normativi e principi generali, nonché i principali profili decisori dell’operazione. Le conclusioni mostrano come la norma, pur collocandosi in continuità con precedenti orientamenti, abbia contribuito a consolidare una concezione più flessibile e funzionale della trasformazione degli enti collettivi, lasciando tuttavia aperte rilevanti questioni interpretative.
Montani, V., La trasformazione fra enti del Terzo settore, in Giuliana Amore E Salvatore Bos, G. A. E. S. B. (ed.), ‘Generale’ e ‘speciale’ nella disciplina del Terzo Settore. Profili privatistici, Giappichelli Editore, Torino 2026: 161- 188. 10.82018/9791221168983 [https://hdl.handle.net/10807/340421]
La trasformazione fra enti del Terzo settore
Montani, Veronica
2026
Abstract
Il contributo esamina la portata dell’art. 42-bis c.c., interrogandosi se esso rappresenti una reale innovazione del sistema o la codificazione di soluzioni già maturate sul piano interpretativo. L’analisi ricostruisce il percorso che ha condotto dal tradizionale divieto al riconoscimento delle trasformazioni degli enti non lucrativi, individuando nella continuità dell’attività e nella conservazione del patrimonio organizzativo la principale ratio della disposizione. Particolare attenzione è dedicata al ruolo dell’art. 42-bis c.c. nel sistema delle operazioni straordinarie, evidenziando il passaggio dalla centralità delle trasformazioni omogenee a quella delle trasformazioni eterogenee. Il lavoro affronta, inoltre, il problema dell’individuazione della disciplina applicabile, ricostruendola attraverso il coordinamento tra rinvii normativi e principi generali, nonché i principali profili decisori dell’operazione. Le conclusioni mostrano come la norma, pur collocandosi in continuità con precedenti orientamenti, abbia contribuito a consolidare una concezione più flessibile e funzionale della trasformazione degli enti collettivi, lasciando tuttavia aperte rilevanti questioni interpretative.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



