Azzano sul lago, estate 1940. Luigi Santucci incontra il professor Mario Apollonio per discutere della sua tesi di laurea, ma il discorso si sposta sui drammatici eventi che stavano sconvolgendo l’Europa. Apollonio, con un atto di fiducia che avrebbe potuto comprometterlo, rincuora il giovane allievo: nonostante tutto facesse presagire il contrario, il loro avvenire non si sarebbe svolto sotto il nazismo. Da quell’incontro Santucci entra nella sfera che anni dopo definirà di “mistagogia apolloniana”: un percorso quasi iniziatico, umano, spirituale e letterario. La laurea viene conseguita ancora in pieno conflitto, nel 1941. Con l’armistizio s’intravede l’inverarsi delle profetiche parole di Apollonio. Il professore fonda un foglio clandestino di orientamento cristiano “L’Uomo. Giornale degli uomini d’Italia” con Dino Del Bo, Gustavo Bontani, Angelo Romanò, i serviti Camillo De Piaz e David Maria Turoldo. Vi partecipa anche Santucci di rientro dall’esilio in Svizzera dove aveva riparato per le sue attività antifasciste. Si tratta della “lezione” che l’allievo riconosce come la più suggestiva, da allora Apollonio si guadagna l’appellativo “Maestro” e l’8 settembre diventa una data “liturgica”, annualmente celebrata dal gruppo che si era consolidato in quella temperie resistenziale. Santucci diviene insegnante d’italiano alle superiori ed intraprende una prolifica attività di scrittore, sempre incoraggiato dal suo mentore, illustre italianista, ma anche storico teatrale, pioniere nello studio dei media, romanziere e drammaturgo. Il saggio ricostruisce il fecondo legame tra i due importanti autori cattolici, che non figurano in un canone, tramite l’analisi della loro produzione creativa, le testimonianze pubblicate dallo stesso Santucci e lo spoglio del loro fitto epistolario inedito, che copre un arco temporale che va dall’8 agosto del 1942 al 21 giugno 1971
Provenzano, P., Un maestro d'eccezione e un poliedrico allievo: la lezione di Mario Apollonio per Luigi Santucci, in Cavalli, S., Cicala, D., Savio, D., Van Den Bergh, V. D. B. C. (ed.), Canone aperto. Prospettive sulla letteratura italiana del Novecento, Franco Cesati Editore, FIRENZE -- ITA 2026: 135- 143 [https://hdl.handle.net/10807/340100]
Un maestro d'eccezione e un poliedrico allievo: la lezione di Mario Apollonio per Luigi Santucci
Provenzano, Paola
2026
Abstract
Azzano sul lago, estate 1940. Luigi Santucci incontra il professor Mario Apollonio per discutere della sua tesi di laurea, ma il discorso si sposta sui drammatici eventi che stavano sconvolgendo l’Europa. Apollonio, con un atto di fiducia che avrebbe potuto comprometterlo, rincuora il giovane allievo: nonostante tutto facesse presagire il contrario, il loro avvenire non si sarebbe svolto sotto il nazismo. Da quell’incontro Santucci entra nella sfera che anni dopo definirà di “mistagogia apolloniana”: un percorso quasi iniziatico, umano, spirituale e letterario. La laurea viene conseguita ancora in pieno conflitto, nel 1941. Con l’armistizio s’intravede l’inverarsi delle profetiche parole di Apollonio. Il professore fonda un foglio clandestino di orientamento cristiano “L’Uomo. Giornale degli uomini d’Italia” con Dino Del Bo, Gustavo Bontani, Angelo Romanò, i serviti Camillo De Piaz e David Maria Turoldo. Vi partecipa anche Santucci di rientro dall’esilio in Svizzera dove aveva riparato per le sue attività antifasciste. Si tratta della “lezione” che l’allievo riconosce come la più suggestiva, da allora Apollonio si guadagna l’appellativo “Maestro” e l’8 settembre diventa una data “liturgica”, annualmente celebrata dal gruppo che si era consolidato in quella temperie resistenziale. Santucci diviene insegnante d’italiano alle superiori ed intraprende una prolifica attività di scrittore, sempre incoraggiato dal suo mentore, illustre italianista, ma anche storico teatrale, pioniere nello studio dei media, romanziere e drammaturgo. Il saggio ricostruisce il fecondo legame tra i due importanti autori cattolici, che non figurano in un canone, tramite l’analisi della loro produzione creativa, le testimonianze pubblicate dallo stesso Santucci e lo spoglio del loro fitto epistolario inedito, che copre un arco temporale che va dall’8 agosto del 1942 al 21 giugno 1971I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



