Lo stretto di Bab el-Mandeb, letteralmente "la porta delle lacrime" in arabo, attraversa oggi una delle sue fasi più turbolente dalla fine della Guerra Fredda. Con una larghezza minima di appena ventinove chilometri tra la punta meridionale dello Yemen e le coste di Gibuti ed Eritrea, questo corridoio concentra ogni anno una quota stimata tra il 12 e il 15 per cento del commercio marittimo mondiale, oltre al 10 per cento del petrolio trasportato via mare. L'8 giugno 2026, gli Houthi yemeniti, il movimento armato noto anche come Ansarallah, sostenuto dall'Iran e in controllo della capitale Sana'a e di gran parte dello Yemen occidentale, hanno dichiarato l'interdizione totale della navigazione israeliana nel Mar Rosso, segnando una nuova escalation dopo mesi di tregua relativa. La cronologia degli ultimi mesi è densa di segnali di allarme.
Nicolini, B., Bab el-Mandeb, il corridoio che stringe il mondo , 2026 [https://hdl.handle.net/10807/339985]
Bab el-Mandeb, il corridoio che stringe il mondo
Nicolini, Beatrice
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2026
Abstract
Lo stretto di Bab el-Mandeb, letteralmente "la porta delle lacrime" in arabo, attraversa oggi una delle sue fasi più turbolente dalla fine della Guerra Fredda. Con una larghezza minima di appena ventinove chilometri tra la punta meridionale dello Yemen e le coste di Gibuti ed Eritrea, questo corridoio concentra ogni anno una quota stimata tra il 12 e il 15 per cento del commercio marittimo mondiale, oltre al 10 per cento del petrolio trasportato via mare. L'8 giugno 2026, gli Houthi yemeniti, il movimento armato noto anche come Ansarallah, sostenuto dall'Iran e in controllo della capitale Sana'a e di gran parte dello Yemen occidentale, hanno dichiarato l'interdizione totale della navigazione israeliana nel Mar Rosso, segnando una nuova escalation dopo mesi di tregua relativa. La cronologia degli ultimi mesi è densa di segnali di allarme.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



