Oggi la libertà rappresenta non solo un valore indiscutibile, ma costituisce la cifra stessa dello stare al mondo da parte dell’essere umano, in una prospettiva auto-poietica che configura la propria condizione esistenziale. Eppure, all’interno di un apparentemente infinito dinamismo della libertà, emerge un elemento di ‘passività’, condizione a prescindere dalla quale nessuna ‘attività’ può avere luogo: la realtà desta nel soggetto umano interrogativi ineludibili e irriducibili a qualsivoglia meccanismo biologico, a qualsiasi contesto storico e socio-culturale. La possibilità di interrogarsi circa una dimensione di significatività mette in luce la presenza di un soggetto che è sede di desideri, di intenzionalità, di autocoscienza. Affinché l’esercizio della libertà sia volto alla pienezza e allo human flourishing, occorre quindi sviluppare un’ermeneutica del desiderio volta a comprenderne la natura e a valutare quali beni siano in grado di soddisfarlo. A partire dal confronto con un grande interprete della libertà in età moderna e contemporanea, ossia Charles Taylor, il volume propone un dialogo con le prospettive filosofiche di autori (in particolare, Jean-Paul Sartre, Alasdair MacIntyre, Harry Frankfurt, Paul Ricoeur) che rappresentano un termine di paragone imprescindibile per affrontare le problematiche del vivere comune e le sfide dell’educazione caratterizzanti il cambiamento d’epoca nel quale viviamo.
Gerolin, A., Libertà ed ermeneutica del desiderio, Mimesis Edizioni, Milano-Udine 2026: 176 [https://hdl.handle.net/10807/339742]
Libertà ed ermeneutica del desiderio
Gerolin, Alessandra
2026
Abstract
Oggi la libertà rappresenta non solo un valore indiscutibile, ma costituisce la cifra stessa dello stare al mondo da parte dell’essere umano, in una prospettiva auto-poietica che configura la propria condizione esistenziale. Eppure, all’interno di un apparentemente infinito dinamismo della libertà, emerge un elemento di ‘passività’, condizione a prescindere dalla quale nessuna ‘attività’ può avere luogo: la realtà desta nel soggetto umano interrogativi ineludibili e irriducibili a qualsivoglia meccanismo biologico, a qualsiasi contesto storico e socio-culturale. La possibilità di interrogarsi circa una dimensione di significatività mette in luce la presenza di un soggetto che è sede di desideri, di intenzionalità, di autocoscienza. Affinché l’esercizio della libertà sia volto alla pienezza e allo human flourishing, occorre quindi sviluppare un’ermeneutica del desiderio volta a comprenderne la natura e a valutare quali beni siano in grado di soddisfarlo. A partire dal confronto con un grande interprete della libertà in età moderna e contemporanea, ossia Charles Taylor, il volume propone un dialogo con le prospettive filosofiche di autori (in particolare, Jean-Paul Sartre, Alasdair MacIntyre, Harry Frankfurt, Paul Ricoeur) che rappresentano un termine di paragone imprescindibile per affrontare le problematiche del vivere comune e le sfide dell’educazione caratterizzanti il cambiamento d’epoca nel quale viviamo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



