La dottrina della contemplazione costituisce il fulcro di tutto il sistema plotiniano: permette di integrare organicamente livelli ipostatici, fisici, antropologici, etici e mistici, rifondando principi e problematiche delle tradizioni di pensiero antecedenti. Il volume vuole mostrare l’originalità e l’organicità della concezione plotiniana della “theoria”, in cui tensioni, polarità e aporie vengono incluse e trascese in un sistema armonico e articolato. Per Plotino “tutto deriva dalla contemplazione”, a partire dall’Uno, fino al “Nous”, all’Anima, al cosmo e all’uomo. Nello stesso tempo “tutto è contemplazione”, in quanto caratterizzato da tale attività nelle sue valenze ontogoniche, cosmogoniche, gnoseologiche, etiche e spirituali. Il primo Capitolo analizza in modo critico e sistematico i testi e gli elementi che caratterizzano la problematica della “theoria” nell’Uno, il quale nella sua trascendenza ed eminenza risulta contraddistinto da meta-contemplazione e meta-coscienza. In stretta corrispondenza e analogia con la rivoluzionaria concezione plotiniana del Principio si situa la dottrina dell’anima dell’uomo; la via dell’interiorità, della conversione e dell’assimilazione conduce il saggio alla meta-contemplazione nell’estasi mistica, come evidenzia il secondo Capitolo. Nel complesso della dottrina plotiniana non mancano rilevanti riferimenti a temi etico-pratici, anche in dimensione politica, che vengono riletti e analizzati criticamente nel terzo Capitolo in relazione al “theorein”. La pregnante ripresa della dottrina dell’Anima nell’ultimo trattato delle “Enneadi” (VI 9) culmina nella sintomatica metafora di Minosse, confidente di Zeus. Minosse, pur potendo esercitare, grazie alla sua familiarità con il divino, l’attività del legiferare e del governare, preferisce rimanere immerso nel contemplare. Proprio in questa prospettiva della “theoria” si armonizzano generatività, produttività e manenza, interiorità ed esteriorità, contemplare, pensare e agire, vita teoretica e vita attiva, in una sintesi che riprende e invera la grande tradizione di pensiero ellenica, accordando polarità e opposizioni.
Gatti, M., L'Uno, l'Anima e la contemplazione in Plotino, EDUCatt - Ente per il Diritto allo Studio Universitario dell’Università Cattolica, MILANO -- ITA 2025: 94 [https://hdl.handle.net/10807/339325]
L'Uno, l'Anima e la contemplazione in Plotino
Gatti, Marialuisa
2025
Abstract
La dottrina della contemplazione costituisce il fulcro di tutto il sistema plotiniano: permette di integrare organicamente livelli ipostatici, fisici, antropologici, etici e mistici, rifondando principi e problematiche delle tradizioni di pensiero antecedenti. Il volume vuole mostrare l’originalità e l’organicità della concezione plotiniana della “theoria”, in cui tensioni, polarità e aporie vengono incluse e trascese in un sistema armonico e articolato. Per Plotino “tutto deriva dalla contemplazione”, a partire dall’Uno, fino al “Nous”, all’Anima, al cosmo e all’uomo. Nello stesso tempo “tutto è contemplazione”, in quanto caratterizzato da tale attività nelle sue valenze ontogoniche, cosmogoniche, gnoseologiche, etiche e spirituali. Il primo Capitolo analizza in modo critico e sistematico i testi e gli elementi che caratterizzano la problematica della “theoria” nell’Uno, il quale nella sua trascendenza ed eminenza risulta contraddistinto da meta-contemplazione e meta-coscienza. In stretta corrispondenza e analogia con la rivoluzionaria concezione plotiniana del Principio si situa la dottrina dell’anima dell’uomo; la via dell’interiorità, della conversione e dell’assimilazione conduce il saggio alla meta-contemplazione nell’estasi mistica, come evidenzia il secondo Capitolo. Nel complesso della dottrina plotiniana non mancano rilevanti riferimenti a temi etico-pratici, anche in dimensione politica, che vengono riletti e analizzati criticamente nel terzo Capitolo in relazione al “theorein”. La pregnante ripresa della dottrina dell’Anima nell’ultimo trattato delle “Enneadi” (VI 9) culmina nella sintomatica metafora di Minosse, confidente di Zeus. Minosse, pur potendo esercitare, grazie alla sua familiarità con il divino, l’attività del legiferare e del governare, preferisce rimanere immerso nel contemplare. Proprio in questa prospettiva della “theoria” si armonizzano generatività, produttività e manenza, interiorità ed esteriorità, contemplare, pensare e agire, vita teoretica e vita attiva, in una sintesi che riprende e invera la grande tradizione di pensiero ellenica, accordando polarità e opposizioni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



