This dissertation investigates how adolescents receive, interpret, and mobilize science in everyday life. Situated within the field of science communication, it develops a praxeo-cultural approach that combines audience studies and practice theory, conceptualizing science not merely as a body of knowledge but as a symbolic resource employed to orient action, construct identities, and make sense of social experience. The study adopts a qualitative methodology inspired by constructivist grounded theory and draws on empirical materials collected in twelve upper-secondary school classes in Lombardy, Italy, through classroom discussions, media consumption diaries, interviews, and focus groups. The findings show that adolescents tend to view science as a privileged source of truth and reliability, displaying widespread trust in scientific institutions. However, this trust appears fragile when confronted with the uncertainty and contingency that characterize scientific knowledge production. At the same time, science occupies a relatively marginal position in adolescents’ everyday media practices, while retaining important symbolic functions. It is mobilized to legitimize behaviours, express values, define group affiliations, and construct representations of the self and others. The study contributes to science communication research by shifting the focus from the transmission of scientific knowledge to the practices through which audiences construct its meaning. It demonstrates that adolescents’ relationship with science is shaped by situated interpretive processes in which knowledge, trust, identity, and culture are continuously intertwined.

La ricerca analizza i processi di ricezione della scienza tra gli adolescenti, esplorando il modo in cui la conoscenza scientifica viene incontrata, interpretata e utilizzata nei contesti della vita quotidiana. Collocandosi nel campo della comunicazione della scienza, il lavoro propone un approccio prasseo-culturalista che integra audience studies e teoria delle pratiche, concependo la scienza non solo come insieme di conoscenze, ma come risorsa simbolica mobilitata per orientare l’azione, costruire identità e attribuire significato all’esperienza sociale. La ricerca adotta una metodologia qualitativa ispirata alla grounded theory costruttivista e si basa su materiali raccolti in dodici classi di scuole secondarie superiori della Lombardia attraverso discussioni in classe, diari di consumo mediale, interviste e focus group. I risultati mostrano come gli adolescenti tendano a rappresentare la scienza come fonte privilegiata di verità e affidabilità, sviluppando una fiducia diffusa nei confronti dell’istituzione scientifica. Tale fiducia, tuttavia, appare fragile quando emerge l’incertezza che caratterizza i processi di produzione del sapere scientifico. Parallelamente, la scienza occupa una posizione relativamente marginale nelle pratiche quotidiane di fruizione mediale, pur mantenendo una rilevante funzione simbolica: viene utilizzata per legittimare comportamenti, esprimere valori, definire appartenenze e costruire rappresentazioni di sé e degli altri. Lo studio contribuisce al dibattito sulla comunicazione pubblica della scienza spostando l’attenzione dai processi di trasmissione del sapere alle pratiche attraverso cui i pubblici ne costruiscono il significato. Mostra così come il rapporto tra adolescenti e scienza sia il prodotto di processi interpretativi situati, nei quali conoscenza, fiducia, identità e cultura si intrecciano continuamente.

Ricotti, Alessandro, ADOLESCENTI E SCIENZA: PRATICHE CULTURALI E COSTRUZIONE DI SENSO, Tosoni, Simone, Università Cattolica del Sacro Cuore MILANO:Ciclo XXXVIII [https://hdl.handle.net/10807/338687]

ADOLESCENTI E SCIENZA: PRATICHE CULTURALI E COSTRUZIONE DI SENSO

Ricotti, Alessandro
2026

Abstract

This dissertation investigates how adolescents receive, interpret, and mobilize science in everyday life. Situated within the field of science communication, it develops a praxeo-cultural approach that combines audience studies and practice theory, conceptualizing science not merely as a body of knowledge but as a symbolic resource employed to orient action, construct identities, and make sense of social experience. The study adopts a qualitative methodology inspired by constructivist grounded theory and draws on empirical materials collected in twelve upper-secondary school classes in Lombardy, Italy, through classroom discussions, media consumption diaries, interviews, and focus groups. The findings show that adolescents tend to view science as a privileged source of truth and reliability, displaying widespread trust in scientific institutions. However, this trust appears fragile when confronted with the uncertainty and contingency that characterize scientific knowledge production. At the same time, science occupies a relatively marginal position in adolescents’ everyday media practices, while retaining important symbolic functions. It is mobilized to legitimize behaviours, express values, define group affiliations, and construct representations of the self and others. The study contributes to science communication research by shifting the focus from the transmission of scientific knowledge to the practices through which audiences construct its meaning. It demonstrates that adolescents’ relationship with science is shaped by situated interpretive processes in which knowledge, trust, identity, and culture are continuously intertwined.
15-giu-2026
XXXVIII
CORSO DI DOTTORATO IN SOCIOLOGIA, ORGANIZZAZIONI, CULTURE
La ricerca analizza i processi di ricezione della scienza tra gli adolescenti, esplorando il modo in cui la conoscenza scientifica viene incontrata, interpretata e utilizzata nei contesti della vita quotidiana. Collocandosi nel campo della comunicazione della scienza, il lavoro propone un approccio prasseo-culturalista che integra audience studies e teoria delle pratiche, concependo la scienza non solo come insieme di conoscenze, ma come risorsa simbolica mobilitata per orientare l’azione, costruire identità e attribuire significato all’esperienza sociale. La ricerca adotta una metodologia qualitativa ispirata alla grounded theory costruttivista e si basa su materiali raccolti in dodici classi di scuole secondarie superiori della Lombardia attraverso discussioni in classe, diari di consumo mediale, interviste e focus group. I risultati mostrano come gli adolescenti tendano a rappresentare la scienza come fonte privilegiata di verità e affidabilità, sviluppando una fiducia diffusa nei confronti dell’istituzione scientifica. Tale fiducia, tuttavia, appare fragile quando emerge l’incertezza che caratterizza i processi di produzione del sapere scientifico. Parallelamente, la scienza occupa una posizione relativamente marginale nelle pratiche quotidiane di fruizione mediale, pur mantenendo una rilevante funzione simbolica: viene utilizzata per legittimare comportamenti, esprimere valori, definire appartenenze e costruire rappresentazioni di sé e degli altri. Lo studio contribuisce al dibattito sulla comunicazione pubblica della scienza spostando l’attenzione dai processi di trasmissione del sapere alle pratiche attraverso cui i pubblici ne costruiscono il significato. Mostra così come il rapporto tra adolescenti e scienza sia il prodotto di processi interpretativi situati, nei quali conoscenza, fiducia, identità e cultura si intrecciano continuamente.
Tosoni, Simone
Lodigiani, Rosangela
Ricotti, Alessandro, ADOLESCENTI E SCIENZA: PRATICHE CULTURALI E COSTRUZIONE DI SENSO, Tosoni, Simone, Università Cattolica del Sacro Cuore MILANO:Ciclo XXXVIII [https://hdl.handle.net/10807/338687]
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