Il volume trova la sua ragione nell’intenzionalità di approfondire il rapporto che intercorre tra la pedagogia e la dimensione intangibile dei beni naturali e sociali in ordine alle dinamiche territoriali e, specularmente, ai processi economico-produttivi d’impresa che, sulla scorta della crisi ecologica, denotano l’urgenza di superare tendenze radicatesi nella formula del self interest, come si evince dall’emergere di modelli innovativi d’impresa. Nell’indagare e promuovere direzioni di possibilità degne di un’esistenza autentica, la riflessione pedagogica è chiamata a cogliere le qualità essenziali dell’esperienza umana lungo la via di una necessaria transizione esistenziale gravitante su un ripensamento dei criteri organizzativi polarizzati sull’enfasi del materiale e del quantitativo nella prospettiva della cura dell’humanum. La “via della transizione” può rappresentare una conversione e contribuire ad una risposta autentica alla crisi del senso della vita umana nel riconoscimento del nucleo generativo della naturalità della persona e dei beni che accrescono la qualità della vita in comune.
Meneghel, V., Tra pedagogia e beni intangibili. Transizione, B Corp, comunità generative, Pensa MultiMedia, Lecce 2024: 330 [https://hdl.handle.net/10807/337921]
Tra pedagogia e beni intangibili. Transizione, B Corp, comunità generative
Meneghel, ValentinaPrimo
2024
Abstract
Il volume trova la sua ragione nell’intenzionalità di approfondire il rapporto che intercorre tra la pedagogia e la dimensione intangibile dei beni naturali e sociali in ordine alle dinamiche territoriali e, specularmente, ai processi economico-produttivi d’impresa che, sulla scorta della crisi ecologica, denotano l’urgenza di superare tendenze radicatesi nella formula del self interest, come si evince dall’emergere di modelli innovativi d’impresa. Nell’indagare e promuovere direzioni di possibilità degne di un’esistenza autentica, la riflessione pedagogica è chiamata a cogliere le qualità essenziali dell’esperienza umana lungo la via di una necessaria transizione esistenziale gravitante su un ripensamento dei criteri organizzativi polarizzati sull’enfasi del materiale e del quantitativo nella prospettiva della cura dell’humanum. La “via della transizione” può rappresentare una conversione e contribuire ad una risposta autentica alla crisi del senso della vita umana nel riconoscimento del nucleo generativo della naturalità della persona e dei beni che accrescono la qualità della vita in comune.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



