L’interrogativo se l’esercizio articolato del pensiero abbia la stessa struttura e sottostia alle medesime condizioni del movimento di un corpo nello spazio viene affrontato sulla scorta di alcuni argomenti che ricorrono nel trattato pseudo-aristotelico De lineis insecabilibus, con particolare riguardo all’argomento platonico “discontinuista” 968a18-b5 e al contro-argomento peripatetico “continuista” 969a26-b3. In entrambi gli argomenti è esplicito il riferimento al logos zenoniano, e le considerazioni di carattere psico-fisico si intrecciano a considerazioni di tipo aritmetico sull’analogia fra pensare e numerare e sull’esistenza o meno di un numero infinito. L’esito interessante dell’analisi degli argomenti, e di passi paralleli del Corpus aristotelicum, è che l’autore peripatetico “continuista” apre la possibilità di una eccedenza della mente rispetto alla materia, mentre per il suo avversario platonico mente e corpo si muovono secondo la medesima struttura binaria della numerazione ricorsiva.
Cattanei, E., "Il moto della mente non si attua nel continuo della materia". Il ruolo del pensiero in un dibattito antico su continuità e discontinuità, in Cardullo, R., Giardina, G. (ed.), Percepire, Apprendere, Agire. La riflessione filosofica antica sul rapporto fra mente e corpo, Academia Verlag, Sankt Augustin 2016: 43 41- 56 [https://hdl.handle.net/10807/336816]
"Il moto della mente non si attua nel continuo della materia". Il ruolo del pensiero in un dibattito antico su continuità e discontinuità
Cattanei, Elisabetta
2016
Abstract
L’interrogativo se l’esercizio articolato del pensiero abbia la stessa struttura e sottostia alle medesime condizioni del movimento di un corpo nello spazio viene affrontato sulla scorta di alcuni argomenti che ricorrono nel trattato pseudo-aristotelico De lineis insecabilibus, con particolare riguardo all’argomento platonico “discontinuista” 968a18-b5 e al contro-argomento peripatetico “continuista” 969a26-b3. In entrambi gli argomenti è esplicito il riferimento al logos zenoniano, e le considerazioni di carattere psico-fisico si intrecciano a considerazioni di tipo aritmetico sull’analogia fra pensare e numerare e sull’esistenza o meno di un numero infinito. L’esito interessante dell’analisi degli argomenti, e di passi paralleli del Corpus aristotelicum, è che l’autore peripatetico “continuista” apre la possibilità di una eccedenza della mente rispetto alla materia, mentre per il suo avversario platonico mente e corpo si muovono secondo la medesima struttura binaria della numerazione ricorsiva.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



