La ricerca scientifica da anni mette in luce un deficit di utilizzo degli spazi esterni in generale e dei giardini educativi e scolastici in particolare, a favore di momenti di gioco sempre più addomesticati e supervisionati dagli adulti. I dati evidenziano come i bambini oggi siano per lo più coinvolti in attività strutturate, scolastiche o controllate dall’adulto, a discapito del loro tempo libero, che cala drasticamente, influenzando diverse competenze sociali e trasversali. Quello che manca è un contatto costante e quotidiano con gli ambienti naturali. La tendenza è quella di considerare il gioco come semplice svago, funzionale solo a riempire spazi cuscinetto tra un apprendimento e un altro.Nella società attuale il rapporto tra gioco, infanzia e natura è vissuto in modo sempre più tangenziale. Giocare fuori, all’aperto, soprattutto nei contesti urbani, subisce limiti di luoghi, tempi e tipologie. La natura è elemento fondante della qualità della vita anche se non sempre consapevolmente vissuta. I bambini di oggi vivono e giocano in un mondo confezionato: dentro una casa, dentro una scuola, dentro un’aula, una stanza, una palestra, limitati nelle possibilità di stare in spazi aperti. L’eccessivo contenimento e la paura sono l’esito di una mancata competenza adulta a vivere in modo semplice e armonico “fuori”, a contatto con la natura. La natura si riduce a piacevole realtà da guardare ma non da toccare, a cornice da fotografare, contorno al gioco dei bambini ma non luogo in cui fare esperienze autentiche.
Birbes, C., Outdoor Education: l'ambiente...in gioco, in Birbes, C. (ed.), Outdoor Education, ecologie trasformative, competenze per futuri sostenibili, Pensa MultiMedia, Lecce 2025: 19- 41 [https://hdl.handle.net/10807/335978]
Outdoor Education: l'ambiente...in gioco
Birbes, Cristina
2025
Abstract
La ricerca scientifica da anni mette in luce un deficit di utilizzo degli spazi esterni in generale e dei giardini educativi e scolastici in particolare, a favore di momenti di gioco sempre più addomesticati e supervisionati dagli adulti. I dati evidenziano come i bambini oggi siano per lo più coinvolti in attività strutturate, scolastiche o controllate dall’adulto, a discapito del loro tempo libero, che cala drasticamente, influenzando diverse competenze sociali e trasversali. Quello che manca è un contatto costante e quotidiano con gli ambienti naturali. La tendenza è quella di considerare il gioco come semplice svago, funzionale solo a riempire spazi cuscinetto tra un apprendimento e un altro.Nella società attuale il rapporto tra gioco, infanzia e natura è vissuto in modo sempre più tangenziale. Giocare fuori, all’aperto, soprattutto nei contesti urbani, subisce limiti di luoghi, tempi e tipologie. La natura è elemento fondante della qualità della vita anche se non sempre consapevolmente vissuta. I bambini di oggi vivono e giocano in un mondo confezionato: dentro una casa, dentro una scuola, dentro un’aula, una stanza, una palestra, limitati nelle possibilità di stare in spazi aperti. L’eccessivo contenimento e la paura sono l’esito di una mancata competenza adulta a vivere in modo semplice e armonico “fuori”, a contatto con la natura. La natura si riduce a piacevole realtà da guardare ma non da toccare, a cornice da fotografare, contorno al gioco dei bambini ma non luogo in cui fare esperienze autentiche.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



