L’articolo analizza criticamente l’impatto della digitalizzazione sulla gestione documentale e sulla teoria archivistica, mettendo in luce la crisi dei principi tradizionali dell’archivistica – in particolare provenienza, neutralità e organicità – nel contesto della dematerializzazione e della piattaformizzazione dell’azione amministrativa. Muovendo dalla centralità della documentazione amministrativa quale infrastruttura della memoria istituzionale, della legalità e dell’accountability, il lavoro evidenzia come la transizione digitale, pur offrendo rilevanti opportunità in termini di efficienza, interoperabilità e accesso, produca al contempo fenomeni di frammentazione, esternalizzazione e perdita di controllo sulla catena archivistica. Particolare attenzione è dedicata alla qualificazione dei documenti amministrativi digitali come beni culturali sin dalla loro formazione, con le conseguenti tensioni derivanti dall’uso di infrastrutture cloud, dall’archiviazione transfrontaliera e dalla crescente dipendenza da fornitori privati. In tale contesto, emergono criticità legate alla tutela dell’integrità, dell’autenticità e della continuità documentale, nonché al rischio di dispersione della memoria amministrativa e di indebolimento della funzione probatoria degli atti. Sul piano teorico, l’articolo propone il superamento del modello lineare del “ciclo di vita” a favore del Records Continuum Model, quale paradigma post-custodiale capace di interpretare la natura dinamica, distribuita e ricorsiva del documento digitale. In questa prospettiva, la funzione archivistica si riconfigura come attività di governance diffusa, fondata su standard, metadati e interoperabilità, piuttosto che su una logica di custodia centralizzata. In conclusione, il contributo avanza tre proposte: l’integrazione sistematica delle politiche archivistiche nelle riforme amministrative; il riconoscimento della natura intrinsecamente politica e non neutrale dell’archivio, con apertura a modelli partecipativi; e l’obiettivizzazione della funzione archivistica, orientata alle condizioni tecniche e organizzative della conservazione più che al soggetto custode. Ne emerge una concezione dell’archivio come infrastruttura critica della democrazia digitale e della tutela del patrimonio documentale pubblico.
Berti, N., Archivi digitali: opportunità, criticità e prospettive teoriche della gestione documentale dematerializzata, in M.C. Cavallaro, V. F. (ed.), IA. Sanità - Territorio - Pubbliche Amministrazioni, Editoriale Scientifica srl, Napoli 2026: 403- 423 [https://hdl.handle.net/10807/334537]
Archivi digitali: opportunità, criticità e prospettive teoriche della gestione documentale dematerializzata
Berti, Nicola
2026
Abstract
L’articolo analizza criticamente l’impatto della digitalizzazione sulla gestione documentale e sulla teoria archivistica, mettendo in luce la crisi dei principi tradizionali dell’archivistica – in particolare provenienza, neutralità e organicità – nel contesto della dematerializzazione e della piattaformizzazione dell’azione amministrativa. Muovendo dalla centralità della documentazione amministrativa quale infrastruttura della memoria istituzionale, della legalità e dell’accountability, il lavoro evidenzia come la transizione digitale, pur offrendo rilevanti opportunità in termini di efficienza, interoperabilità e accesso, produca al contempo fenomeni di frammentazione, esternalizzazione e perdita di controllo sulla catena archivistica. Particolare attenzione è dedicata alla qualificazione dei documenti amministrativi digitali come beni culturali sin dalla loro formazione, con le conseguenti tensioni derivanti dall’uso di infrastrutture cloud, dall’archiviazione transfrontaliera e dalla crescente dipendenza da fornitori privati. In tale contesto, emergono criticità legate alla tutela dell’integrità, dell’autenticità e della continuità documentale, nonché al rischio di dispersione della memoria amministrativa e di indebolimento della funzione probatoria degli atti. Sul piano teorico, l’articolo propone il superamento del modello lineare del “ciclo di vita” a favore del Records Continuum Model, quale paradigma post-custodiale capace di interpretare la natura dinamica, distribuita e ricorsiva del documento digitale. In questa prospettiva, la funzione archivistica si riconfigura come attività di governance diffusa, fondata su standard, metadati e interoperabilità, piuttosto che su una logica di custodia centralizzata. In conclusione, il contributo avanza tre proposte: l’integrazione sistematica delle politiche archivistiche nelle riforme amministrative; il riconoscimento della natura intrinsecamente politica e non neutrale dell’archivio, con apertura a modelli partecipativi; e l’obiettivizzazione della funzione archivistica, orientata alle condizioni tecniche e organizzative della conservazione più che al soggetto custode. Ne emerge una concezione dell’archivio come infrastruttura critica della democrazia digitale e della tutela del patrimonio documentale pubblico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



