Fin dal suo primo anno di vita la casa editrice Topipittori ha dedicato uno spazio privilegiato al genere poetico. Nel 2004 nasceva infatti la collana “Parola magica - Poesie da recitare insieme ai bambini come formule magiche per superare gli ostacoli lungo il cammino delle giornate”, che raccoglieva testi e raccolte in versi, distinte sia per caratteristiche fisiche (formato, legatura, ecc.), sia per i temi, gli stili, gli autori e gli illustratori inseriti in tale collezione. L’analisi del suddetto corpus poetico consente di «osservare le possibilità formali, le ascendenze letterarie, le stratificazioni di significati che popolano la poesia contemporanea per l’infanzia» (Attuoni, 2021). Lungo un tragitto iniziato da Gianni Rodari (Lepri, 2020), il quale inseriva nella sua produzione temi e problemi della società in mutamento, anche i versi dei poeti contemporanei sembrano muoversi sullo stesso terreno, non solo perché utilizzano «una lingua concreta e immediata, affrancata dalle astrattezze stucchevoli e languide, una lingua in presa diretta con la quotidianità» (Boero e De Luca, 2016), ma anche perché sono abitati da personaggi e temi della realtà di tutti i giorni. Alla stessa maniera, potremmo dire che le poesie della collana “Parola magica” non sono mai di intrattenimento corrivo e disimpegnato. Esse, nella maniera trasversale e implicita propria del “dire” poetico e quindi attraverso un linguaggio metaforico e immagini fortemente evocative, attraversano il nostro tempo e risvegliano un sentire chiaramente politico e sociale. Dalla matassa di temi e significati che tali poesie racchiudono, uno dei fili rossi che le percorre è quello della natura (Lepri, 2019), vissuta come locus privilegiato della meraviglia, dello stupore e della scoperta infantile, come metafora della propria interiorità e del proprio sentire, come rifugio di ispirazione in bilico tra sogno e realtà, oppure come spazio esterno da custodire e proteggere. Il presente contributo intende sbrogliare questo filo, rivelando le diverse declinazioni letterarie, artistiche e formative che questo aspetto assume all’interno della collana e mostrando come un’educazione ambientale ed ecologica possa concretizzarsi anche attraverso la luminosità e la generatività della parola poetica.

Gumirato, C., “Rami nel cielo e tane nelle tasche”: infanzia e natura nella collana poetica “Parola magica” di Topipittori, in Parricchi M, P. M., Malavasi P, M. P. (ed.), Educazione Territori Natura. Formare al tempo della transizione ecologica, digitale e interculturale, Pensa MultiMedia Editore, Lecce 2025: 1127- 1135 [https://hdl.handle.net/10807/334197]

“Rami nel cielo e tane nelle tasche”: infanzia e natura nella collana poetica “Parola magica” di Topipittori

Gumirato, Cristina
2025

Abstract

Fin dal suo primo anno di vita la casa editrice Topipittori ha dedicato uno spazio privilegiato al genere poetico. Nel 2004 nasceva infatti la collana “Parola magica - Poesie da recitare insieme ai bambini come formule magiche per superare gli ostacoli lungo il cammino delle giornate”, che raccoglieva testi e raccolte in versi, distinte sia per caratteristiche fisiche (formato, legatura, ecc.), sia per i temi, gli stili, gli autori e gli illustratori inseriti in tale collezione. L’analisi del suddetto corpus poetico consente di «osservare le possibilità formali, le ascendenze letterarie, le stratificazioni di significati che popolano la poesia contemporanea per l’infanzia» (Attuoni, 2021). Lungo un tragitto iniziato da Gianni Rodari (Lepri, 2020), il quale inseriva nella sua produzione temi e problemi della società in mutamento, anche i versi dei poeti contemporanei sembrano muoversi sullo stesso terreno, non solo perché utilizzano «una lingua concreta e immediata, affrancata dalle astrattezze stucchevoli e languide, una lingua in presa diretta con la quotidianità» (Boero e De Luca, 2016), ma anche perché sono abitati da personaggi e temi della realtà di tutti i giorni. Alla stessa maniera, potremmo dire che le poesie della collana “Parola magica” non sono mai di intrattenimento corrivo e disimpegnato. Esse, nella maniera trasversale e implicita propria del “dire” poetico e quindi attraverso un linguaggio metaforico e immagini fortemente evocative, attraversano il nostro tempo e risvegliano un sentire chiaramente politico e sociale. Dalla matassa di temi e significati che tali poesie racchiudono, uno dei fili rossi che le percorre è quello della natura (Lepri, 2019), vissuta come locus privilegiato della meraviglia, dello stupore e della scoperta infantile, come metafora della propria interiorità e del proprio sentire, come rifugio di ispirazione in bilico tra sogno e realtà, oppure come spazio esterno da custodire e proteggere. Il presente contributo intende sbrogliare questo filo, rivelando le diverse declinazioni letterarie, artistiche e formative che questo aspetto assume all’interno della collana e mostrando come un’educazione ambientale ed ecologica possa concretizzarsi anche attraverso la luminosità e la generatività della parola poetica.
2025
Italiano
Educazione Territori Natura. Formare al tempo della transizione ecologica, digitale e interculturale
979 12 5568 417 6
Pensa MultiMedia Editore
Gumirato, C., “Rami nel cielo e tane nelle tasche”: infanzia e natura nella collana poetica “Parola magica” di Topipittori, in Parricchi M, P. M., Malavasi P, M. P. (ed.), Educazione Territori Natura. Formare al tempo della transizione ecologica, digitale e interculturale, Pensa MultiMedia Editore, Lecce 2025: 1127- 1135 [https://hdl.handle.net/10807/334197]
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