Mario Apollonio scrive il dramma La Duse con la finalità di esprimere la sua concezione dell’arte dell’attore. L’attrice viene rappresentata sul palco, mentre prova La Signora dalle Camelie: nel cerchio magico della finzione, si snoda il suo itinerario umano e spirituale. Il copione viene proposto come “prologo” per inaugurare la stagione 1947-48 del Piccolo Teatro di Milano. Il rifiuto di Paolo Grassi di metterlo in scena porterà alle dimissioni di Apollonio dal comitato Direttivo del Piccolo Teatro: “La Duse” aveva reso esplicite, e inconciliabili, divergenze politiche e culturali in merito alle modalità di attuazione di un programma d’interesse pubblico.
Locatelli, S., Provenzano, P., Nota critica a La Duse (1947) di Mario Apollonio, in Pagani, M., Puppa, P. (ed.), Universo Duse. Drammaturgia sulla Divina (1947-2017), Bulzoni Editore, Roma 2024: 72- 74 [https://hdl.handle.net/10807/333576]
Nota critica a La Duse (1947) di Mario Apollonio
Provenzano, Paola
2024
Abstract
Mario Apollonio scrive il dramma La Duse con la finalità di esprimere la sua concezione dell’arte dell’attore. L’attrice viene rappresentata sul palco, mentre prova La Signora dalle Camelie: nel cerchio magico della finzione, si snoda il suo itinerario umano e spirituale. Il copione viene proposto come “prologo” per inaugurare la stagione 1947-48 del Piccolo Teatro di Milano. Il rifiuto di Paolo Grassi di metterlo in scena porterà alle dimissioni di Apollonio dal comitato Direttivo del Piccolo Teatro: “La Duse” aveva reso esplicite, e inconciliabili, divergenze politiche e culturali in merito alle modalità di attuazione di un programma d’interesse pubblico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



