Il volume adotta una prospettiva intersezionale per analizzare le pratiche di resistenza dal basso sviluppate dai giovani in risposta alle molteplici forme di disuguaglianza che attraversano le loro esperienze di vita. Attraverso il concetto di agency intersezionale, il libro esplora come l’intreccio tra diversi fattori di vulnerabilità – come età, genere, origine migratoria, territorio, religione o percezione di “stranierità” – possa generare non solo svantaggio, ma anche processi di attivazione, empowerment e trasformazione sociale. Le esperienze analizzate mostrano come i giovani sviluppino forme creative di “doing intersectionality”, utilizzando elementi delle proprie identità per acquisire maggiore controllo sulle proprie vite e per sfidare le dinamiche di potere esistenti. Le pratiche di resistenza si manifestano in contesti differenti – spazi comunitari, ambienti digitali, occupazioni politiche, pratiche culturali urbane e movimenti ambientalisti – e danno origine a nuovi spazi autonomi di partecipazione e mobilitazione. Nel complesso, il volume individua tre principali forme di resistenza: consapevole e tematizzata, quando i giovani elaborano strategie esplicite per contrastare le disuguaglianze; inconsapevole o latente, quando pratiche culturali o sportive producono effetti di resistenza implicita; e agita a favore di altri, quando i giovani si mobilitano per affrontare disuguaglianze che riguardano gruppi più ampi o le generazioni future. Queste pratiche contribuiscono non solo all’emancipazione individuale, ma anche alla costruzione di nuove narrazioni collettive e di percorsi di cambiamento sociale più ampi.

Bichi, R., Leone, S., Riniolo, V., Conclusioni, in Rita Bich, R. B., Stefania Leon, S. L., Veronica Riniol, V. R. (ed.), Giovani, disuguaglianze e pratiche di resistenza. Letture intersezionali., Il Mulino, Bologna 2025: 151- 155 [https://hdl.handle.net/10807/331900]

Conclusioni

Bichi, Rita;Riniolo, Veronica
2025

Abstract

Il volume adotta una prospettiva intersezionale per analizzare le pratiche di resistenza dal basso sviluppate dai giovani in risposta alle molteplici forme di disuguaglianza che attraversano le loro esperienze di vita. Attraverso il concetto di agency intersezionale, il libro esplora come l’intreccio tra diversi fattori di vulnerabilità – come età, genere, origine migratoria, territorio, religione o percezione di “stranierità” – possa generare non solo svantaggio, ma anche processi di attivazione, empowerment e trasformazione sociale. Le esperienze analizzate mostrano come i giovani sviluppino forme creative di “doing intersectionality”, utilizzando elementi delle proprie identità per acquisire maggiore controllo sulle proprie vite e per sfidare le dinamiche di potere esistenti. Le pratiche di resistenza si manifestano in contesti differenti – spazi comunitari, ambienti digitali, occupazioni politiche, pratiche culturali urbane e movimenti ambientalisti – e danno origine a nuovi spazi autonomi di partecipazione e mobilitazione. Nel complesso, il volume individua tre principali forme di resistenza: consapevole e tematizzata, quando i giovani elaborano strategie esplicite per contrastare le disuguaglianze; inconsapevole o latente, quando pratiche culturali o sportive producono effetti di resistenza implicita; e agita a favore di altri, quando i giovani si mobilitano per affrontare disuguaglianze che riguardano gruppi più ampi o le generazioni future. Queste pratiche contribuiscono non solo all’emancipazione individuale, ma anche alla costruzione di nuove narrazioni collettive e di percorsi di cambiamento sociale più ampi.
2025
Italiano
Giovani, disuguaglianze e pratiche di resistenza. Letture intersezionali.
978-88-15-39168-1
Il Mulino
Bichi, R., Leone, S., Riniolo, V., Conclusioni, in Rita Bich, R. B., Stefania Leon, S. L., Veronica Riniol, V. R. (ed.), Giovani, disuguaglianze e pratiche di resistenza. Letture intersezionali., Il Mulino, Bologna 2025: 151- 155 [https://hdl.handle.net/10807/331900]
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