A partire dalla fondazione, nella Roma agli albori del Novecento, della prima Scuola Magistrale Ortofrenica italiana, diretta dal noto psichiatra Giuseppe Montesano, lungo tutto il secolo si è assistito a un investimento sempre maggiore sulla figura del maestro “speciale”, che si è mosso in parallelo prima con la lenta e faticosa affermazione del diritto di istruzione dei bambini e ragazzi con disabilità, poi con il processo di integrazione “selvaggia” degli stessi nella scuola comune. Il contributo si sofferma sugli anni Sessanta e Settanta, periodo in cui si realizzò il controverso passaggio dall’incremento numerico di scuole e istituti speciali alla loro netta e rapida chiusura, analizzando la vicenda della Scuola ortofrenica di Milano, fondata negli anni Venti dal francescano Agostino Gemelli all’interno della sua Università Cattolica del Sacro Cuore. L’obiettivo è quello di gettare luce sulle modalità attraverso cui tale Scuola adeguò la propria proposta formativa per gli insegnanti dei cosiddetti “anormali” all’importante transizione che investì l’intero sistema scolastico italiano.
Debe', A., La formazione degli insegnanti “speciali” nel processo di transizione verso l’integrazione degli studenti con disabilità: l’esperienza della Scuola di padre Gemelli tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, in Parricchi, M., Malavasi, P. (ed.), Educazione Territori Natura. Formare al tempo della transizione ecologica, digitale e interculturale, Pensa MultiMedia, Lecce 2025: 949- 953 [https://hdl.handle.net/10807/329759]
La formazione degli insegnanti “speciali” nel processo di transizione verso l’integrazione degli studenti con disabilità: l’esperienza della Scuola di padre Gemelli tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento
Debe', Anna
2025
Abstract
A partire dalla fondazione, nella Roma agli albori del Novecento, della prima Scuola Magistrale Ortofrenica italiana, diretta dal noto psichiatra Giuseppe Montesano, lungo tutto il secolo si è assistito a un investimento sempre maggiore sulla figura del maestro “speciale”, che si è mosso in parallelo prima con la lenta e faticosa affermazione del diritto di istruzione dei bambini e ragazzi con disabilità, poi con il processo di integrazione “selvaggia” degli stessi nella scuola comune. Il contributo si sofferma sugli anni Sessanta e Settanta, periodo in cui si realizzò il controverso passaggio dall’incremento numerico di scuole e istituti speciali alla loro netta e rapida chiusura, analizzando la vicenda della Scuola ortofrenica di Milano, fondata negli anni Venti dal francescano Agostino Gemelli all’interno della sua Università Cattolica del Sacro Cuore. L’obiettivo è quello di gettare luce sulle modalità attraverso cui tale Scuola adeguò la propria proposta formativa per gli insegnanti dei cosiddetti “anormali” all’importante transizione che investì l’intero sistema scolastico italiano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



