Il saggio prende in esame il ruolo rivestito dalla monarchia italiana in politica estera nella cosiddetta “fase della Triplice Alleanza”, un periodo che intercorre fra il 1882 al 1912, alla luce delle prerogative costituzionali del Re contenute nello Statuto albertino. L’azione attiva della monarchia sabauda in politica estera è infatti indubitabile e costituisce anche una delle prove più concrete dei limiti della tesi storiografica che vuole la Corona progressivamente e sostanzialmente esautorata dai propri poteri in conseguenza dell’avvento del regime statutario e della sua rapida evoluzione in senso parlamentare. L’obiettivo di questo saggio è dunque quello di indagare l’azione monarchica in politica estera nel corso di due regni in particolare: quello di Umberto I e Vittorio Emanuele III, due figure solitamente associate al ridursi degli spazi per una politica estera gestibile in prima persona dal monarca. Questo saggio dimostra, al contrario che, anche nel periodo che corre fra la firma della Triplice Alleanza e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, proprio alcuni aspetti peculiari della monarchia – come le pratiche cerimoniali, il conferimento di prerogative onorifiche, l’azione degli addetti all’estero o l’azione dei funzionari della Real Casa – rimasero, uno strumento concreto di azione monarchica in campo internazionale, difficilmente arginabile dal sistema parlamentare.

Colombo, P., Tra accordo e conflitto: monarchia sabauda e politica estera nella Triplice alleanza, in Isnenghi, M. (ed.), Gli Italiani in Guerra. Conflitti, identità, memorie dal Risorgimento ai giorni nostri, vol. II, UTET, Torino 2009: 430- 442 [http://hdl.handle.net/10807/30815]

Tra accordo e conflitto: monarchia sabauda e politica estera nella Triplice alleanza

Colombo, Paolo
2009

Abstract

Il saggio prende in esame il ruolo rivestito dalla monarchia italiana in politica estera nella cosiddetta “fase della Triplice Alleanza”, un periodo che intercorre fra il 1882 al 1912, alla luce delle prerogative costituzionali del Re contenute nello Statuto albertino. L’azione attiva della monarchia sabauda in politica estera è infatti indubitabile e costituisce anche una delle prove più concrete dei limiti della tesi storiografica che vuole la Corona progressivamente e sostanzialmente esautorata dai propri poteri in conseguenza dell’avvento del regime statutario e della sua rapida evoluzione in senso parlamentare. L’obiettivo di questo saggio è dunque quello di indagare l’azione monarchica in politica estera nel corso di due regni in particolare: quello di Umberto I e Vittorio Emanuele III, due figure solitamente associate al ridursi degli spazi per una politica estera gestibile in prima persona dal monarca. Questo saggio dimostra, al contrario che, anche nel periodo che corre fra la firma della Triplice Alleanza e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, proprio alcuni aspetti peculiari della monarchia – come le pratiche cerimoniali, il conferimento di prerogative onorifiche, l’azione degli addetti all’estero o l’azione dei funzionari della Real Casa – rimasero, uno strumento concreto di azione monarchica in campo internazionale, difficilmente arginabile dal sistema parlamentare.
Italiano
Gli Italiani in Guerra. Conflitti, identità, memorie dal Risorgimento ai giorni nostri, vol. II
8802081050
Colombo, P., Tra accordo e conflitto: monarchia sabauda e politica estera nella Triplice alleanza, in Isnenghi, M. (ed.), Gli Italiani in Guerra. Conflitti, identità, memorie dal Risorgimento ai giorni nostri, vol. II, UTET, Torino 2009: 430- 442 [http://hdl.handle.net/10807/30815]
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