The advances in science and technology have resulted in new theories and practices that have strengthened the specialism mecessary to qualify the caring professions and "certify" the skills required to practice them. But a technical knowledge that forces its presence in a care and educational relationship, formally unexceptionable but insensitive to emotional nuances expressed in the faces, reduces human beings to the death-like fixity of objects. The essay will demonstrate that those who are professionally involved in care work are responsible not only for the technical appropriateness of their actions, but also for the effect they have on the person in trouble. When knowledge keeps building up on itself regardless of the subject involved, it ends up replying to self-defence mechanisms, little or nothing disturbed by the fate of human beings.

In conseguenza dei progressi della scienza e della tecnica, si sono diffuse teorie e pratiche che hanno rafforzato uno specialismo con cui qualificare le professioni di cura e “certificare” le competenze necessarie a esercitarle. Ma una conoscenza tecnica che si impone in una relazione educativa e di cura col rigore di un’applicazione esatta, formalmente ineccepibile ma insensibile alle sfumature emotive espresse nei volti, riduce gli esseri umani alla fissità mortifera degli oggetti. Il saggio intende dimostrare che chi si occupa di cura per professione non ha, dunque, solo la responsabilità della correttezza tecnica delle sue azioni, ma anche quella del loro effetto sul soggetto in difficoltà. Poiché, quando le conoscenze crescono su se stesse nell’indifferenza al soggetto a cui si rivolgono, finiscono per rispondere a meccanismi autoconservativi, poco o nulla turbati dalle sorti dell’umano.

Musi, E., Tecnica ed esistenza, in Iori, V. (ed.), Quaderno della vita emotiva, Franco Angeli, Milano 2009: <<Vita emotiva e formazione>>, 161- 172 [http://hdl.handle.net/10807/30070]

Tecnica ed esistenza

Musi, Elisabetta
2009

Abstract

In conseguenza dei progressi della scienza e della tecnica, si sono diffuse teorie e pratiche che hanno rafforzato uno specialismo con cui qualificare le professioni di cura e “certificare” le competenze necessarie a esercitarle. Ma una conoscenza tecnica che si impone in una relazione educativa e di cura col rigore di un’applicazione esatta, formalmente ineccepibile ma insensibile alle sfumature emotive espresse nei volti, riduce gli esseri umani alla fissità mortifera degli oggetti. Il saggio intende dimostrare che chi si occupa di cura per professione non ha, dunque, solo la responsabilità della correttezza tecnica delle sue azioni, ma anche quella del loro effetto sul soggetto in difficoltà. Poiché, quando le conoscenze crescono su se stesse nell’indifferenza al soggetto a cui si rivolgono, finiscono per rispondere a meccanismi autoconservativi, poco o nulla turbati dalle sorti dell’umano.
Italiano
Quaderno della vita emotiva
978-88-568-1184-1
Musi, E., Tecnica ed esistenza, in Iori, V. (ed.), Quaderno della vita emotiva, Franco Angeli, Milano 2009: <<Vita emotiva e formazione>>, 161- 172 [http://hdl.handle.net/10807/30070]
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