Reviews:M Eisenberg, Notes -New York- Music Library Association- 68, no. 4, (2012): 816-818; V. De Lucca, Music and Letters, 93, no. 2, (2012): 228-230

Barocco Padano 6 non solo esplica e definisce orizzonti inquadrati o prefigurati nei convegni antecedenti, sì anche giunge a moltiplicare le prospettive di una ricerca che appare ben lontana dall’essere conclusa. Si può certamente affermare che questa consapevolezza – con diversa accentuazione – emerge in tutti gli interventi e, di conseguenza, l’articolato quadro dei temi affrontati si apre in innumerevoli direzioni. Si pensi, per esempio, al vario dispiegarsi della prassi esecutiva in ragione di un approdo editoriale fondato sull’ad libitum, ai repertori delle cappelle, alla individuazione di contesti e modelli istituzionali, all’apporto della pleiade sparsa dei ‘minori’ espresso in una temperie votata ad una febbrile sperimentazione. Proprio in quest’ultimo versante pare imporsi l’esigenza di estendere la ricerca alla “microstoria” o - per dirla con Daniele Torelli - alla “storia del quotidiano”, nella convinzione che tale dimensione, ad onta di una marginalità fin conclamata, pretenda nuova e più attenta considerazione, laddove si intenda cogliere l’autentico portato di una vicenda culturale che non può di certo risolversi nei suoi vertici o nelle sue espressioni più appariscenti ed avvertite. D’altro canto la complessa trama dell’orizzonte inquadrato - ad un tempo vario ed articolato nel suo porsi fattuale – comporta una ‘lettura’ intesa a superare i limiti di una angolazione estremamente polarizzata, cioè a dire volta ad isolare l’aspetto particolare sottraendolo al sistema di appartenenza. A siffatta istanza metodologica rispondono in modo convincente i contributi riportati in Barocco Padano 6 che si distinguono per una singolare disposizione all’indagine intertestuale e comparata in senso sia sincronico, sia diacronico. Da ultimo, anche in questi Atti, sono presenti interventi proposti da studiosi che si collocano in altra area disciplinare. È fin pleonastico rilevare come questa interrelazione tra campi d’indagine diversi costituisca un momento di assoluta rilevanza dal punto di vista estetico e storiografico. Proprio perché la cultura barocca rappresenta un universo comune del discorso, una proiezione interdisciplinare della ricerca riesce presupposto ineludibile per una corretta interpretazione di quanto attiene alla musica e, ovviamente, anche ad altri ambiti.

Padoan, M., Colzani, A., Luppi, A. (eds.), Barocco Padano 6, Atti del XIV Convegno internazionale sulla musica nei secoli XVII-XVIII, Brescia 16-18 luglio 2007, a cura di A. Colzani, A. Luppi, M. Padoan, A.M.I.S., Como 2010, pp. 700., A.M.I.S. - Como, Como 2010: 697 [http://hdl.handle.net/10807/28531]

Barocco Padano 6, Atti del XIV Convegno internazionale sulla musica nei secoli XVII-XVIII, Brescia 16-18 luglio 2007, a cura di A. Colzani, A. Luppi, M. Padoan, A.M.I.S., Como 2010, pp. 700.

Padoan;Maurizio; Colzani;
2010

Abstract

Barocco Padano 6 non solo esplica e definisce orizzonti inquadrati o prefigurati nei convegni antecedenti, sì anche giunge a moltiplicare le prospettive di una ricerca che appare ben lontana dall’essere conclusa. Si può certamente affermare che questa consapevolezza – con diversa accentuazione – emerge in tutti gli interventi e, di conseguenza, l’articolato quadro dei temi affrontati si apre in innumerevoli direzioni. Si pensi, per esempio, al vario dispiegarsi della prassi esecutiva in ragione di un approdo editoriale fondato sull’ad libitum, ai repertori delle cappelle, alla individuazione di contesti e modelli istituzionali, all’apporto della pleiade sparsa dei ‘minori’ espresso in una temperie votata ad una febbrile sperimentazione. Proprio in quest’ultimo versante pare imporsi l’esigenza di estendere la ricerca alla “microstoria” o - per dirla con Daniele Torelli - alla “storia del quotidiano”, nella convinzione che tale dimensione, ad onta di una marginalità fin conclamata, pretenda nuova e più attenta considerazione, laddove si intenda cogliere l’autentico portato di una vicenda culturale che non può di certo risolversi nei suoi vertici o nelle sue espressioni più appariscenti ed avvertite. D’altro canto la complessa trama dell’orizzonte inquadrato - ad un tempo vario ed articolato nel suo porsi fattuale – comporta una ‘lettura’ intesa a superare i limiti di una angolazione estremamente polarizzata, cioè a dire volta ad isolare l’aspetto particolare sottraendolo al sistema di appartenenza. A siffatta istanza metodologica rispondono in modo convincente i contributi riportati in Barocco Padano 6 che si distinguono per una singolare disposizione all’indagine intertestuale e comparata in senso sia sincronico, sia diacronico. Da ultimo, anche in questi Atti, sono presenti interventi proposti da studiosi che si collocano in altra area disciplinare. È fin pleonastico rilevare come questa interrelazione tra campi d’indagine diversi costituisca un momento di assoluta rilevanza dal punto di vista estetico e storiografico. Proprio perché la cultura barocca rappresenta un universo comune del discorso, una proiezione interdisciplinare della ricerca riesce presupposto ineludibile per una corretta interpretazione di quanto attiene alla musica e, ovviamente, anche ad altri ambiti.
Italiano
Inglese
Tedesco
TIBALDI, RODOBALDO; POŹNIAK, PIOTR; EMANS, REINMAR; MELIMI, DONATELLA; BARNETT, GREGORY; BUSTAFFA, FRANCESCO; PASSADORE, FRANCESCO; TORELLI, DANIELE; MARI, LIGIA; ZARRI, GABRIELLA; CARTER, STEWART; GETZ, CHRISTINE; SEIFERT, HERBERT; KURTZMAN, JEFFREY; PONGILUPPI, LORENZO; BRIGHENTI, LAURA; MARTINI, GIUSEPPE; PADOAN, MAURIZIO
978-88-97859-01-7
Padoan, M., Colzani, A., Luppi, A. (eds.), Barocco Padano 6, Atti del XIV Convegno internazionale sulla musica nei secoli XVII-XVIII, Brescia 16-18 luglio 2007, a cura di A. Colzani, A. Luppi, M. Padoan, A.M.I.S., Como 2010, pp. 700., A.M.I.S. - Como, Como 2010: 697 [http://hdl.handle.net/10807/28531]
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