Foreign women are often victims of stereotypes that label them as conservative and submissive or, on the contrary, as emancipated and rebels. Moreover, in the industrialized countries, they are only seen as prisoners in the domestic sphere, like domestics or carers, or, on the other side, as prostitutes. This book, however, wants to inquire into this female world with different prospective. The author has investigated a little pool of foreign women in Milan that, by themselves, have started micro-enterprises in the field of fashion and food. Through the collection of 'life stories' of some entrepreneurs, the author has been reconstructed very articulate and professional migration patterns show an interesting interplay between tradition and modernity. Exactly the same activities that have always characterized the subordination of the female gender (like cooking, sewing, e.g.) become pathways to independence rethinking traditional knowledge and skills.

Le donne straniere sono spesso vittime di stereotipi che portano ad etichettarle, senza alcuna soluzione di continuità, come tradizionaliste e sottomesse o, al contrario, come emancipate e ribelli. Sono qui, poi, unicamente in veste di domestiche, di badanti, di prostituite o di casalinghe recluse nella sfera domestica. Questa ricerca, invece, getta luce su un mondo femminile straniero un po’ diverso, costituito da alcune donne che a Milano, da sole, hanno avviato delle microimprese nel campo della moda e del cibo. Attraverso la raccolta dei ‘racconti di vita’ delle protagoniste, sono stati ricostruiti percorsi migratori e professionali molto articolati che nel complesso rivelano un interessante intreccio fra tradizione e modernità. Riprendendo, non a caso, proprio quelle attività che da sempre hanno caratterizzato la subordinazione del genere femminile, le imprenditrici intervistate hanno in realtà innescato percorsi di indipendenza rivalutando saperi e abilità tradizionali.

Lunghi, C., Culture creole. Imprenditrici straniere a Milano, Franco Angeli, Milano 2003:<<Produrre cultura Creare comunicazione>>, 156 [http://hdl.handle.net/10807/27606]

Culture creole. Imprenditrici straniere a Milano

Lunghi, Carla
2003

Abstract

Le donne straniere sono spesso vittime di stereotipi che portano ad etichettarle, senza alcuna soluzione di continuità, come tradizionaliste e sottomesse o, al contrario, come emancipate e ribelli. Sono qui, poi, unicamente in veste di domestiche, di badanti, di prostituite o di casalinghe recluse nella sfera domestica. Questa ricerca, invece, getta luce su un mondo femminile straniero un po’ diverso, costituito da alcune donne che a Milano, da sole, hanno avviato delle microimprese nel campo della moda e del cibo. Attraverso la raccolta dei ‘racconti di vita’ delle protagoniste, sono stati ricostruiti percorsi migratori e professionali molto articolati che nel complesso rivelano un interessante intreccio fra tradizione e modernità. Riprendendo, non a caso, proprio quelle attività che da sempre hanno caratterizzato la subordinazione del genere femminile, le imprenditrici intervistate hanno in realtà innescato percorsi di indipendenza rivalutando saperi e abilità tradizionali.
Italiano
Monografia o trattato scientifico
Lunghi, C., Culture creole. Imprenditrici straniere a Milano, Franco Angeli, Milano 2003:<>, 156 [http://hdl.handle.net/10807/27606]
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