Gli anni Novanta sono un periodo di complesso assestamento del sistema internazionale. Lo scioglimento dell’Unione Sovietica (26 dicembre 1991) toglie dalla scena un importante fattore di stabilità. Parallelamente, la logica del ‘nuovo ordine mondiale’ – che era emersa nei mesi della prima guerra del Golfo (agosto 1990-febbraio 1991) – fatica a imporsi come nuovo criterio d’ordine. All’inizio del decennio, la moltiplicazione dei fattori di rischio politico si accompagna a quella che è percepita come una pericolosa diffusione della violenza, precedentemente contenuta e ‘regolamentata’ nel sistema delle ‘guerre per procura’ che avevano punteggiato contrapposizione Est-Ovest. Le guerre di dislocazione della ex Jugoslavia (1991-2001) danno all’Europa la percezione concreta di queste dinamiche, che si esprimono, tuttavia, in un ambito geografico molto più vasto. Le conseguenze sono, da un lato, la crisi delle frontiere tradizionali e dal principio della loro inviolabilità (almeno in Europa), dell’altro l’indebolimento del concetto di stesso di statualità, eroso dall’alto e dal basso da un duplice processo di delegittimazione. A questo corrisponde la proliferazione e il rafforzamento degli attori non statuali e il diffondersi delle rivendicazioni etno-nazionali, un processo che ha il suo archetipo proprio nelle vicende della ex Unione Sovietica e della ex Jugoslavia. Per l’Italia, già alle prese con un difficile processo di transizione politica interna, ciò significa la necessità di elaborare un ruolo in parte nuovo, anche se sempre all’interno dei ‘tre cerchi’ atlantico, europeo e mediterraneo. Il venire meno delle consuete coordinate di riferimento rende questo processo più complesso. In particolare, la ridefinizione del ruolo degli Stati Uniti sulle linee del c.d. ‘multilateralismo assertivo’ negli anni dell’amministrazione Clinton (1993-2001) impatta su questo processo, così come vi impatta la crescente instabilità interna di molti paesi del c.d. ‘Grande Medio Oriente’, instabilità cui l’Italia, anche per ragioni geografiche, è tradizionalmente sensibile.

Pastori, G., I nuovi scenari di crisi globali, Le Forze Armate e la Nazione Italiana 1990-2000. Atti del Convegno di studi storici, Stato Maggiore della Difesa. Roma. 12-23 ottobre 2022, Stato Maggiore della Difesa, Roma 2023: 101-116 [https://hdl.handle.net/10807/273834]

I nuovi scenari di crisi globali

Pastori, Gianluca
2023

Abstract

Gli anni Novanta sono un periodo di complesso assestamento del sistema internazionale. Lo scioglimento dell’Unione Sovietica (26 dicembre 1991) toglie dalla scena un importante fattore di stabilità. Parallelamente, la logica del ‘nuovo ordine mondiale’ – che era emersa nei mesi della prima guerra del Golfo (agosto 1990-febbraio 1991) – fatica a imporsi come nuovo criterio d’ordine. All’inizio del decennio, la moltiplicazione dei fattori di rischio politico si accompagna a quella che è percepita come una pericolosa diffusione della violenza, precedentemente contenuta e ‘regolamentata’ nel sistema delle ‘guerre per procura’ che avevano punteggiato contrapposizione Est-Ovest. Le guerre di dislocazione della ex Jugoslavia (1991-2001) danno all’Europa la percezione concreta di queste dinamiche, che si esprimono, tuttavia, in un ambito geografico molto più vasto. Le conseguenze sono, da un lato, la crisi delle frontiere tradizionali e dal principio della loro inviolabilità (almeno in Europa), dell’altro l’indebolimento del concetto di stesso di statualità, eroso dall’alto e dal basso da un duplice processo di delegittimazione. A questo corrisponde la proliferazione e il rafforzamento degli attori non statuali e il diffondersi delle rivendicazioni etno-nazionali, un processo che ha il suo archetipo proprio nelle vicende della ex Unione Sovietica e della ex Jugoslavia. Per l’Italia, già alle prese con un difficile processo di transizione politica interna, ciò significa la necessità di elaborare un ruolo in parte nuovo, anche se sempre all’interno dei ‘tre cerchi’ atlantico, europeo e mediterraneo. Il venire meno delle consuete coordinate di riferimento rende questo processo più complesso. In particolare, la ridefinizione del ruolo degli Stati Uniti sulle linee del c.d. ‘multilateralismo assertivo’ negli anni dell’amministrazione Clinton (1993-2001) impatta su questo processo, così come vi impatta la crescente instabilità interna di molti paesi del c.d. ‘Grande Medio Oriente’, instabilità cui l’Italia, anche per ragioni geografiche, è tradizionalmente sensibile.
2023
Italiano
978-88-98185-51-1
Stato Maggiore della Difesa
Pastori, G., I nuovi scenari di crisi globali, Le Forze Armate e la Nazione Italiana 1990-2000. Atti del Convegno di studi storici, Stato Maggiore della Difesa. Roma. 12-23 ottobre 2022, Stato Maggiore della Difesa, Roma 2023: 101-116 [https://hdl.handle.net/10807/273834]
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