The feelings that help you grow are not only “good” feelings. On the contrary, “bad” feelings force you to make an effort - to understand, accept, process…-that stimulates your determination, the power to choose and make decisions, fatigue... which help develop virtue and merit. But to turn a destructive impulse into something positive it is necessary to understand the dynamics underlying a feeling, to learn to be aware of your emotional life, to take into account the consequences that may result from impulsive gestures and angry words. Pedagogically, the question is: how can a person be helped to channel their aggressive instinct into more constructive activites, like playing and, later, working? The essay focuses on the most common reasons that, since early childhood, lead a person to feel strong emotions like anger, aggressiveness, hatred; it also provides useful information on how to educate oneself and educate others to the management of deep and lacerating experiences without being overwhelmed.

I sentimenti che fanno crescere non sono solo i “buoni” sentimenti, anzi: i “cattivi” sentimenti impegnano in uno sforzo – di comprensione, di accettazione, di trasformazione… - che sollecita la volontà, la scelta, la decisione, la fatica… da cui scaturiscono la virtù e il merito. Ma per trasformare un impulso distruttivo in qualcosa di positivo è necessario comprendere le dinamiche sottese al sentire, imparare ad avere consapevolezza della propria vita emotiva, a valutare le conseguenze che possono scaturire da gesti impulsivi e parole arrabbiate. Pedagogicamente, il problema è: in che modo un soggetto può essere aiutato a incanalare le sue forze aggressive in attività più costruttive, come il gioco e in seguito il lavoro? Il saggio si sofferma sui motivi più ricorrenti che, fin dalla primissima infanzia, inducono un soggetto a provare emozioni forti come la rabbia, l’aggressività, l’odio; e fornisce indicazioni utili per educarsi ed educare alla gestione di vissuti tanto profondi e laceranti senza esserne travolti.

Musi, E., La rabbia, in Vanna Ior, V. I., Antonella Ariol, A. A., Alessandra Augell, A. A., Daniele Bruzzon, D. B., Isabella Casadi, I. C., Elisabetta Mus, E. M., Fabio Gianott, F. G., Luigi Pietrocarl, L. P., Michela Schenett, M. S., Guardiamoci in un film. Scene di famiglia per educare alla vita emotiva, Franco Angeli, Milano 2011 <<Vita emotiva e formazione>>,: 114-132 [http://hdl.handle.net/10807/25754]

La rabbia

Musi, Elisabetta
2011

Abstract

I sentimenti che fanno crescere non sono solo i “buoni” sentimenti, anzi: i “cattivi” sentimenti impegnano in uno sforzo – di comprensione, di accettazione, di trasformazione… - che sollecita la volontà, la scelta, la decisione, la fatica… da cui scaturiscono la virtù e il merito. Ma per trasformare un impulso distruttivo in qualcosa di positivo è necessario comprendere le dinamiche sottese al sentire, imparare ad avere consapevolezza della propria vita emotiva, a valutare le conseguenze che possono scaturire da gesti impulsivi e parole arrabbiate. Pedagogicamente, il problema è: in che modo un soggetto può essere aiutato a incanalare le sue forze aggressive in attività più costruttive, come il gioco e in seguito il lavoro? Il saggio si sofferma sui motivi più ricorrenti che, fin dalla primissima infanzia, inducono un soggetto a provare emozioni forti come la rabbia, l’aggressività, l’odio; e fornisce indicazioni utili per educarsi ed educare alla gestione di vissuti tanto profondi e laceranti senza esserne travolti.
Italiano
9788856838633
Musi, E., La rabbia, in Vanna Ior, V. I., Antonella Ariol, A. A., Alessandra Augell, A. A., Daniele Bruzzon, D. B., Isabella Casadi, I. C., Elisabetta Mus, E. M., Fabio Gianott, F. G., Luigi Pietrocarl, L. P., Michela Schenett, M. S., Guardiamoci in un film. Scene di famiglia per educare alla vita emotiva, Franco Angeli, Milano 2011 <<Vita emotiva e formazione>>,: 114-132 [http://hdl.handle.net/10807/25754]
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