La centralità della formazione e dello sviluppo professionale docente come leva strategica per l’innovazione della scuola e, di conseguenza, per la formazione delle nuove generazioni costituisce un elemento ampiamente riconosciuto in letteratura. Larga parte della formazione docente è pensata come formazione individuale: dalle forme più alte e strutturate, ai vari corsi disciplinari e trasversali, fino alla libera fruizione di attività culturali e all’autoformazione. La formazione fruita dal singolo, tuttavia, anche quando è efficace e produce per costui un effettivo miglioramento, spesso fatica a travalicare i confini della sua aula e dell’agire didattico individuale e a portare dunque una reale innovazione a livello più generale. Di conseguenza la ricaduta delle competenze acquisite è spesso limitata depotenziandone il valore formativo. Tale riconoscimento sollecita la riflessione pedagogica a molteplici livelli. In particolare è possibile chiedersi: 1. A quali condizioni la fruizione di percorsi formativi può avere una ricaduta all’interno della scuola? 2. Come valorizzare gli esiti dei percorsi formativi oltre la dimensione individuale? 3. È possibile pensare a modalità formative allargate che superino la dimensione di fruizione individuale? 4. Quali modalità didattiche privilegiare nei percorsi formativi per generare un impatto sul fare scuola? In questa sede si intende focalizzare l’attenzione su un’impostazione della formazione che si colloca all’interno del più ampio filone della ricerca azione e, in particolare, della ricerca-formazione, e che coniuga la dimensione della ricerca con quella dell’accompagnamento ai processi di lavoro reali. Si tratta di una formazione dal carattere fortemente situato che poggia sul coinvolgimento attivo dei professionisti e sull’attivazione di un circolo virtuoso fra la riflessione sulle pratiche agite e le sollecitazioni teorico-metodologiche fornite dal formatore. Il contributo sviluppa tale argomentazione movendo dall’analisi critica di alcune esperienze di ricerca-formazione svolte sul campo nella scuola secondaria di I e II grado, eterogenee per oggetto di lavoro, profili coinvolti, tempistiche e tipologia di istituto ma accomunate dall’intenzione di generare una ricaduta a livello di scuola supportando l’innovazione dal basso e dall’interno.

Lisimberti, C., Montalbetti, K., Accompagnare i processi per innovarli. Lesson learned sul campo, in Massimiliano Fiorucc, M. F., Elena Ziziol, E. Z. (ed.), La formazione degli insegnanti: problemi, prospettive e proposte per una scuola di qualità e aperta a tutti e tutte, Pensa MultiMedia Editore s.r.l., Lecce - Rovato (BS) 2022: 583- 599 [https://hdl.handle.net/10807/236316]

Accompagnare i processi per innovarli. Lesson learned sul campo

Lisimberti, Cristina;Montalbetti, Katia
2022

Abstract

La centralità della formazione e dello sviluppo professionale docente come leva strategica per l’innovazione della scuola e, di conseguenza, per la formazione delle nuove generazioni costituisce un elemento ampiamente riconosciuto in letteratura. Larga parte della formazione docente è pensata come formazione individuale: dalle forme più alte e strutturate, ai vari corsi disciplinari e trasversali, fino alla libera fruizione di attività culturali e all’autoformazione. La formazione fruita dal singolo, tuttavia, anche quando è efficace e produce per costui un effettivo miglioramento, spesso fatica a travalicare i confini della sua aula e dell’agire didattico individuale e a portare dunque una reale innovazione a livello più generale. Di conseguenza la ricaduta delle competenze acquisite è spesso limitata depotenziandone il valore formativo. Tale riconoscimento sollecita la riflessione pedagogica a molteplici livelli. In particolare è possibile chiedersi: 1. A quali condizioni la fruizione di percorsi formativi può avere una ricaduta all’interno della scuola? 2. Come valorizzare gli esiti dei percorsi formativi oltre la dimensione individuale? 3. È possibile pensare a modalità formative allargate che superino la dimensione di fruizione individuale? 4. Quali modalità didattiche privilegiare nei percorsi formativi per generare un impatto sul fare scuola? In questa sede si intende focalizzare l’attenzione su un’impostazione della formazione che si colloca all’interno del più ampio filone della ricerca azione e, in particolare, della ricerca-formazione, e che coniuga la dimensione della ricerca con quella dell’accompagnamento ai processi di lavoro reali. Si tratta di una formazione dal carattere fortemente situato che poggia sul coinvolgimento attivo dei professionisti e sull’attivazione di un circolo virtuoso fra la riflessione sulle pratiche agite e le sollecitazioni teorico-metodologiche fornite dal formatore. Il contributo sviluppa tale argomentazione movendo dall’analisi critica di alcune esperienze di ricerca-formazione svolte sul campo nella scuola secondaria di I e II grado, eterogenee per oggetto di lavoro, profili coinvolti, tempistiche e tipologia di istituto ma accomunate dall’intenzione di generare una ricaduta a livello di scuola supportando l’innovazione dal basso e dall’interno.
2022
Italiano
La formazione degli insegnanti: problemi, prospettive e proposte per una scuola di qualità e aperta a tutti e tutte
978‐88‐6760‐944‐4
Pensa MultiMedia Editore s.r.l.
Lisimberti, C., Montalbetti, K., Accompagnare i processi per innovarli. Lesson learned sul campo, in Massimiliano Fiorucc, M. F., Elena Ziziol, E. Z. (ed.), La formazione degli insegnanti: problemi, prospettive e proposte per una scuola di qualità e aperta a tutti e tutte, Pensa MultiMedia Editore s.r.l., Lecce - Rovato (BS) 2022: 583- 599 [https://hdl.handle.net/10807/236316]
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