The knowledge built in early childhood services – between visible and invisible – is the subject of this book that offers an unusual interpretation of existential wisdom – frequently hidden – interweaved with practices of care in childhood services. The book focuses on an experiential richness germinating secretly and maturing silently. There are tacit and implied aspects representing the soul of education: insight, sensitive observation, conscious silence, emotional competence, intentional touch, sensitive proximity. These conditions escape the interest and critical evaluation of pedagogical research, where the wisdom of the professions of vare is not adequately recognized. The essay suggests an interpretation of the knowledge built in crèches as rhe result of age-old female wisdom about the pratice of care, the daily listening of experience as the main referenze for action, for the exercise of reflexivity and the development of theoretical knowledge. This text chooses a phenomenological approach as a guide for the observation of reality. It’s divided into three parts: a teoretical course and pratical training on the issues of emotional life, a collection of reflections made by educators of early childhood services and assembled in pedagogical care vucabulary and a series of conversations realized by the author with parents of children between the age of 0 and 5.

Il sapere che si realizza nei nidi d’infanzia, tra visibile e invisibile, costituisce il tema di riflessione del volume, il quale offre un’inedita lettura delle sapienze esistenziali – spesso nascoste- che si intrecciano nelle pratiche di cura al nido. Al centro dell’attenzione, infatti, v’è quella ricchezza esperienziale che germoglia perlopiù in segreto e che matura sottotono; vi sono quelle dimensioni tacite e implicite che rappresentano l’anima dell’educazione: l’intuizione, la sensibilità dello sguardo, il silenzio consapevole, la competenza emotiva, l’intenzionalità di un tocco, la delicatezza di una vicinanza. Condizioni, queste, che sfuggono spesso all’interesse e alla valutazione critica della ricerca pedagogica, dove la sapienza delle professioni di cura non trova adeguato riconoscimento. Il libro propone un’interpretazione del sapere che si realizza nei Nidi d’infanzia, frutto della secolare sapienza femminile nelle pratiche di cura, dell’ascolto quotidiano dell’esperienza come principale riferimento per l’azione, per l’esercizio della riflessività e per la messa a punto di conoscenze teoriche. Il testo persegue l’orientamento fenomenologico come guida per l’osservazione della realtà, articolandosi in tre parti: un percorso teoretico e formativo sui temi della vita emotiva, una raccolta di riflessioni realizzate da educatrici dei servizi per l’infanzia e riunite in un lessico pedagogico sulla cura e una serie di conversazioni condotte dall’autrice con i genitori di bambini in età di nido e scuola dell’infanzia.

Musi, E., Invisibili sapienze. Pratiche di cura al nido, Junior, Bergamo (Italia) 2011: 200 [http://hdl.handle.net/10807/23452]

Invisibili sapienze. Pratiche di cura al nido

Musi, Elisabetta
2011

Abstract

Il sapere che si realizza nei nidi d’infanzia, tra visibile e invisibile, costituisce il tema di riflessione del volume, il quale offre un’inedita lettura delle sapienze esistenziali – spesso nascoste- che si intrecciano nelle pratiche di cura al nido. Al centro dell’attenzione, infatti, v’è quella ricchezza esperienziale che germoglia perlopiù in segreto e che matura sottotono; vi sono quelle dimensioni tacite e implicite che rappresentano l’anima dell’educazione: l’intuizione, la sensibilità dello sguardo, il silenzio consapevole, la competenza emotiva, l’intenzionalità di un tocco, la delicatezza di una vicinanza. Condizioni, queste, che sfuggono spesso all’interesse e alla valutazione critica della ricerca pedagogica, dove la sapienza delle professioni di cura non trova adeguato riconoscimento. Il libro propone un’interpretazione del sapere che si realizza nei Nidi d’infanzia, frutto della secolare sapienza femminile nelle pratiche di cura, dell’ascolto quotidiano dell’esperienza come principale riferimento per l’azione, per l’esercizio della riflessività e per la messa a punto di conoscenze teoriche. Il testo persegue l’orientamento fenomenologico come guida per l’osservazione della realtà, articolandosi in tre parti: un percorso teoretico e formativo sui temi della vita emotiva, una raccolta di riflessioni realizzate da educatrici dei servizi per l’infanzia e riunite in un lessico pedagogico sulla cura e una serie di conversazioni condotte dall’autrice con i genitori di bambini in età di nido e scuola dell’infanzia.
Italiano
Monografia o trattato scientifico
Musi, E., Invisibili sapienze. Pratiche di cura al nido, Junior, Bergamo (Italia) 2011: 200 [http://hdl.handle.net/10807/23452]
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