Affiancare teatro e media tecnologici, a molti è sempre sembrato un ossimoro, quasi un sacrilegio. Il teatro, argomentano, non ha nulla a che fare con ciò che è riproducibile, in assenza e soprattutto “privo di corpo”. Il teatro, infatti, è l'arte dei corpi dal vivo e, in quanto tale, si fonda sulla co–presenza fisica di attore e spettatore in uno stesso luogo e nello stesso momento. Le regole di distanziamento imposte dal Covid–19 escludono il ‘qui e ora’ della co–presenza fisica, impedendo la possibilità di essere corpi in relazione senza cui il teatro non esiste. Non è un caso che il teatro – insieme alle altre arti dal vivo – in questo momento sia tra i settori più colpiti in tutto il mondo. A fronte del rischio di rassegnarsi al silenzio o tout court di non esistere, il teatro ha provato a reinventarsi. Lo ha fatto principalmente in due modi: cercando una sintesi tra ‘messa in scena’ e ‘messa in onda’, e sostituendo la presenza fisica con la presenza disincarnata. Sul primo fronte, è singolare come le strutture di produzione teatrale abbiano scelto di non sospendere la propria attività, ma di rimanere ‘aperte’ anche in epoca di lockdown, continuando a rappresentare gli spettacoli in cartellone sui palcoscenici concreti e reali delle loro sale vuote, per trasmetterli in streaming su canali web ad un pubblico distante, ma presente. Sul secondo fronte, molti artisti hanno iniziato a servirsi di social media e piattaforme digitali sia per incontrarsi tra loro e, così, continuare ad avere una relazione creativa, sia per rimanere in contatto con il proprio pubblico. In entrambi i casi, l’utilizzo dei media ha ovviato all’assenza fisica con la presenza virtuale, una presenza disincarnata ma reale e non simulata che permette di non rinunciare alla dimensione relazionale.

Bino, C. M., Presenza virtuale, emozione reale: cosa resterà al teatro dopo il Covid?, in Aroldi, P., Carenzio, A. (ed.), La media education alla prova della pandemia, EDUCatt - Università Cattolica, Milano 2023: 13- 20 [https://hdl.handle.net/10807/229428]

Presenza virtuale, emozione reale: cosa resterà al teatro dopo il Covid?

Bino, Carla Maria
2023

Abstract

Affiancare teatro e media tecnologici, a molti è sempre sembrato un ossimoro, quasi un sacrilegio. Il teatro, argomentano, non ha nulla a che fare con ciò che è riproducibile, in assenza e soprattutto “privo di corpo”. Il teatro, infatti, è l'arte dei corpi dal vivo e, in quanto tale, si fonda sulla co–presenza fisica di attore e spettatore in uno stesso luogo e nello stesso momento. Le regole di distanziamento imposte dal Covid–19 escludono il ‘qui e ora’ della co–presenza fisica, impedendo la possibilità di essere corpi in relazione senza cui il teatro non esiste. Non è un caso che il teatro – insieme alle altre arti dal vivo – in questo momento sia tra i settori più colpiti in tutto il mondo. A fronte del rischio di rassegnarsi al silenzio o tout court di non esistere, il teatro ha provato a reinventarsi. Lo ha fatto principalmente in due modi: cercando una sintesi tra ‘messa in scena’ e ‘messa in onda’, e sostituendo la presenza fisica con la presenza disincarnata. Sul primo fronte, è singolare come le strutture di produzione teatrale abbiano scelto di non sospendere la propria attività, ma di rimanere ‘aperte’ anche in epoca di lockdown, continuando a rappresentare gli spettacoli in cartellone sui palcoscenici concreti e reali delle loro sale vuote, per trasmetterli in streaming su canali web ad un pubblico distante, ma presente. Sul secondo fronte, molti artisti hanno iniziato a servirsi di social media e piattaforme digitali sia per incontrarsi tra loro e, così, continuare ad avere una relazione creativa, sia per rimanere in contatto con il proprio pubblico. In entrambi i casi, l’utilizzo dei media ha ovviato all’assenza fisica con la presenza virtuale, una presenza disincarnata ma reale e non simulata che permette di non rinunciare alla dimensione relazionale.
2023
Italiano
La media education alla prova della pandemia
125535092X
EDUCatt - Università Cattolica
Bino, C. M., Presenza virtuale, emozione reale: cosa resterà al teatro dopo il Covid?, in Aroldi, P., Carenzio, A. (ed.), La media education alla prova della pandemia, EDUCatt - Università Cattolica, Milano 2023: 13- 20 [https://hdl.handle.net/10807/229428]
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