Ai piedi del Monte Kulal, in Kenya, si trova il Lago Turkana. Nei tardi pomeriggi africani, quando il sole volge ormai al termine ed il vento, che discende dal Monte Kulal, si calma, la superficie del Lago Turkana si colora di un verde così simile alla giada, grazie a delle particolari alghe che lentamente risalgono in superficie. “Mare di Giada”, così viene definito il Lago Turkana, sulle cui rive è nata l’umanità e sulle quali vi abitano le più antiche etnie africane. Le popolazioni che si affacciano sulle sue acque hanno vissuto per secoli isolate dal mondo esterno, vivendo un rapporto simbiotico ed ecopoetico con la natura. Per queste popolazioni il rapporto con l’acqua è vitale e senso di comune appartenenza. Tuttavia il restringimento del lago desertico più grande del mondo ha innescato una battaglia per la sopravvivenza tra le tribù nomadi al confine tra Kenya ed Etiopia. L’Università di Oxford ha affermato che in circa cinquant’anni, e per la precisione tra il 1967 ed il 2021, la temperatura della regione è aumentata di circa 3 gradi, comportando una diminuzione di questa preziosa risorsa idrica. Il fiume Omo, che alimenta il lago per circa il 93%, ha visto diversi progetti atti a migliorare la distribuzione idrica, con un peggioramento dei rapporti interregionali. Così, i pastori Turkana, che vivono a Todoyang, l’ultimo villaggio keniota prima del confine con l’Etiopia -, che hanno da sempre portato il bestiame al pascolo sulle rive del lago, si trovano oggi a combattere con la tribù etiope dei Dassanech, anch’essi pastori sul Lago Turkana.

Fumagalli, M., Lago Turkana, prima vera guerra climatica? , 2022 [https://hdl.handle.net/10807/221504]

Lago Turkana, prima vera guerra climatica?

Fumagalli, Mattia
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2022

Abstract

Ai piedi del Monte Kulal, in Kenya, si trova il Lago Turkana. Nei tardi pomeriggi africani, quando il sole volge ormai al termine ed il vento, che discende dal Monte Kulal, si calma, la superficie del Lago Turkana si colora di un verde così simile alla giada, grazie a delle particolari alghe che lentamente risalgono in superficie. “Mare di Giada”, così viene definito il Lago Turkana, sulle cui rive è nata l’umanità e sulle quali vi abitano le più antiche etnie africane. Le popolazioni che si affacciano sulle sue acque hanno vissuto per secoli isolate dal mondo esterno, vivendo un rapporto simbiotico ed ecopoetico con la natura. Per queste popolazioni il rapporto con l’acqua è vitale e senso di comune appartenenza. Tuttavia il restringimento del lago desertico più grande del mondo ha innescato una battaglia per la sopravvivenza tra le tribù nomadi al confine tra Kenya ed Etiopia. L’Università di Oxford ha affermato che in circa cinquant’anni, e per la precisione tra il 1967 ed il 2021, la temperatura della regione è aumentata di circa 3 gradi, comportando una diminuzione di questa preziosa risorsa idrica. Il fiume Omo, che alimenta il lago per circa il 93%, ha visto diversi progetti atti a migliorare la distribuzione idrica, con un peggioramento dei rapporti interregionali. Così, i pastori Turkana, che vivono a Todoyang, l’ultimo villaggio keniota prima del confine con l’Etiopia -, che hanno da sempre portato il bestiame al pascolo sulle rive del lago, si trovano oggi a combattere con la tribù etiope dei Dassanech, anch’essi pastori sul Lago Turkana.
Italiano
Fumagalli, M., Lago Turkana, prima vera guerra climatica? , 2022 [https://hdl.handle.net/10807/221504]
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