I tessuti e le cellule umani, o materiali biologici umani, sono divenuti oggetto di applicazioni sempre più estese e diversificate: cellule e tessuti possono essere stoccati e riutilizzati per scopi di ricerca, insieme alle informazioni personali, cliniche, biologiche e genetiche ad essi correlabili e che, sempre più, ne rappresentano il complemento essenziale. Ma cellule e tessuti possono essere utilizzati direttamente, o dopo trattamenti di manipolazione più o meno estesa a scopo terapeutico; possono essere trattati, coltivati e modificati per diventare «prodotti terapeutici». Le biobanche, qualificate, nel caso dell’uso terapeutico dei tessuti, come tissue establishments o cell factories, sono il fattore che unifica le due situazioni. Infatti, anche se le raccolte di materiali destinate ad applicazione umana e le collezioni di materiali e dati per finalità di ricerca sono oggi normativamente separate, facilmente in futuro le medesime istituzioni ospiteranno al tempo stesso materiali per usi terapeutici e di ricerca, con la correlata esigenza di stabilire un ponte tra le due diverse discipline. Di fronte alle nuove prospettive di impiego dei materiali umani sia l’Unione Europea (UE) sia il Consiglio d’Europa (Council of Europe, COE) sono intervenute sul tema, elaborando un quadro normativo e di policy, rispettivamente: l’UE per cellule e tessuti donati a scopo terapeutico; il COE per i conferimenti ad uso di ricerca.

Tallacchini, M., Cellule e tessuti come terapie avanzate: una biopolitica europea, in Rodotà, S., Zatti, P. (ed.), Trattato di Biodiritto, vol. II, Il governo del corpo, Giuffrè Editore, Milano 2011: 1063- 1085 [http://hdl.handle.net/10807/21582]

Cellule e tessuti come terapie avanzate: una biopolitica europea

Tallacchini, Mariachiara
2011

Abstract

I tessuti e le cellule umani, o materiali biologici umani, sono divenuti oggetto di applicazioni sempre più estese e diversificate: cellule e tessuti possono essere stoccati e riutilizzati per scopi di ricerca, insieme alle informazioni personali, cliniche, biologiche e genetiche ad essi correlabili e che, sempre più, ne rappresentano il complemento essenziale. Ma cellule e tessuti possono essere utilizzati direttamente, o dopo trattamenti di manipolazione più o meno estesa a scopo terapeutico; possono essere trattati, coltivati e modificati per diventare «prodotti terapeutici». Le biobanche, qualificate, nel caso dell’uso terapeutico dei tessuti, come tissue establishments o cell factories, sono il fattore che unifica le due situazioni. Infatti, anche se le raccolte di materiali destinate ad applicazione umana e le collezioni di materiali e dati per finalità di ricerca sono oggi normativamente separate, facilmente in futuro le medesime istituzioni ospiteranno al tempo stesso materiali per usi terapeutici e di ricerca, con la correlata esigenza di stabilire un ponte tra le due diverse discipline. Di fronte alle nuove prospettive di impiego dei materiali umani sia l’Unione Europea (UE) sia il Consiglio d’Europa (Council of Europe, COE) sono intervenute sul tema, elaborando un quadro normativo e di policy, rispettivamente: l’UE per cellule e tessuti donati a scopo terapeutico; il COE per i conferimenti ad uso di ricerca.
Italiano
Trattato di Biodiritto, vol. II, Il governo del corpo
9788814159022
Tallacchini, M., Cellule e tessuti come terapie avanzate: una biopolitica europea, in Rodotà, S., Zatti, P. (ed.), Trattato di Biodiritto, vol. II, Il governo del corpo, Giuffrè Editore, Milano 2011: 1063- 1085 [http://hdl.handle.net/10807/21582]
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