Prendendo le mosse dall’evoluzione della consapevolezza scientifica della pericolosità dell’amianto e dai meccanismi di cancerogenesi del mesotelioma pleurico, il lavoro si incentra, innanzitutto, sulla straordinaria complessità dell’accertamento del nesso causale che, nella recente prassi dei processi per esposizione professionale ad amianto, costituisce una questione spesso decisiva. In questo contesto, viene affrontato il problema della diagnosi differenziale del mesotelioma nonché il cruciale tema della dimostrazione della causalità particolaristica nei casi di successione di garanti e nelle ipotesi, più rare, di unicità del rapporto di lavoro. La riflessione prosegue analizzando, in senso critico, l’impostazione metodologica della giurisprudenza maggioritaria che, assumendo la prospettiva del rischio zero e della massima precauzione, pregiudica la corretta ricostruzione del paradigma cautelare e conseguentemente vizia il giudizio in ordine all’addebito colposo. L’estrema difficoltà di giungere a una prova conforme ai canoni del procedimento penale conduce, infine, a denunciare l’ostinata tendenza del nostro Paese ad affidare al diritto penale d’evento la tutela delle vittime dell’amianto.
Centonze, F., Voce "Prova scientifica e processi d’amianto", in Enciclopedia del diritto (Reato colposo), Giuffrè Francis Lefebvre, Milano 2021: 1027-1047 [http://hdl.handle.net/10807/194858]
Prova scientifica e processi d’amianto
Centonze, Francesco
2021
Abstract
Prendendo le mosse dall’evoluzione della consapevolezza scientifica della pericolosità dell’amianto e dai meccanismi di cancerogenesi del mesotelioma pleurico, il lavoro si incentra, innanzitutto, sulla straordinaria complessità dell’accertamento del nesso causale che, nella recente prassi dei processi per esposizione professionale ad amianto, costituisce una questione spesso decisiva. In questo contesto, viene affrontato il problema della diagnosi differenziale del mesotelioma nonché il cruciale tema della dimostrazione della causalità particolaristica nei casi di successione di garanti e nelle ipotesi, più rare, di unicità del rapporto di lavoro. La riflessione prosegue analizzando, in senso critico, l’impostazione metodologica della giurisprudenza maggioritaria che, assumendo la prospettiva del rischio zero e della massima precauzione, pregiudica la corretta ricostruzione del paradigma cautelare e conseguentemente vizia il giudizio in ordine all’addebito colposo. L’estrema difficoltà di giungere a una prova conforme ai canoni del procedimento penale conduce, infine, a denunciare l’ostinata tendenza del nostro Paese ad affidare al diritto penale d’evento la tutela delle vittime dell’amianto.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.