A trent’anni dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia (United Nations, 1989), gli scienziati calcolano in circa 10 anni l’irreversibilità degli impatti dei cambiamenti climatici sull’ecosistema (Intergovernmental Panel on Climate Change, 2018). Degrado naturale, riscaldamento del pianeta e povertà ambientali rappresentano emblematiche esperienze diseducative contemporanee, in grado di contrarre o di spezzare la capacità di futuro delle nuove generazioni. Siamo in presenza di una sola agenda per lo sviluppo sostenibile, in un’unica decade generazionale e in un unico spazio vitale pla- netario: è inderogabile l’impegno sollecito della progettazione pedagogica per affermare il diritto dell’infanzia al tempo futuro. Esso è premessa per l’esercizio di ogni ulteriore libertà, muovendo i giovani in un associativo global strike for future. Nell’impronta viva della pedagogia dello sviluppo umano (Pati, 2016), serve partecipare l’educazione per portare a valore le potenzialità creative e i talenti trasformativi delle nuove generazioni perché la sostenibilità si faccia eco-resiliente e circolare. Alta Scuola per l’Ambiente, nell’ambito di una delle sue iniziative di terza missione, ha provato a deci- frare l’Agenda ONU 2030 (United Nations, 2015) a partire dallo sguardo dei giovani e dei bambini. Un cammino di dialogo tra generazioni, un pro- getto di futuro condiviso.

Sandrini, S., Diritto al tempo futuro. Educazione, eco-resilienza e circolarità, in Cappuccio, G., Compagno, G., Polenghi, P. S. (ed.), 30 anni dopo la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. Quale pedagogia per i minori?, Pensa MultiMedia, Lecce-Brescia 2020: 1696- 1705 [http://hdl.handle.net/10807/165488]

Diritto al tempo futuro. Educazione, eco-resilienza e circolarità

Sandrini, Simona
2020

Abstract

A trent’anni dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia (United Nations, 1989), gli scienziati calcolano in circa 10 anni l’irreversibilità degli impatti dei cambiamenti climatici sull’ecosistema (Intergovernmental Panel on Climate Change, 2018). Degrado naturale, riscaldamento del pianeta e povertà ambientali rappresentano emblematiche esperienze diseducative contemporanee, in grado di contrarre o di spezzare la capacità di futuro delle nuove generazioni. Siamo in presenza di una sola agenda per lo sviluppo sostenibile, in un’unica decade generazionale e in un unico spazio vitale pla- netario: è inderogabile l’impegno sollecito della progettazione pedagogica per affermare il diritto dell’infanzia al tempo futuro. Esso è premessa per l’esercizio di ogni ulteriore libertà, muovendo i giovani in un associativo global strike for future. Nell’impronta viva della pedagogia dello sviluppo umano (Pati, 2016), serve partecipare l’educazione per portare a valore le potenzialità creative e i talenti trasformativi delle nuove generazioni perché la sostenibilità si faccia eco-resiliente e circolare. Alta Scuola per l’Ambiente, nell’ambito di una delle sue iniziative di terza missione, ha provato a deci- frare l’Agenda ONU 2030 (United Nations, 2015) a partire dallo sguardo dei giovani e dei bambini. Un cammino di dialogo tra generazioni, un pro- getto di futuro condiviso.
Italiano
30 anni dopo la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. Quale pedagogia per i minori?
978-88-6760-767-9
Pensa MultiMedia
Sandrini, S., Diritto al tempo futuro. Educazione, eco-resilienza e circolarità, in Cappuccio, G., Compagno, G., Polenghi, P. S. (ed.), 30 anni dopo la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. Quale pedagogia per i minori?, Pensa MultiMedia, Lecce-Brescia 2020: 1696- 1705 [http://hdl.handle.net/10807/165488]
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