Dai dati emerge un quadro articolato del rapporto tra giovani, senso civico e cultura della legalità. La maggioranza dei giovani pensa che le leggi sono strumenti che servono a far funzionare la società (86,8%), che garantiscono la tutela delle libertà individuali (79,1%), e che servono a punire chi sbaglia (78,5%). Tuttavia, non mancano le note critiche: il 48,3% è convinto che servano a tutelare per lo più le élite, il 30,3% le considera anche uno strumento di oppressione della libertà individuale. Più concretamente si conferma una certa labilità delle conoscenze e dunque della percezione dei confini tra ciò che è legale e non lo è, spesso confuso con ciò che è moralmente lecito per la collettività o per i giovani stessi. Preoccupante è la percezione che i giovani hanno dell’alto grado di illegalità diffusa nella società italiana. Solo il 49,7% pensa che la maggioranza delle persone rispettano le leggi. Nonostante un giovane su tre (29,4%) provi un senso di impotenza di fronte alla perdurante cultura dell’illegalità, la grande maggioranza (88,5%) non perde completamente la speranza e pensa che si debba fare di più per cambiare le cose. Il senso di urgenza traspare anche dal modo in cui i giovani accolgono massicciamente e con pochi distinguo tutte le proposte di contrasto dell’illegalità: dall’investimento nell’educazione, alla certezza della pena, dall’aumento della vigilanza, all’inasprimento delle pene alla rieducazione nelle carceri. A fronte di aspetti positivi e qualificanti, si evidenziano dunque alcune criticità di fondo che, se sottovalutate o ignorate, possono alla lunga minare tra i giovani lo sviluppo di quello spirito civico che è essenziale per la convivenza e la costruzione della società di oggi e di domani.

Mesa, D., Civismo e cultura della legalità, in Istituto Giuseppe Toniol, I. G. T. (ed.), La condizione giovanile in Italia. Rapporto giovani 2019, Il Mulino, BOLOGNA -- ITA 2019: 2019 105- 134 [http://hdl.handle.net/10807/155745]

Civismo e cultura della legalità

Mesa, Diego
2019

Abstract

Dai dati emerge un quadro articolato del rapporto tra giovani, senso civico e cultura della legalità. La maggioranza dei giovani pensa che le leggi sono strumenti che servono a far funzionare la società (86,8%), che garantiscono la tutela delle libertà individuali (79,1%), e che servono a punire chi sbaglia (78,5%). Tuttavia, non mancano le note critiche: il 48,3% è convinto che servano a tutelare per lo più le élite, il 30,3% le considera anche uno strumento di oppressione della libertà individuale. Più concretamente si conferma una certa labilità delle conoscenze e dunque della percezione dei confini tra ciò che è legale e non lo è, spesso confuso con ciò che è moralmente lecito per la collettività o per i giovani stessi. Preoccupante è la percezione che i giovani hanno dell’alto grado di illegalità diffusa nella società italiana. Solo il 49,7% pensa che la maggioranza delle persone rispettano le leggi. Nonostante un giovane su tre (29,4%) provi un senso di impotenza di fronte alla perdurante cultura dell’illegalità, la grande maggioranza (88,5%) non perde completamente la speranza e pensa che si debba fare di più per cambiare le cose. Il senso di urgenza traspare anche dal modo in cui i giovani accolgono massicciamente e con pochi distinguo tutte le proposte di contrasto dell’illegalità: dall’investimento nell’educazione, alla certezza della pena, dall’aumento della vigilanza, all’inasprimento delle pene alla rieducazione nelle carceri. A fronte di aspetti positivi e qualificanti, si evidenziano dunque alcune criticità di fondo che, se sottovalutate o ignorate, possono alla lunga minare tra i giovani lo sviluppo di quello spirito civico che è essenziale per la convivenza e la costruzione della società di oggi e di domani.
2019
Italiano
La condizione giovanile in Italia. Rapporto giovani 2019
9788815283368
Il Mulino
2019
Mesa, D., Civismo e cultura della legalità, in Istituto Giuseppe Toniol, I. G. T. (ed.), La condizione giovanile in Italia. Rapporto giovani 2019, Il Mulino, BOLOGNA -- ITA 2019: 2019 105- 134 [http://hdl.handle.net/10807/155745]
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