The migrations of the Barbarian groups, their formation and social structure, possession of specific cultural identities and their interactions with local populations are among the most controversial issues in European medieval history. On the lookout for innovative approaches, the third Incontro per l’Archeologia Barbarica featured a conspicuous array of palaeogenetic and isotopic data from Longobard burial grounds in the Czech Republic, Hungary and Italy. An international research project has obtained the first entire ancient genome sequences of 63 individuals, together with mitochondrial DNA data and stable-isotope information regarding mobility and diet. Other wide-ranging interdisciplinary projects focus on systematic isotopic analyses of entire large graveyards. The scope of the genetic and isotopic investigations available on Barbaricum confirm the methods' potential and show the existence of wide-ranging phenomena. Remarkable results indicate the migratory path of individuals of central-northern European genetic ancestry from Pannonia to Italy, as attributed to the Longobards by written texts. The importance of biological relationships in the social structure of these highly mobile communities, which were composed of two main genetic groups, is made clear: they correspond to specific cultures with different social status and access to resources; marked female mobility is thought to be due to exogamy. These are disruptive new data for reassessing old themes – which become contemporary again thanks to the latest perspectives.

Le migrazioni dei popoli barbarici, la loro formazione e struttura sociale, l’esistenza di una specifica identità culturale e l’interazione con il popolamento locale sono temi fra i più controversi della storia medievale europea. Alla ricerca di approcci innovativi, la terza edizione degli Incontri per l’Archeologia barbarica ha presentato una cospicua serie di dati paleogenetici e isotopici da necropoli longobarde di Rep. Ceca, Ungheria e Italia. Un progetto di ricerca internazionale ha ottenuto le prime sequenze dell’intero genoma antico (63 individui), integrato dal DNA mitocondriale e dagli isotopi stabili su mobilità e dieta. Altri progetti interdisciplinari di ampio respiro si incentrano su sistematiche analisi isotopiche di intere estese necropoli. Il quadro delle indagini genetiche e isotopiche disponibili sul Barbaricum conferma potenzialità dei metodi e dinamiche coerenti ad ampio raggio. Sorprendenti sono i risultati, che permettono di supportare il percorso migratorio di individui con ascendenza genetica centro-nord europea dalla Pannonia all’Italia attribuito dai testi scritti ai Longobardi. Emerge con forza l’importanza delle relazioni biologiche nella struttura sociale di queste comunità, assai mobili, composte da due principali gruppi genetici: ad essi corrisponde una specificità culturale e una diversa rilevanza sociale e accesso alle risorse; si suppone ampia mobilità femminile per esogamia. Nuovi ‘dirompenti’ dati per una rilettura di vecchi temi, ora di nuovo attuali in vista di una rinnovata conoscenza.

Giostra, C. (ed.), Migrazioni, clan, culture: archeologia, genetica e isotopi stabili, Atti del III Incontro per l’Archeologia barbarica (Milano, 18 maggio 2018), SAP Società Archeologica srl, Mantova 2019: 200 [http://hdl.handle.net/10807/147253]

Migrazioni, clan, culture: archeologia, genetica e isotopi stabili, Atti del III Incontro per l’Archeologia barbarica (Milano, 18 maggio 2018)

C. Giostra
2019

Abstract

Le migrazioni dei popoli barbarici, la loro formazione e struttura sociale, l’esistenza di una specifica identità culturale e l’interazione con il popolamento locale sono temi fra i più controversi della storia medievale europea. Alla ricerca di approcci innovativi, la terza edizione degli Incontri per l’Archeologia barbarica ha presentato una cospicua serie di dati paleogenetici e isotopici da necropoli longobarde di Rep. Ceca, Ungheria e Italia. Un progetto di ricerca internazionale ha ottenuto le prime sequenze dell’intero genoma antico (63 individui), integrato dal DNA mitocondriale e dagli isotopi stabili su mobilità e dieta. Altri progetti interdisciplinari di ampio respiro si incentrano su sistematiche analisi isotopiche di intere estese necropoli. Il quadro delle indagini genetiche e isotopiche disponibili sul Barbaricum conferma potenzialità dei metodi e dinamiche coerenti ad ampio raggio. Sorprendenti sono i risultati, che permettono di supportare il percorso migratorio di individui con ascendenza genetica centro-nord europea dalla Pannonia all’Italia attribuito dai testi scritti ai Longobardi. Emerge con forza l’importanza delle relazioni biologiche nella struttura sociale di queste comunità, assai mobili, composte da due principali gruppi genetici: ad essi corrisponde una specificità culturale e una diversa rilevanza sociale e accesso alle risorse; si suppone ampia mobilità femminile per esogamia. Nuovi ‘dirompenti’ dati per una rilettura di vecchi temi, ora di nuovo attuali in vista di una rinnovata conoscenza.
Italiano
Inglese
978-88-99547-36-3
SAP Società Archeologica srl
Giostra, C. (ed.), Migrazioni, clan, culture: archeologia, genetica e isotopi stabili, Atti del III Incontro per l’Archeologia barbarica (Milano, 18 maggio 2018), SAP Società Archeologica srl, Mantova 2019: 200 [http://hdl.handle.net/10807/147253]
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