Il tema dell’ascolto nelle situazioni conflittuali a cui gli interventi di mediazione provano a dare una supporto, è cruciale e trasversale a tutte le professioni del sociale. Cosa significa, infatti, ascoltare queste preoccupazioni e come dare voce ai timori e alle paure di ciascuno, senza che questa importante opportunità diventi solamente occasione in cui è possibile fare emerge, in maniera incontrollata, contrapposizione, conflitto, prevaricazione, violenza? In sintesi è possibile affermare che seppure siamo immersi in contesti fortemente relazionati, avere relazioni può essere molto consolante ma anche molto irritante, sono proprio gli altri a darci fastidio: quelli che sono di fianco a noi, quelli che ci sono vicini. D’altronde non possiamo facilmente modificare le relazioni, perché, ed in questo consiste un po’ la dimensione enigmatica, sono realtà che appartengono alle persone che sono coinvolte, appartengono, in un certo modo, alla relazione stessa. Possiamo però imparare a osservare la relazione come qualcosa che trascende i singoli che ne fanno parte ma è profondamente radicata nelle persone, attraverso una capacità di ascoltare il conflitto che faccia riferimento ad una teoria della relazione, della differenza che ci permetta di comprenderla e gestirla in modo relazionale. Si tratta di una sfida complessa, ma, credo adeguata alla posta in gioco. Da un conflitto si può uscire in modo generativo se si attiva una riflessività sul legame che arriva al rischio di un dono, in qualche caso di un perdono dell’altro.

Bramanti, D., Conflitti e legami nella società plurale: le relazioni sociali sono enigmatiche?, in Bramanti, D., Marzotto, C. (ed.), Ascoltare lasciando traccia. Buone prassi di mediazione relazionale simbolica,, Vita e Pensiero, Milano, Milano 2019: 17- 26 [http://hdl.handle.net/10807/145940]

Conflitti e legami nella società plurale: le relazioni sociali sono enigmatiche?

Bramanti, D
2019

Abstract

Il tema dell’ascolto nelle situazioni conflittuali a cui gli interventi di mediazione provano a dare una supporto, è cruciale e trasversale a tutte le professioni del sociale. Cosa significa, infatti, ascoltare queste preoccupazioni e come dare voce ai timori e alle paure di ciascuno, senza che questa importante opportunità diventi solamente occasione in cui è possibile fare emerge, in maniera incontrollata, contrapposizione, conflitto, prevaricazione, violenza? In sintesi è possibile affermare che seppure siamo immersi in contesti fortemente relazionati, avere relazioni può essere molto consolante ma anche molto irritante, sono proprio gli altri a darci fastidio: quelli che sono di fianco a noi, quelli che ci sono vicini. D’altronde non possiamo facilmente modificare le relazioni, perché, ed in questo consiste un po’ la dimensione enigmatica, sono realtà che appartengono alle persone che sono coinvolte, appartengono, in un certo modo, alla relazione stessa. Possiamo però imparare a osservare la relazione come qualcosa che trascende i singoli che ne fanno parte ma è profondamente radicata nelle persone, attraverso una capacità di ascoltare il conflitto che faccia riferimento ad una teoria della relazione, della differenza che ci permetta di comprenderla e gestirla in modo relazionale. Si tratta di una sfida complessa, ma, credo adeguata alla posta in gioco. Da un conflitto si può uscire in modo generativo se si attiva una riflessività sul legame che arriva al rischio di un dono, in qualche caso di un perdono dell’altro.
Italiano
Ascoltare lasciando traccia. Buone prassi di mediazione relazionale simbolica,
978-88-343-3931-2
Vita e Pensiero, Milano
Bramanti, D., Conflitti e legami nella società plurale: le relazioni sociali sono enigmatiche?, in Bramanti, D., Marzotto, C. (ed.), Ascoltare lasciando traccia. Buone prassi di mediazione relazionale simbolica,, Vita e Pensiero, Milano, Milano 2019: 17- 26 [http://hdl.handle.net/10807/145940]
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