After the Unification of Italy, Milan City Council set up night and Sunday schools offering secondary instruction to young men and women who had gone straight to work on completing elementary school but were eager to further their education and enhance their career prospects in the industrial, commercial, or service sectors. These schools were not designed to meet the prescriptions of the Casati Law regulating state schools and indeed were organized independently of their state-run counterparts. They were de facto post-elementary institutions and conferred a school leaving diploma that was unofficial but whose value was locally recognized. Over a three-year cycle, students were offered both a general education (Italian, history, geography) and vocational training (bookkeeping, drawing, French, commerce). This paper examines the changes undergone by the municipal school system in Milan during the fascist era and into the 1950s, within a broader educational culture that emphasized the formative value of work at a time of national economic transformation. During the period under analysis, this system was extended to include vocational schools, accorded equal status to their state-run equivalents, as well as training courses in trades and crafts, industrial processes, and commercial skills. It thus continued to cater for the need, which had already emerged during the Giolitti era, to provide workers with access to elementary and post-elementary education by means of night and Sunday schooling; at the same time, it set out to reinforce the skills base of the local community by offering vocational training. The essay sheds light on the factors driving these innovations, which were initiated in the 1930s with the so-called “adjustments” to the Gentile reform (notably the introduction of vocational and trade schools) and revisited with the resumption of democracy following the Allied liberation of Italy. The analysis offered, which contemplates a period in the history of these schools that has not been the object of study to date, is based on contemporary unpublished and print materials held in local archives.

Dopo l’Unità, il Comune di Milano creò Scuole serali superiori maschili e festive superiori femminili per giovani che, acquisita un’istruzione primaria, andavano a lavorare, ma erano desiderosi di migliorare la loro formazione e la posizione professionale nelle industrie, nel commercio o negli uffici. Tali istituti non rispondevano a obblighi fissati dalla Legge Casati e avevano un’impostazione che non trovava riscontro nel sistema scolastico governativo. Essi si ponevano nell’ordine postelementare e rilasciavano una licenza senza valore legale, ma riconosciuta in ambito locale. Di durata triennale, prevedevano materie di cultura generale (italiano, storia, geografia) e insegnamenti professionalizzanti (contabilità, disegno, francese, merceologia). Il contributo indaga i cambiamenti che il sistema delle Scuole civiche milanesi registrò fra fascismo e anni Cinquanta, nel quadro dell’affermazione di una cultura pedagogica che sottolineava la valenza formativa del lavoro e dell’evoluzione economica del Paese. Tale sistema si arricchì di istituti tecnici, pareggiati a quelli statali, e di corsi professionali di tipo artigianale, industriale e commerciale. Per un verso, esso fece propria l’esigenza, già emersa in età giolittiana, di consentire ai lavoratori di accedere alla scuola secondaria grazie all’istruzione serale, e, per un altro, si sforzò di irrobustire il tessuto formativo cittadino con corsi di preparazione al lavoro. Il saggio fa luce sulle ragioni di queste innovazioni, avviate dagli anni Trenta nell’ambito dei ritocchi della scuola gentiliana, che venne includendo gli istituti tecnici e le scuole di avviamento al lavoro, e ripensate dopo la Liberazione, alla ripresa della vita democratica. La ricerca su queste scuole per il periodo indicato, finora non studiato, si fonda su materiale coevo inedito, custodito negli archivi locali e a stampa.

Ghizzoni, C., Lavoro e giovani lavoratori alle civiche scuole serali e festive di Milano fra fascismo e dopoguerra, in Togni, F. (ed.), Giovanni Gentile e l’umanesimo del lavoro, Studium, Roma 2019: 2019 187- 202 [http://hdl.handle.net/10807/144873]

Lavoro e giovani lavoratori alle civiche scuole serali e festive di Milano fra fascismo e dopoguerra

Ghizzoni, Carla
2019

Abstract

Dopo l’Unità, il Comune di Milano creò Scuole serali superiori maschili e festive superiori femminili per giovani che, acquisita un’istruzione primaria, andavano a lavorare, ma erano desiderosi di migliorare la loro formazione e la posizione professionale nelle industrie, nel commercio o negli uffici. Tali istituti non rispondevano a obblighi fissati dalla Legge Casati e avevano un’impostazione che non trovava riscontro nel sistema scolastico governativo. Essi si ponevano nell’ordine postelementare e rilasciavano una licenza senza valore legale, ma riconosciuta in ambito locale. Di durata triennale, prevedevano materie di cultura generale (italiano, storia, geografia) e insegnamenti professionalizzanti (contabilità, disegno, francese, merceologia). Il contributo indaga i cambiamenti che il sistema delle Scuole civiche milanesi registrò fra fascismo e anni Cinquanta, nel quadro dell’affermazione di una cultura pedagogica che sottolineava la valenza formativa del lavoro e dell’evoluzione economica del Paese. Tale sistema si arricchì di istituti tecnici, pareggiati a quelli statali, e di corsi professionali di tipo artigianale, industriale e commerciale. Per un verso, esso fece propria l’esigenza, già emersa in età giolittiana, di consentire ai lavoratori di accedere alla scuola secondaria grazie all’istruzione serale, e, per un altro, si sforzò di irrobustire il tessuto formativo cittadino con corsi di preparazione al lavoro. Il saggio fa luce sulle ragioni di queste innovazioni, avviate dagli anni Trenta nell’ambito dei ritocchi della scuola gentiliana, che venne includendo gli istituti tecnici e le scuole di avviamento al lavoro, e ripensate dopo la Liberazione, alla ripresa della vita democratica. La ricerca su queste scuole per il periodo indicato, finora non studiato, si fonda su materiale coevo inedito, custodito negli archivi locali e a stampa.
Italiano
Giovanni Gentile e l’umanesimo del lavoro
9788838243882
Studium
2019
Ghizzoni, C., Lavoro e giovani lavoratori alle civiche scuole serali e festive di Milano fra fascismo e dopoguerra, in Togni, F. (ed.), Giovanni Gentile e l’umanesimo del lavoro, Studium, Roma 2019: 2019 187- 202 [http://hdl.handle.net/10807/144873]
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