Questo capitolo si propone come un tentativo di leggere i dati della ricerca per indicare in che misura, per i giovani stranieri, esista un gender gap significativo e in che senso interpretarlo. La lettura a più livelli dei dati disponibili ci ha portati fin qui ad identificare le questioni rilevanti: - l’esistenza di una consistente domanda di istruzione generalizzata, nella popolazione straniera che accede all’educazione formale in Italia indipendentemente dal genere, che porta a ridimensionare sensibilmente l’ipotesi di un gender gap nel senso tradizionale del termine (cioè a favore dei maschi) in virtù della funzione dell’istruzione come strumento di eguaglianza; - l’esistenza comunque di disparità di genere nell’istruzione superiore in alcune nazionalità di provenienza: in particolare, gli accessi sono a favore dei maschi provenienti dall’area asiatica (India, Pakistan, Bangladesh, Sri-lanka), balcanica (Bosnia, Serbia), nord- e centro-africana (Tunisia, Camerun). Gli accessi invece sono a favore delle femmine per chi proviene da Albania, Romania, Polonia, Croazia, Ecuador, Filippine; - un certo grado di canalizzazione “verso il basso” che colpisce due sottogruppi in particolare: le femmine con scarso capitale sociale e culturale alle spalle (ma con maggiori aspirazioni dei maschi) ; i maschi appartenenti a profili acquisitivi determinati al successo, che vengono meno incoraggiati delle ragazze ad intraprendere studi lunghi e impegnativi, in forza delle attese occupazionali e retributive a medio-breve termine ; - la persistenza di effetti di genere nella scelta dei percorsi scolastici e formativi, con la tipica aggregazione uomini-industria; donne-servizi; tale segregazione è determinata anche dall’offerta formativa che asseconda l’orientamento degli stranieri verso mestieri etnicizzati e con forti stereotipie di genere(Colasanto – Marcaletti 2008); sono emersi altresì settori “nuovi” (turistico-alberghiero e gestione aziendale) in cui sono riposte le aspirazioni di entrambi i sessi, lasciando intravvedere in futuro un effetto importante di apertura delle posizioni occupazionali; - infine, la debolezza di talune categorie intrepretative dell’identità di genere nei processi scolastici è stata dimostrata a partire da un’analisi cross-culturale delle motivazioni alla scelta del percorso: mentre le motivazioni strumentali appaiono distribuite fra i due generi, e non appannaggio dei soli maschi, le motivazioni espressive sono addotte da maschi e femmine in modo diverso in base alla cittadinanza. Lo stesso dicasi per la categoria di “scelta eterodiretta”, attributo che in talune cittadinanze si applica più ai maschi, mentre in altre più alle femmine. Pertanto, la sola lettura di genere non risulta sufficiente per evidenziare differenze e disuguaglianze nei percorsi di inclusione, alla luce dell’idea di combinazione tra variabili esposta all’inizio di questo contributo. Il genere, infatti, anche quando rappresenta un ambito problematico nell’esperienza di vita, può presentarsi come variabile sottesa, talvolta coscientemente negata, talatra misconosciuta, invisibile rispetto a dinamiche di inclusione/esclusione, comunicazione/isolamento che contraddistinguono ambienti di socializzazione complessi, e apparentemente “neutri”, come la scuola . Appaiono invece, in primo piano le variabili legate alla convivenza multiculturale, ossia la multietnicità che caratterizza oggi i luoghi della crescita, soprattutto in una realtà come quella lombardia ad alta densità di immigrazione. In ultima analisi pertanto si proveranno a definire i profili di genere legati alle diverse cittadinanze, con riguardo a quelle più rappresentate nei percorsi formativi di grado superiore, nella prospettiva di “far parlare” il genere dei nuovi cittadini dentro le rispettive culture del maschile e del femminile.

Colombo, M., Differenze e disuguaglianze di genere nei processi di inclusione sociale dei giovani stranieri, in Besozzi, E., Santagati, M., Colombo, M. (ed.), Giovani stranieri, nuovi cittadini. Le strategie di una generazione ponte, Franco Angeli, Milano 2009: 91- 118 [http://hdl.handle.net/10807/13244]

Differenze e disuguaglianze di genere nei processi di inclusione sociale dei giovani stranieri

Colombo, Maddalena
2009

Abstract

Questo capitolo si propone come un tentativo di leggere i dati della ricerca per indicare in che misura, per i giovani stranieri, esista un gender gap significativo e in che senso interpretarlo. La lettura a più livelli dei dati disponibili ci ha portati fin qui ad identificare le questioni rilevanti: - l’esistenza di una consistente domanda di istruzione generalizzata, nella popolazione straniera che accede all’educazione formale in Italia indipendentemente dal genere, che porta a ridimensionare sensibilmente l’ipotesi di un gender gap nel senso tradizionale del termine (cioè a favore dei maschi) in virtù della funzione dell’istruzione come strumento di eguaglianza; - l’esistenza comunque di disparità di genere nell’istruzione superiore in alcune nazionalità di provenienza: in particolare, gli accessi sono a favore dei maschi provenienti dall’area asiatica (India, Pakistan, Bangladesh, Sri-lanka), balcanica (Bosnia, Serbia), nord- e centro-africana (Tunisia, Camerun). Gli accessi invece sono a favore delle femmine per chi proviene da Albania, Romania, Polonia, Croazia, Ecuador, Filippine; - un certo grado di canalizzazione “verso il basso” che colpisce due sottogruppi in particolare: le femmine con scarso capitale sociale e culturale alle spalle (ma con maggiori aspirazioni dei maschi) ; i maschi appartenenti a profili acquisitivi determinati al successo, che vengono meno incoraggiati delle ragazze ad intraprendere studi lunghi e impegnativi, in forza delle attese occupazionali e retributive a medio-breve termine ; - la persistenza di effetti di genere nella scelta dei percorsi scolastici e formativi, con la tipica aggregazione uomini-industria; donne-servizi; tale segregazione è determinata anche dall’offerta formativa che asseconda l’orientamento degli stranieri verso mestieri etnicizzati e con forti stereotipie di genere(Colasanto – Marcaletti 2008); sono emersi altresì settori “nuovi” (turistico-alberghiero e gestione aziendale) in cui sono riposte le aspirazioni di entrambi i sessi, lasciando intravvedere in futuro un effetto importante di apertura delle posizioni occupazionali; - infine, la debolezza di talune categorie intrepretative dell’identità di genere nei processi scolastici è stata dimostrata a partire da un’analisi cross-culturale delle motivazioni alla scelta del percorso: mentre le motivazioni strumentali appaiono distribuite fra i due generi, e non appannaggio dei soli maschi, le motivazioni espressive sono addotte da maschi e femmine in modo diverso in base alla cittadinanza. Lo stesso dicasi per la categoria di “scelta eterodiretta”, attributo che in talune cittadinanze si applica più ai maschi, mentre in altre più alle femmine. Pertanto, la sola lettura di genere non risulta sufficiente per evidenziare differenze e disuguaglianze nei percorsi di inclusione, alla luce dell’idea di combinazione tra variabili esposta all’inizio di questo contributo. Il genere, infatti, anche quando rappresenta un ambito problematico nell’esperienza di vita, può presentarsi come variabile sottesa, talvolta coscientemente negata, talatra misconosciuta, invisibile rispetto a dinamiche di inclusione/esclusione, comunicazione/isolamento che contraddistinguono ambienti di socializzazione complessi, e apparentemente “neutri”, come la scuola . Appaiono invece, in primo piano le variabili legate alla convivenza multiculturale, ossia la multietnicità che caratterizza oggi i luoghi della crescita, soprattutto in una realtà come quella lombardia ad alta densità di immigrazione. In ultima analisi pertanto si proveranno a definire i profili di genere legati alle diverse cittadinanze, con riguardo a quelle più rappresentate nei percorsi formativi di grado superiore, nella prospettiva di “far parlare” il genere dei nuovi cittadini dentro le rispettive culture del maschile e del femminile.
Italiano
Giovani stranieri, nuovi cittadini. Le strategie di una generazione ponte
978-88-568-1452-1
Colombo, M., Differenze e disuguaglianze di genere nei processi di inclusione sociale dei giovani stranieri, in Besozzi, E., Santagati, M., Colombo, M. (ed.), Giovani stranieri, nuovi cittadini. Le strategie di una generazione ponte, Franco Angeli, Milano 2009: 91- 118 [http://hdl.handle.net/10807/13244]
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