The starting point is the reconstruction of the archaic historical-cultural framework in which is developed the research on the nature by the first philosophers of Nature (still expressed in poetic verses), that represents the first investigations about the 'truth', with an approach demythologizing the archaic perception of cosmos and nature. The notion of ontological 'truth' becomes distinct from sensitive appearances and the conceptions of justice and law are elaborated in connection to these twofold ideas. In the judiciary, in the fifth century B.C., the conscious distinction emerges between natural justice and the conventional norm; the feeling of the superiority of nature over human conventions is inherited from the archaic period, however there are also voices that glimpse and denounce the social risks inherent in the "natural" law of the strongest. The values of the idea of ‘verisimilitude’ as the foundation of rhetorical art and rhetoric as the art of ‘the persuasion’ in the judiciary, political and epidict fields are explored. Particular attention is devoted to the Aristotelian ideas of truth and justice with investigations not only in Rhetoric, but also in the writings of Ethics and in other Aristotelian works. The judicial discourse includes reflections on the Aristotelian concept of "epieikeia" which, in the light of the most recent research, does not only express the idea of equity, but also of flexibility.

In fase introduttiva, in una lunga ma fondamentale premessa, si ricostruisce il quadro storico-culturale arcaico in cui le ricerche sulla natura dei primi filosofi ‘fisici’ (espresse ancora in versi poetici) rappresentano le prime indagini sulla ‘verità’ che demitizzano la percezione del cosmo e della natura e approdano a una nozione di ‘verità’ ontologica come distinta da quella delle apparenze sensibili, oltre le quali il filosofo deve andare. Riconosco in questo presupposto gnoseologico la chiave di svolta che, in ben precise circostanze storiche collegate alla nascita della democrazia in alternativa al pensiero unico del potere tirannico, permette la nascita dell’arte retorica nel V sec. a.C. grazie ai sofisti / filosofi. In ambito giudiziario, nel V sec. a.C. emerge la consapevole distinzione tra giustizia naturale e norma convenzionale; si eredita dal periodo arcaico il sentimento della superiorità della natura sulle convenzioni umane, tuttavia si levano anche voci che intravvedono e denunciano i rischi sociali insiti nella legge ‘naturale’ del più forte. Si approfondiscono le valenze dell’idea di ‘verosimiglianza’ a fondamento dell’arte retorica e della retorica come arte ‘della persuasione’ in ambito giudiziario, politico ed epidittico. Particolare attenzione è dedicata alle idee aristoteliche di verità e giustizia con indagini non solo nella Retorica, ma anche negli scritti di Etica e in altre opere aristoteliche. Il discorso giudiziario comprende riflessioni sul concetto aristotelico di ‘epieikeia’ che, alla luce delle più recenti ricerche, non esprime solo l’idea di equità, ma anche di flessibilità.

Matelli, E., Il Nesso tra verità e Giustizia alle origini della retorica greca, in Aav, A., Mito e Narrazioni della giustizia nel mondo greco, Vita e Pensiero Pubblic University:Largo Gemelli 1, I 20123 Milan Italy:011 39 02 72342310, 011 39 2 72342370, EMAIL: redazione.vp@unicatt.it, Fax: 011 39 02 72342974, MILANO -- ITA 2019 2019: 77-108 [http://hdl.handle.net/10807/132198]

Il Nesso tra verità e Giustizia alle origini della retorica greca

Matelli, Elisabetta
Primo
2019

Abstract

In fase introduttiva, in una lunga ma fondamentale premessa, si ricostruisce il quadro storico-culturale arcaico in cui le ricerche sulla natura dei primi filosofi ‘fisici’ (espresse ancora in versi poetici) rappresentano le prime indagini sulla ‘verità’ che demitizzano la percezione del cosmo e della natura e approdano a una nozione di ‘verità’ ontologica come distinta da quella delle apparenze sensibili, oltre le quali il filosofo deve andare. Riconosco in questo presupposto gnoseologico la chiave di svolta che, in ben precise circostanze storiche collegate alla nascita della democrazia in alternativa al pensiero unico del potere tirannico, permette la nascita dell’arte retorica nel V sec. a.C. grazie ai sofisti / filosofi. In ambito giudiziario, nel V sec. a.C. emerge la consapevole distinzione tra giustizia naturale e norma convenzionale; si eredita dal periodo arcaico il sentimento della superiorità della natura sulle convenzioni umane, tuttavia si levano anche voci che intravvedono e denunciano i rischi sociali insiti nella legge ‘naturale’ del più forte. Si approfondiscono le valenze dell’idea di ‘verosimiglianza’ a fondamento dell’arte retorica e della retorica come arte ‘della persuasione’ in ambito giudiziario, politico ed epidittico. Particolare attenzione è dedicata alle idee aristoteliche di verità e giustizia con indagini non solo nella Retorica, ma anche negli scritti di Etica e in altre opere aristoteliche. Il discorso giudiziario comprende riflessioni sul concetto aristotelico di ‘epieikeia’ che, alla luce delle più recenti ricerche, non esprime solo l’idea di equità, ma anche di flessibilità.
Italiano
9788834337981
Vita e Pensiero Pubblic University:Largo Gemelli 1, I 20123 Milan Italy:011 39 02 72342310, 011 39 2 72342370, EMAIL: redazione.vp@unicatt.it, Fax: 011 39 02 72342974
2019
Matelli, E., Il Nesso tra verità e Giustizia alle origini della retorica greca, in Aav, A., Mito e Narrazioni della giustizia nel mondo greco, Vita e Pensiero Pubblic University:Largo Gemelli 1, I 20123 Milan Italy:011 39 02 72342310, 011 39 2 72342370, EMAIL: redazione.vp@unicatt.it, Fax: 011 39 02 72342974, MILANO -- ITA 2019 2019: 77-108 [http://hdl.handle.net/10807/132198]
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