Il presente lavoro si propone di verificare la possibilità di creare fonti di finanziamento per i teatri lirici e le rappresentazioni di spettacoli, più in generale, “diverse” da quelle a cui dette istituzioni fanno comunemente ricorso sia come fonte di carattere più strettamente pubblica, e utilizzate principalmente nel contesto europeo, sia, anche, come forme di finanziamento di maggior evidenza privatistica e di origine specificamente anglo-statunitense. Le “forme” a cui si intende rivolgere l’attenzione, si presentano invece come forme “di mercato” e cioè come forme che sono in grado di rendere al soggetto proponente – “il teatro lirico” nel caso principalmente preso a riferimento di studio – una capacità di autofinanziamento non specificamente dipendente da fonti di “finanziamento” di terzi, sia da intendersi di pubblica provenienza sia di sponsorizzazione privata. La formulazione verso un mercato secondario di produzione lirica vuole individuare e presentare, infatti, un modello di valorizzazione del “prodotto” che nella produzione stessa può essere considerato fungibile o negoziabile perché dotato di quelle caratteristiche di marketability che rendono valutabile e, soprattutto, consentono di formalizzare un pricing del prodotto stesso che sia in grado di valorizzarne la natura artistica anche oltre l’allestimento lirico nel quale viene originato. Ovviamente occorre individuare, in prima istanza, i cosiddetti asset scambiabili e i presupposti anche strutturali perché un mercato secondario possa essere abilitato tenendo conto di tutte quelle variabili che consentono l’effettiva esistenza di un mercato secondario: scelta della piattaforma di scambio, visibilità dei prodotti, sistemi di clearing che qui si identificano come sistemi di consegna, ecc. La presentazione dei modelli teorici di negoziabilità, intende, presentare come si devono intendere e, soprattutto, costruire le possibili sinergie tra funzioni economiche e realtà artistiche ipotizzando un sistema di “gestione” attivo delle risorse – anche e, soprattutto in questo caso, di tipo finanziario che la produzione lirica può “produrre”. Lo studio che si intende configurare nella sua completezza è mirato a dimostrare come sia possibile “costruire” un mercato secondario delle produzioni liriche, tenendo conto che non esiste niente di assimilabile attualmente, che lo “scambio” tra gli enti lirici è considerato a livello evolutivo solo nella forma di “co-produzione” ma non di negoziazione e che, invece, il problema dell’approvvigionamento finanziario diventa una questione sempre più rilevante in ogni funzione di progettazione artistica. Nell’ottica di finalizzare ad una effettiva ed efficace elaborazione del modello, la costruzione dello stesso non può prescindere, anche dall’analisi del ruolo che gli intermediari finanziari possono avere in detto mercato sotto diversi aspetti: sia come “agenti” nel sistema operativo e di funzionamento, sia come organismi fondamentali nei prevedibili sistemi di clearing sia, non da ultimo, come soggetti partecipanti attivamente in qualità di investitori nel mercato di negoziazione.

Fandella, P., Il mercato borsistico e la negoziabilità delle produzioni per la valorizzazione finanziaria dell’opera lirica, Contributi all'analisi della valutazione dei profili finanziari e dei rischi di investimento in differenti contesti economici, EDUCatt, Milano 2018: 57-122 [http://hdl.handle.net/10807/117104]

Il mercato borsistico e la negoziabilità delle produzioni per la valorizzazione finanziaria dell’opera lirica

paola fandella
2018

Abstract

Il presente lavoro si propone di verificare la possibilità di creare fonti di finanziamento per i teatri lirici e le rappresentazioni di spettacoli, più in generale, “diverse” da quelle a cui dette istituzioni fanno comunemente ricorso sia come fonte di carattere più strettamente pubblica, e utilizzate principalmente nel contesto europeo, sia, anche, come forme di finanziamento di maggior evidenza privatistica e di origine specificamente anglo-statunitense. Le “forme” a cui si intende rivolgere l’attenzione, si presentano invece come forme “di mercato” e cioè come forme che sono in grado di rendere al soggetto proponente – “il teatro lirico” nel caso principalmente preso a riferimento di studio – una capacità di autofinanziamento non specificamente dipendente da fonti di “finanziamento” di terzi, sia da intendersi di pubblica provenienza sia di sponsorizzazione privata. La formulazione verso un mercato secondario di produzione lirica vuole individuare e presentare, infatti, un modello di valorizzazione del “prodotto” che nella produzione stessa può essere considerato fungibile o negoziabile perché dotato di quelle caratteristiche di marketability che rendono valutabile e, soprattutto, consentono di formalizzare un pricing del prodotto stesso che sia in grado di valorizzarne la natura artistica anche oltre l’allestimento lirico nel quale viene originato. Ovviamente occorre individuare, in prima istanza, i cosiddetti asset scambiabili e i presupposti anche strutturali perché un mercato secondario possa essere abilitato tenendo conto di tutte quelle variabili che consentono l’effettiva esistenza di un mercato secondario: scelta della piattaforma di scambio, visibilità dei prodotti, sistemi di clearing che qui si identificano come sistemi di consegna, ecc. La presentazione dei modelli teorici di negoziabilità, intende, presentare come si devono intendere e, soprattutto, costruire le possibili sinergie tra funzioni economiche e realtà artistiche ipotizzando un sistema di “gestione” attivo delle risorse – anche e, soprattutto in questo caso, di tipo finanziario che la produzione lirica può “produrre”. Lo studio che si intende configurare nella sua completezza è mirato a dimostrare come sia possibile “costruire” un mercato secondario delle produzioni liriche, tenendo conto che non esiste niente di assimilabile attualmente, che lo “scambio” tra gli enti lirici è considerato a livello evolutivo solo nella forma di “co-produzione” ma non di negoziazione e che, invece, il problema dell’approvvigionamento finanziario diventa una questione sempre più rilevante in ogni funzione di progettazione artistica. Nell’ottica di finalizzare ad una effettiva ed efficace elaborazione del modello, la costruzione dello stesso non può prescindere, anche dall’analisi del ruolo che gli intermediari finanziari possono avere in detto mercato sotto diversi aspetti: sia come “agenti” nel sistema operativo e di funzionamento, sia come organismi fondamentali nei prevedibili sistemi di clearing sia, non da ultimo, come soggetti partecipanti attivamente in qualità di investitori nel mercato di negoziazione.
Italiano
978-88-9335-275-8
EDUCatt
Fandella, P., Il mercato borsistico e la negoziabilità delle produzioni per la valorizzazione finanziaria dell’opera lirica, Contributi all'analisi della valutazione dei profili finanziari e dei rischi di investimento in differenti contesti economici, EDUCatt, Milano 2018: 57-122 [http://hdl.handle.net/10807/117104]
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