Se il merito indiscutibile del testo di Possenti sta nel rilanciare con vigore le discussioni sulla metafisica, “realismo”, “metafisica”, “filosofia moderna” appaiono tuttavia etichette il cui uso richiede un’accorta circospezione: l’alternativa va dal nome vuoto, che può stare per tutto, al nome sovradeterminato, rispetto al quale è impossibile ogni confronto. Ora il “realismo diretto” o “immediato” che propone Possenti implica una “presa diretta” delle facoltà conoscitive sul mondo e sull’essere.1 Bene: ma le facoltà chi le esercita? Spero che si risponda l’uomo: colui che può comprendere l’essere a partire da capacità legate al soggetto stesso e da principi su cui l’essere riposa. L’insieme della realtà e la sua comprensione sono due aspetti che non possono essere elaborati separatamente, pena cadere nel classico dualismo gnoseologico o in una sorta di intuizione autoevidente del reale che potrebbe manifestarsi anche a prescindere da un ipotetico spettatore della sua apparizione. A me sembra che Possenti, mentre ha ben chiaro il primo problema, sul secondo acquieti la sua attenzione, con il rischio di perdere ciò che intendeva porre in salvo, l’essere appunto.

Marassi, M., Il realismo è un metodo?, in Maria Cristina Dalfino, R. P. (ed.), Realismo, metafisica, modernità. In margine al volume di Vittorio Possenti, Il realismo e la fine della filosofia moderna,, ILIESI, ROMA -- ITA 2018: 31- 48 [http://hdl.handle.net/10807/115881]

Il realismo è un metodo?

Marassi, Massimo
2018

Abstract

Se il merito indiscutibile del testo di Possenti sta nel rilanciare con vigore le discussioni sulla metafisica, “realismo”, “metafisica”, “filosofia moderna” appaiono tuttavia etichette il cui uso richiede un’accorta circospezione: l’alternativa va dal nome vuoto, che può stare per tutto, al nome sovradeterminato, rispetto al quale è impossibile ogni confronto. Ora il “realismo diretto” o “immediato” che propone Possenti implica una “presa diretta” delle facoltà conoscitive sul mondo e sull’essere.1 Bene: ma le facoltà chi le esercita? Spero che si risponda l’uomo: colui che può comprendere l’essere a partire da capacità legate al soggetto stesso e da principi su cui l’essere riposa. L’insieme della realtà e la sua comprensione sono due aspetti che non possono essere elaborati separatamente, pena cadere nel classico dualismo gnoseologico o in una sorta di intuizione autoevidente del reale che potrebbe manifestarsi anche a prescindere da un ipotetico spettatore della sua apparizione. A me sembra che Possenti, mentre ha ben chiaro il primo problema, sul secondo acquieti la sua attenzione, con il rischio di perdere ciò che intendeva porre in salvo, l’essere appunto.
Italiano
Realismo, metafisica, modernità. In margine al volume di Vittorio Possenti, Il realismo e la fine della filosofia moderna,
978-88-9782-809-9
ILIESI
Marassi, M., Il realismo è un metodo?, in Maria Cristina Dalfino, R. P. (ed.), Realismo, metafisica, modernità. In margine al volume di Vittorio Possenti, Il realismo e la fine della filosofia moderna,, ILIESI, ROMA -- ITA 2018: 31- 48 [http://hdl.handle.net/10807/115881]
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10807/115881
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact