The essay retraces the contribution of the thinking and direct commitment of the Catholic University’s professors to the Higher Education School of Hydrocarbons, in its first and most original decade of activities (1958-1968). The School was founded in St. Donato by Enrico Mattei and Marcello Boldrini, who was also its headmaster, to raise qualified personnel in support of the hasty development of the great State Company. It was set up in a modern way, a crucial initiative for the group, as it became also one of the means for "foreign policy", particularly as it welcomed many foreign students from those “third world” countries as they were identified at the time. These were the countries with which Mattei's Eni had been able to establish and accommodate a new and unusual type of economic and political relations. Eschewing from the rigorous preparation of "American" business schools, the "San Donato School" instead distinguished itself for taking a "humanistic" approach, especially in developing the competence of those technicians, who were expected to work autonomously in often difficult and diverse environments outside of Europe, thus developing a strategic intangible professional asset for the successful performance and growth of the Group. Governed by Boldrini, the School involved the best academics in the country as its teachers and the most experienced team of technicians, as well as teachers from abroad, making it a truly international reality open to the most innovative experiences of its Industry, so as to be included by UNESCO in its International Postgraduate Training Program for graduates from developing countries. All these results were attained without failing to recall a "medieval" model, that of a community of disciples and learners whom Boldrini undoubtedly had experienced when in Cattolica, the University where he taught and from which also came a significant nucleus of illustrious economists and statisticians, such as - alongside Boldrini himself - Albino Uggè, Pasquale Saraceno, Siro Lombardini, and geographers such as Giuseppe Nangeroni (whose thinking for the School has been reconstructed). Together they brought to fruition their enlightenment in the field of Economics that had connoted the Cattolica during the 1930s and 40s. Their teachings took place in the classrooms but also as articles in the authoritative School Magazine ("La Scuola in azione"), these would expound on themes at both a national and international level, in addition to developing the role of demographic statistical sciences as elements of evaluation for political decision making.

Il saggio ricostruisce il contributo di pensiero e di impegno diretto dei docenti dell'Università Cattolica nella Scuola di Studi Superiori sugli idrocarburi nel suo primo e più originale decennio di attività (1958-1968), fondata a san Donato per volontà di Enrico Mattei e di Marcello Boldrini, che ne fu il preside, per dotarsi di personale qualificato per sostenere l'impetuoso sviluppo della grande azienda di Stato. Modernamente impostata, essa fu un'iniziativa cruciale per il gruppo, e ne divenne anche uno degli strumenti della "politica estera", in particolare accogliendo sempre più studenti stranieri dai paesi, in particolare dell'allora definito "terzo mondo", con cui l'Eni di Mattei aveva saputo instaurare e intrattenere rapporti economico-politici nuovi e peculiari. Rifuggendo dall'impostazione rigidamente "americana" delle businnes school, la "Scuola di San Donato" si distinse per un approccio "umanistico" proprio nella preparazione dei tecnici, che si volevano mettere in grado di agire autonomamente in contesti spesso difficili e diversi rispetto a quelli europei, costruendo così un patrimonio immateriale strategico per le sorti e lo sviluppo del gruppo. Governata da Boldrini, la Scuola coinvolse come docenti i migliori accademici del paese e i tecnici più preparati del gruppo, ma anche insegnanti provenienti dall'estero, facendo della scuola una realtà davvero internazionale aperta alle esperienze più innovative del settore, tanto da essere inserita dall'UNESCO nel proprio International Postgraduate Training Program destinato ai laureati dei paesi in via di sviluppo. Tutto ciò senza dimenticare un modello "medioevale" di comunità di discepoli e discenti che Boldrini indubbiamente aveva conosciuto in Cattolica, l'Ateneo dove insegnava e dal quale provenne un nucleo significativo di illustri economisti e statistici come - oltre allo stesso Boldrini - Albino Uggè, Pasquale Saraceno, Siro Lombardini, e geografi come Giuseppe Nangeroni (dei quali viene ricostruito il contributo di pensiero alla Scuola), che misero a frutto l'elaborazione d'ambito economico che aveva connotato la Cattolica negli anni Trenta e Quaranta. Il loro magistero ebbe modo di esplicarsi nelle aule ma anche sull'autorevole rivista della Scuola ("La Scuola in azione"), mettendo a fuco i temi dello sviluppo nazionale e internazionale, o quello del ruolo delle scienze demo-statistiche nel fornire elementi di valutazione e decisione al potere politico.

Bardelli, D., La Scuola di Studi Superiori sugli Idrocarburi dell'ENI: Mattei, Boldrini e il contributo dei docenti dell'Università Cattolica, in Maria, B. (ed.), Cultura in azione. L'ENI e l'Università Cattolica per lo sviluppo dei popoli, Vita e Pensiero, Milano 2017: <<Ricerche. Storia>>, 51- 141 [http://hdl.handle.net/10807/106105]

La Scuola di Studi Superiori sugli Idrocarburi dell'ENI: Mattei, Boldrini e il contributo dei docenti dell'Università Cattolica

Bardelli, Daniele
Primo
2017

Abstract

Il saggio ricostruisce il contributo di pensiero e di impegno diretto dei docenti dell'Università Cattolica nella Scuola di Studi Superiori sugli idrocarburi nel suo primo e più originale decennio di attività (1958-1968), fondata a san Donato per volontà di Enrico Mattei e di Marcello Boldrini, che ne fu il preside, per dotarsi di personale qualificato per sostenere l'impetuoso sviluppo della grande azienda di Stato. Modernamente impostata, essa fu un'iniziativa cruciale per il gruppo, e ne divenne anche uno degli strumenti della "politica estera", in particolare accogliendo sempre più studenti stranieri dai paesi, in particolare dell'allora definito "terzo mondo", con cui l'Eni di Mattei aveva saputo instaurare e intrattenere rapporti economico-politici nuovi e peculiari. Rifuggendo dall'impostazione rigidamente "americana" delle businnes school, la "Scuola di San Donato" si distinse per un approccio "umanistico" proprio nella preparazione dei tecnici, che si volevano mettere in grado di agire autonomamente in contesti spesso difficili e diversi rispetto a quelli europei, costruendo così un patrimonio immateriale strategico per le sorti e lo sviluppo del gruppo. Governata da Boldrini, la Scuola coinvolse come docenti i migliori accademici del paese e i tecnici più preparati del gruppo, ma anche insegnanti provenienti dall'estero, facendo della scuola una realtà davvero internazionale aperta alle esperienze più innovative del settore, tanto da essere inserita dall'UNESCO nel proprio International Postgraduate Training Program destinato ai laureati dei paesi in via di sviluppo. Tutto ciò senza dimenticare un modello "medioevale" di comunità di discepoli e discenti che Boldrini indubbiamente aveva conosciuto in Cattolica, l'Ateneo dove insegnava e dal quale provenne un nucleo significativo di illustri economisti e statistici come - oltre allo stesso Boldrini - Albino Uggè, Pasquale Saraceno, Siro Lombardini, e geografi come Giuseppe Nangeroni (dei quali viene ricostruito il contributo di pensiero alla Scuola), che misero a frutto l'elaborazione d'ambito economico che aveva connotato la Cattolica negli anni Trenta e Quaranta. Il loro magistero ebbe modo di esplicarsi nelle aule ma anche sull'autorevole rivista della Scuola ("La Scuola in azione"), mettendo a fuco i temi dello sviluppo nazionale e internazionale, o quello del ruolo delle scienze demo-statistiche nel fornire elementi di valutazione e decisione al potere politico.
Italiano
Cultura in azione. L'ENI e l'Università Cattolica per lo sviluppo dei popoli
978-88-343-3343-3
Vita e Pensiero
Il saggio riprende, sviluppa e amplia la relazione presentata al convegno “Cultura in azione. L’Eni e l’Università Cattolica per lo sviluppo dei popoli”, promosso dal Dipartimento di storia dell’economia, della società e di scienze del territorio “Mario Romani” e da ENI (Milano, 29 novembre 2016) nell'ambito del progetto di ricerca "Dall'Università Cattolica all'Eni: la formazione di una classe dirigente" (comitato scientifico: Lorenzo Ornaghi, Maria Bocci, Lucia Nardi, Daniele Bardelli). Il saggio ha ricevuto il Premio per le pubblicazioni di alta qualità dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per il 1917.
Bardelli, D., La Scuola di Studi Superiori sugli Idrocarburi dell'ENI: Mattei, Boldrini e il contributo dei docenti dell'Università Cattolica, in Maria, B. (ed.), Cultura in azione. L'ENI e l'Università Cattolica per lo sviluppo dei popoli, Vita e Pensiero, Milano 2017: <<Ricerche. Storia>>, 51- 141 [http://hdl.handle.net/10807/106105]
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10807/106105
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact