The volume analyzes the history of the Italian Touring Club in the framework of the initiatives that have promoted the motion of progress that marked the "New Century" in Milan and Italy. In particular, it considers the significant contribution to the construction of Italians, a cornerstone of post-revolutionary pedagogy, about which the association could coordinate the moral, intellectual and economic development of the bourgeoisie with that of the national consciousness. Thanks to the realization and diffusion of the instruments of travel (the guides and the maps first) the Tci accredited an aesthetic and "political" perspective through which Italy is still being watched and known today.

Il volume ricostruisce la storia del Touring Club Italiano considerandola nel quadro delle iniziative che hanno contribuito a incrementare il moto di progresso che segnò il «Secolo nuovo». Promuovendo il turismo, inizialmente in bicicletta, il Tci volle sfruttare le potenzialità educative dell’attività sportiva per formare carattere e volontà di un uomo del Novecento tenace, indipendente, risoluto, in grado progredire autonomamente approfittando dei sempre maggiori spazio del tempo libero, connotativi di tutta la mentalità borghese otto-novecentesca. Sostenendo il viaggiare attraverso la penisola, il TCI impose poi una lettura del territorio in chiave nazionale, contribuendo a diffonderne un’immagine stereotipa e proprio per questo diffusa a livello di massa, accreditando così il “canone” storico, estetico e geografico necessario per alimentare l’amor di patria. Grazie alla realizzazione e diffusione degli strumenti del viaggiare (le guide e le mappe innanzitutto), accreditò infatti una lettura estetica e "politica" che giustificò poi anche le ambizioni espansive, comprendenti non solo le terre irredente, ma anche quelle in cui le cui tracce archeologiche rivelavano (come emerge dagli articoli della “Rivista mensile” del sodalizio sulla Libia) le tracce di una romanità di cui gli italiani dovevano riconoscersi eredi. In questa prospettiva nazionale si inserivano anche i contributi al progresso economico che il Touring intendeva fornire studiando e proponendo tecniche aggiornate di costruzione stradale, di edificazione di alberghi moderni e confortevoli; e poi diffondendo conoscenze sui nuovi e futuribili mezzi di trasporto; infine prodigandosi per sostenere la potenza bellica addirittura patrocinando la formazione di reparti paramilitari disponibili a combattere adoperando i propri mezzi di trasporto: i Volontari Ciclisti Automobilisti, che combatterono effettivamente nella prima guerra mondiale.

Bardelli, D., L'Italia viaggia. Il Touring Club, la nazione e la modernità (1894-1927), Bulzoni, Roma 2004:<<QUADERNI DI CHEIRON>>,14 460 [http://hdl.handle.net/10807/100235]

L'Italia viaggia. Il Touring Club, la nazione e la modernità (1894-1927)

Bardelli, Daniele
2004

Abstract

Il volume ricostruisce la storia del Touring Club Italiano considerandola nel quadro delle iniziative che hanno contribuito a incrementare il moto di progresso che segnò il «Secolo nuovo». Promuovendo il turismo, inizialmente in bicicletta, il Tci volle sfruttare le potenzialità educative dell’attività sportiva per formare carattere e volontà di un uomo del Novecento tenace, indipendente, risoluto, in grado progredire autonomamente approfittando dei sempre maggiori spazio del tempo libero, connotativi di tutta la mentalità borghese otto-novecentesca. Sostenendo il viaggiare attraverso la penisola, il TCI impose poi una lettura del territorio in chiave nazionale, contribuendo a diffonderne un’immagine stereotipa e proprio per questo diffusa a livello di massa, accreditando così il “canone” storico, estetico e geografico necessario per alimentare l’amor di patria. Grazie alla realizzazione e diffusione degli strumenti del viaggiare (le guide e le mappe innanzitutto), accreditò infatti una lettura estetica e "politica" che giustificò poi anche le ambizioni espansive, comprendenti non solo le terre irredente, ma anche quelle in cui le cui tracce archeologiche rivelavano (come emerge dagli articoli della “Rivista mensile” del sodalizio sulla Libia) le tracce di una romanità di cui gli italiani dovevano riconoscersi eredi. In questa prospettiva nazionale si inserivano anche i contributi al progresso economico che il Touring intendeva fornire studiando e proponendo tecniche aggiornate di costruzione stradale, di edificazione di alberghi moderni e confortevoli; e poi diffondendo conoscenze sui nuovi e futuribili mezzi di trasporto; infine prodigandosi per sostenere la potenza bellica addirittura patrocinando la formazione di reparti paramilitari disponibili a combattere adoperando i propri mezzi di trasporto: i Volontari Ciclisti Automobilisti, che combatterono effettivamente nella prima guerra mondiale.
Italiano
Monografia o trattato scientifico
Bulzoni
Ha ricevuto nel 2003 il contributo finanziario dell'Università Cattolica sulla base di una valutazione dei risultati della ricerca. Prefazione di G. Rumi e presentazione di R. Ruozi. Recensione di P. Battilani in "Il mestiere di storico - Annale SISSCO" VI/2005.
Bardelli, D., L'Italia viaggia. Il Touring Club, la nazione e la modernità (1894-1927), Bulzoni, Roma 2004:<>,14 460 [http://hdl.handle.net/10807/100235]
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