Introduzione Nel corso degli anni, l’afide verde del pesco ha sviluppato diversi meccanismi di resistenza agli insetticidi, come dimostrano le numerose segnalazioni di mancata efficacia dei trattamenti (Whalon et al., 2008). In Italia è documentato da tempo l’elevato livello di resistenza a molte classi di insetticidi quali esteri fosforici, carbammati e piretroidi (Mazzoni e Cravedi, 2002; Cravedi et al., 2009). A partire dal 2010, anche per i neonicotinoidi, che tuttora rappresentano uno degli strumenti principali per la lotta contro questo insetto, si sono evidenziati gravi problemi di resistenza in Spagna, Francia e Italia (Slater et al., 2012; Panini et al., 2013). La presente indagine aggiorna le conoscenze sulla diffusione delle mutazioni legate alle resistenze target-site a neonicotinoidi, piretroidi e carbammati nelle popolazioni italiane di M. persicae. Risultati L’indagine è stata condotta su 75 popolazioni di M. persicae raccolte nel 2012 (n= 50) e nel 2013 (n=25) in varie aree italiane, sia da pesco (n= 69), sia da alcuni ospiti secondari (peperone: n = 3; melanzana: n = 2; tabacco: n = 1). La presenza delle mutazioni puntiformi legate alla resistenza è stata evidenziata con tecniche molecolari quali PASA-PCR (PCR allele specifica) e pirosequenziamento. La loro frequenza percentuale è risultata variabile in funzione del tipo di mutazione, dell’area geografica di origine e dell’ospite di raccolta delle popolazioni studiate. Le mutazioni L1014 (kdr) e M918T (s-kdr), responsabili della resistenza ai piretroidi, sono presenti con percentuali prossime al 100% in tutte le popolazioni. Nel locus del s-kdr è stata inoltre trovata, nel 22% circa delle popolazioni, una differente mutazione (M918L), recentemente descritta in letteratura, i cui effetti sulla resistenza ai piretroidi sono in corso di ulteriore caratterizzazione. La mutazione R81T legata alla resistenza ai neonicotinoidi e in grado di conferire, a seconda delle combinazioni genotipiche, fattori di resistenza di oltre 100 volte, è stata trovata, nel 2012, nel 65% circa degli afidi analizzati. La percentuale si è leggermente ridotta nei campioni del 2013, arrivando al 45% circa. Per la prima volta la presenza di questa mutazione è stata scoperta anche in afidi viventi su ospiti erbacei, contrariamente a quanto osservato da altri autori (Slater et al., 2012). La mutazione S431F nel gene dell’acetilcolinesterasi, legata alla resistenza ai dimetilcarbammati, è stata trovata nel 25% degli afidi analizzati. La percentuale di individui con la contemporanea presenza di più mutazioni è particolarmente elevata. Considerazioni finali I dati raccolti descrivono una situazione preoccupante che richiederà una continua attenzione per mantenere l’efficacia dei trattamenti insetticidi eseguiti contro M. persicae. I risultati delle analisi condotte nel biennio 2012-2013 descrivono una sostanziale costanza nel tempo della resistenza ai dimetilcarbammati: la percentuale di presenza della mutazione S431F è infatti la stessa di quella riportata in un’indagine simile condotta in anni precedenti (Criniti et al., 2008). Al contrario, la resistenza ai piretroidi si è ampiamente diffusa ed è ora presente, pur in diverse combinazioni genotipiche di kdr e s-kdr, in quasi tutte le popolazioni di M. persicae raccolte in Italia. L’applicazione di qualunque insetticida della classe dei piretroidi può quindi essere del tutto inefficace contro le infestazioni di questo afide. Infine, la resistenza ai neonicotinoidi, per la prima volta documentata nel 2010, in poco tempo ha raggiunto percentuali preoccupanti. Anche se tra il 2012 e il 2013 è stata osservata una lieve flessione nella percentuale di individui portatori, il numero di segnalazioni di mancata efficacia dei trattamenti con questa classe di prodotti resta comunque elevato. Il rischio di una sua maggiore diffusione è consistente, soprattutto nelle colture erbacee per le quali i neonicotinoidi non hanno avuto particolari limitazioni d’uso legate alla protezione delle popolazioni dei pronubi.

Panini, M., Anaclerio, M., Puggioni, V., Mazzoni, E., Resistenze “target-site” in popolazioni italiane dell’afide verde del pesco(Myzus persicae), Relazione, in XXIV Congresso Nazionale Italiano di Entomologia - Riassunti delle comunicazioni orali, (Orosei, 09-14 June 2014), ISE-CNR, Sassari 2014: 154-155 [http://hdl.handle.net/10807/61522]

Resistenze “target-site” in popolazioni italiane dell’afide verde del pesco (Myzus persicae)

Panini, Michela;Anaclerio, Matteo;Puggioni, Vincenzo;Mazzoni, Emanuele
2014

Abstract

Introduzione Nel corso degli anni, l’afide verde del pesco ha sviluppato diversi meccanismi di resistenza agli insetticidi, come dimostrano le numerose segnalazioni di mancata efficacia dei trattamenti (Whalon et al., 2008). In Italia è documentato da tempo l’elevato livello di resistenza a molte classi di insetticidi quali esteri fosforici, carbammati e piretroidi (Mazzoni e Cravedi, 2002; Cravedi et al., 2009). A partire dal 2010, anche per i neonicotinoidi, che tuttora rappresentano uno degli strumenti principali per la lotta contro questo insetto, si sono evidenziati gravi problemi di resistenza in Spagna, Francia e Italia (Slater et al., 2012; Panini et al., 2013). La presente indagine aggiorna le conoscenze sulla diffusione delle mutazioni legate alle resistenze target-site a neonicotinoidi, piretroidi e carbammati nelle popolazioni italiane di M. persicae. Risultati L’indagine è stata condotta su 75 popolazioni di M. persicae raccolte nel 2012 (n= 50) e nel 2013 (n=25) in varie aree italiane, sia da pesco (n= 69), sia da alcuni ospiti secondari (peperone: n = 3; melanzana: n = 2; tabacco: n = 1). La presenza delle mutazioni puntiformi legate alla resistenza è stata evidenziata con tecniche molecolari quali PASA-PCR (PCR allele specifica) e pirosequenziamento. La loro frequenza percentuale è risultata variabile in funzione del tipo di mutazione, dell’area geografica di origine e dell’ospite di raccolta delle popolazioni studiate. Le mutazioni L1014 (kdr) e M918T (s-kdr), responsabili della resistenza ai piretroidi, sono presenti con percentuali prossime al 100% in tutte le popolazioni. Nel locus del s-kdr è stata inoltre trovata, nel 22% circa delle popolazioni, una differente mutazione (M918L), recentemente descritta in letteratura, i cui effetti sulla resistenza ai piretroidi sono in corso di ulteriore caratterizzazione. La mutazione R81T legata alla resistenza ai neonicotinoidi e in grado di conferire, a seconda delle combinazioni genotipiche, fattori di resistenza di oltre 100 volte, è stata trovata, nel 2012, nel 65% circa degli afidi analizzati. La percentuale si è leggermente ridotta nei campioni del 2013, arrivando al 45% circa. Per la prima volta la presenza di questa mutazione è stata scoperta anche in afidi viventi su ospiti erbacei, contrariamente a quanto osservato da altri autori (Slater et al., 2012). La mutazione S431F nel gene dell’acetilcolinesterasi, legata alla resistenza ai dimetilcarbammati, è stata trovata nel 25% degli afidi analizzati. La percentuale di individui con la contemporanea presenza di più mutazioni è particolarmente elevata. Considerazioni finali I dati raccolti descrivono una situazione preoccupante che richiederà una continua attenzione per mantenere l’efficacia dei trattamenti insetticidi eseguiti contro M. persicae. I risultati delle analisi condotte nel biennio 2012-2013 descrivono una sostanziale costanza nel tempo della resistenza ai dimetilcarbammati: la percentuale di presenza della mutazione S431F è infatti la stessa di quella riportata in un’indagine simile condotta in anni precedenti (Criniti et al., 2008). Al contrario, la resistenza ai piretroidi si è ampiamente diffusa ed è ora presente, pur in diverse combinazioni genotipiche di kdr e s-kdr, in quasi tutte le popolazioni di M. persicae raccolte in Italia. L’applicazione di qualunque insetticida della classe dei piretroidi può quindi essere del tutto inefficace contro le infestazioni di questo afide. Infine, la resistenza ai neonicotinoidi, per la prima volta documentata nel 2010, in poco tempo ha raggiunto percentuali preoccupanti. Anche se tra il 2012 e il 2013 è stata osservata una lieve flessione nella percentuale di individui portatori, il numero di segnalazioni di mancata efficacia dei trattamenti con questa classe di prodotti resta comunque elevato. Il rischio di una sua maggiore diffusione è consistente, soprattutto nelle colture erbacee per le quali i neonicotinoidi non hanno avuto particolari limitazioni d’uso legate alla protezione delle popolazioni dei pronubi.
2014
Italiano
XXIV Congresso Nazionale Italiano di Entomologia - Riassunti delle comunicazioni orali
XXIV Congresso Nazionale Italiano di Entomologia
Orosei
Relazione
9-giu-2014
14-giu-2014
978-88-97934-04-2
Panini, M., Anaclerio, M., Puggioni, V., Mazzoni, E., Resistenze “target-site” in popolazioni italiane dell’afide verde del pesco(Myzus persicae), Relazione, in XXIV Congresso Nazionale Italiano di Entomologia - Riassunti delle comunicazioni orali, (Orosei, 09-14 June 2014), ISE-CNR, Sassari 2014: 154-155 [http://hdl.handle.net/10807/61522]
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