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    <title>IRIS Tipologia:</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/261621</link>
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    <pubDate>Tue, 08 Sep 2026 13:31:41 GMT</pubDate>
    <dc:date>2026-09-08T13:31:41Z</dc:date>
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      <title>INVESTIGATING THE MECHANISMS UNDERLYING MICROBIAL BIOCONTROL: FROM PHENOTYPIC CHARACTERIZATION TO GENOMIC, TRANSCRIPTOMIC AND ECOLOGICAL INSIGHTS</title>
      <link>https://hdl.handle.net/10807/342496</link>
      <description>Titolo: INVESTIGATING THE MECHANISMS UNDERLYING MICROBIAL BIOCONTROL: FROM PHENOTYPIC CHARACTERIZATION TO GENOMIC, TRANSCRIPTOMIC AND ECOLOGICAL INSIGHTS
Autori: Di Rico, Francesca
Abstract: Le malattie delle piante rappresentano una delle principali sfide per l'agricoltura moderna, causando ingenti perdite produttive e contribuendo ad aumentare la dipendenza dai pesticidi di sintesi. Sebbene gli agenti microbici di biocontrollo (Microbial Biological Control Agents, MBCAs) costituiscano una promettente alternativa per una gestione sostenibile delle fitopatie, la loro applicazione su larga scala è ancora limitata da una conoscenza incompleta dei meccanismi biologici alla base della loro attività antagonista e del loro comportamento ecologico. Questa tesi di dottorato ha avuto l'obiettivo di approfondire il biocontrollo batterico attraverso un approccio integrato che combina caratterizzazioni fenotipiche, analisi genomiche, trascrittomiche ed ecologiche, con particolare attenzione al potenziale di Pseudomonas spp. come antagonista di funghi fitopatogeni.&#xD;
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Nella prima parte del lavoro è stata valutata l'attività antifungina di diversi ceppi batterici nei confronti di importanti funghi fitopatogeni, confrontando il contributo delle cellule vitali, delle cellule inattivate termicamente e dei surnatanti privi di cellule all'inibizione della crescita fungina. I risultati hanno identificato Pseudomonas fluorescens PF05 come il ceppo più efficace, evidenziando il ruolo predominante delle cellule batteriche vitali nell'attività di biocontrollo.&#xD;
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Successivamente, analisi di genomica comparativa e trascrittomica sono state impiegate per chiarire i meccanismi molecolari responsabili dell'attività antagonista di PF05 nei confronti di Fusarium oxysporum. I risultati hanno evidenziato l'attivazione coordinata di numerosi pathway coinvolti nell'attività antimicrobica, nell'acquisizione del ferro, nell'adattamento all'ambiente e nella competitività batterica, fornendo nuove conoscenze sulle basi molecolari del biocontrollo microbico.&#xD;
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Per valutare le implicazioni ecologiche del biocontrollo in condizioni di campo, sono stati inoltre analizzati gli effetti di differenti strategie di gestione della peronospora sull'incidenza e la severità della malattia, nonché sulla composizione del microbiota batterico della fillosfera della vite, mediante sequenziamento del gene 16S rRNA. Pur evidenziando differenze nell'efficacia dei trattamenti nei confronti della malattia, le analisi microbiologiche hanno mostrato modificazioni limitate nella struttura e nella diversità complessiva delle comunità batteriche della fillosfera, indicando un impatto contenuto dei trattamenti sulla comunità microbica associata alla vite.&#xD;
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Infine, la tesi ha ampliato la propria prospettiva ecologica attraverso la caratterizzazione del microbiota intestinale dell'insetto invasivo Halyomorpha halys mediante approcci sia indipendenti dalla coltivazione sia colturali. Lo studio ha identificato un microbiota core conservato insieme a firme batteriche specifiche delle diverse popolazioni, ampliando le conoscenze sulle comunità microbiche associate agli insetti e fornendo una base per future ricerche sull'impiego del microbioma nella gestione sostenibile dei fitofagi.&#xD;
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Nel complesso, questa tesi contribuisce ad ampliare le conoscenze sul biocontrollo microbico, integrando caratterizzazioni fenotipiche, analisi genomiche e trascrittomiche con valutazioni ecologiche in condizioni sperimentali e di campo. L'approccio multidisciplinare adottato ha permesso di approfondire i meccanismi alla base dell'attività antagonista dei batteri di biocontrollo e di valutarne il potenziale applicativo in una prospettiva di gestione sostenibile delle malattie delle piante.
Abstract: Plant diseases represent one of the major challenges to global agriculture, causing substantial crop losses while increasing reliance on synthetic pesticides. Although microbial biological control agents (MBCAs) have emerged as promising alternatives for sustainable plant disease management, their broader application is still constrained by an incomplete understanding of the mechanisms underlying their antagonistic activity and ecological behavior. This doctoral thesis aimed to investigate bacterial biocontrol through an integrated phenotypic, genomic, transcriptomic, and ecological approach, with particular emphasis on Pseudomonas spp. as promising antagonists of fungal phytopathogens.&#xD;
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The first part of the research evaluated the antifungal activity of several bacterial strains against important phytopathogenic fungi and compared the contribution of viable cells, heat-killed cells, and cell-free supernatants to disease suppression. These analyses identified Pseudomonas fluorescens PF05 as the most effective antagonist, highlighting the predominant role of viable bacterial cells in inhibiting fungal growth.&#xD;
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Subsequently, comparative genomic and transcriptomic analyses were employed to investigate the molecular mechanisms underlying the antagonistic activity of PF05 against Fusarium oxysporum. The results revealed the coordinated activation of multiple biological pathways involved in antimicrobial activity, iron acquisition, environmental adaptation, and bacterial competitiveness, providing new insights into the complex molecular basis of microbial biocontrol.&#xD;
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To assess the ecological implications of microbial biocontrol under field conditions, the effects of different downy mildew management strategies on disease incidence and severity, as well as on the grapevine phyllosphere bacterial microbiota, were investigated through 16S rRNA gene amplicon sequencing. Although treatments differed in their effectiveness against the disease, only limited changes were observed in the overall structure and diversity of the bacterial communities, indicating a limited impact of the treatments on the grapevine-associated microbiota.&#xD;
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Finally, the thesis broadened its ecological perspective by characterizing the gut microbiota of the invasive agricultural pest Halyomorpha halys using both culture-independent and culture-dependent approaches. The study identified a conserved core microbiota together with population-specific bacterial signatures, expanding current knowledge of insect-associated microbial communities and providing a basis for future microbiome-based pest management research.&#xD;
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Overall, this thesis contributes to expanding current knowledge of microbial biocontrol by integrating phenotypic characterization, genomic and transcriptomic analyses with ecological investigations under both experimental and field conditions. The multidisciplinary approach adopted has provided deeper insights into the mechanisms underlying the antagonistic activity of bacterial biocontrol agents and has enabled the evaluation of their potential application within the framework of sustainable plant disease management.</description>
      <pubDate>Mon, 13 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">https://hdl.handle.net/10807/342496</guid>
      <dc:date>2026-07-13T00:00:00Z</dc:date>
    </item>
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      <title>FESTIVAL CINEMATOGRAFICI EUROPEI E SOSTENIBILITA' AMBIENTALE: SPAZI, PRATICHE E DISCORSI SOCIALI</title>
      <link>https://hdl.handle.net/10807/339076</link>
      <description>Titolo: FESTIVAL CINEMATOGRAFICI EUROPEI E SOSTENIBILITA' AMBIENTALE: SPAZI, PRATICHE E DISCORSI SOCIALI
Autori: Carbone, Federica
Abstract: La sfida della sostenibilità e della «greenness» richiede l’adozione di una prospettiva olistica, in grado di leggere i fenomeni e di orientare i processi dal punto di vista ambientale, economico e sociale.&#xD;
In questa prospettiva la cultura, come patrimonio, risorsa identitaria, strumento di negoziazione e di diplomazia rappresenta, come sappiamo, una fondamentale risorsa.&#xD;
Al contempo, il raggiungimento degli obiettivi contenuti nell’Agenda 2030 possono essere un importante motore di crescita  per le imprese culturali e creative. &#xD;
Il progetto si propone i seguenti obiettivi generali:&#xD;
	esaminare lo stato dell’arte delle imprese del settore cinematografico in materia di sostenibilità e gestione della comunicazione sulla sostenibilità;&#xD;
	sviluppare strumenti di monitoraggio e di valutazione finalizzati da un lato a monitorare per le industrie cinematografiche l’efficacia delle proprie azioni comunicative; dall’altro a favorire un uso etico e corretto dei dati della rete da parte delle agenzie di comunicazione;&#xD;
	favorire lo sviluppo di maggiore consapevolezza e cultura sulla sostenibilità, contribuendo alla crescita di una nuova generazione di professionisti con una piena consapevolezza delle istanze «green».&#xD;
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Parlando di imprese cinematografiche ci si vuole qui riferire prevalentemente ai film festival, realtà che portano con sé delle criticità di analisi relative in primis alla mancanza di una definizione univoca dell’oggetto festival. In aggiunta, essendo il campo di ricerca sui festival di cinema discretamente nuovo (primi anni Novanta) risulta difficile uniformare la letteratura sul tema, che ad oggi consta di diverse sottoaree  di ricerca ma è tutt’altro che completa.&#xD;
Per carpirne aspetti inesplorati, il presente lavoro parte dalla letteratura esistente ambendo a rispondere ad alcuni quesiti: qual è lo stato dell’arte delle industrie cinematografiche in materia di sostenibilità e come si declinano attori, spazi, discorsi, valori, tecnologie legati alla sostenibilità ambientale nell’ambito dei festival cinematografici europei? In che modo i festival, come spazi di scambio formali e informali, contribuiscono alla creazione di comunità transculturali caratterizzate da pratiche comuni, esistenti e future sul tema della sostenibilità? Inoltre, quanto la web e social analysis può contribuire ad integrare digitalmente la riflessione sull’interconnessione fra festival cinematografici e sostenibilità (ambientale, ma non solo)?&#xD;
Partendo quindi da questa articolata domanda di ricerca, si proveranno a colmare alcune lacune intersezionali ai due campi di ricerca cruciali per questo lavoro: quello dei film festival e quello della sostenibilità ambientale. &#xD;
La cornice metodologica adottata sarà un processo a più fasi, basato sull'analisi delle strategie comunicative dei festival, una conseguente indagine socio-etnografica su alcuni casi di studio e una ricerca sul web e sui social media.&#xD;
Il lavoro ha inizialmente previsto una sistematizzazione della letteratura in lingua italiana ed inglese, restringendo il campo ad articoli accademici, testi scientifici, report   fondamentali in questo ambito di studi, indagando i seguenti database: Web of Science; Jstor; Proquest Arts &amp; Humanities; Scopus, FIAF; Sage, Opac Unicatt, WorldCat Utrecht University. Partendo quindi dalla definizione di una query di ricerca, così strutturata: “film festival” OR “green festivals” OR “environmental sustainability” OR “green practices”, sono emersi amplissimi risultati, a seguito dei quali è stata poi operata una selezione di contenuti che ha portato, in definitiva, al recupero di 165 contribuiti, confluiti in due quadri di revisione letteraria sui due macrotemi. Al lavoro di selezione delle fonti primarie, è seguito poi un lavoro di mappatura dello stato dell’arte dei festival cinematografici operanti attualmente (triennio 2022-2025) in territorio italiano e generalmente europeo, con particolare riferimento ai Paesi Bassi.&#xD;
 La mappatura Excel, proposta in questo lavoro per la prima volta, ha avuto lo scopo di ricostruire la trama dei film festival attualmente attivi nei due Stati europei, secondo alcuni criteri di posizionamento geografico, di focus della mission dell’evento, di genere filmico caratteristico del festival e di dimensione dell’evento stesso. 80 sono stati i festival cinematografici complessivamente mappati nei Paesi Bassi, ancora attivi nel 2025, a fronte di 172 presenti in Italia nel medesimo periodo. &#xD;
Partendo da questo corpus ampio, è stato possibile realizzare due mappe semantiche, finalizzate all’individuazione di un sottocampione di festival europei da tenere in considerazione, operando secondo due direzioni: da un lato, si è volutamente scelto di non considerare i festival tematici univocamente green (ad es. Il festival CinemAmbiente di Torino); al contempo e di conseguenza, è sembrato significativo focalizzarsi su un ristretto corpus di festival (45 per l’Italia, 20 per i Paesi Bassi) che presentavano nella loro mission riferimenti a politiche festivaliere sostenibili, dando particolare credito ai festival di piccole/medie dimensioni e quindi in crescita costante.  &#xD;
Secondo la  nota distinzione fra festival “business oriented” e “audience oriented”  , si è scelto di concentrare l’attenzione sui festival orientati ai loro pubblici (e quindi tendenzialmente in via di sviluppo) piuttosto che su realtà cinematografiche cosiddette “A-list” (es. la Biennale di Venezia), in quanto modelli orientati al business e già notoriamente  consolidati nella scena mondiale.&#xD;
Questo è stato il punto di partenza ultimo per definire i due casi studio, maggiormente interessanti e coerenti con la domanda di ricerca, che si son rivelati essere il Lago Film Fest (Revine Lago, Treviso, Italia) e il Leiden international Film Festival (Leida, Olanda del Sud, Paesi Bassi), due festival promotori del cinema indipendente.&#xD;
Alla literature review e analisi di casi studio, è parso infine opportuno affiancare una metodologia di ricerca focalizzata sull’ascolto della rete , strumento efficace nelle mani di esperti di marketing ed istituti di ricerca, utile per comprendere le potenzialità del parlato online su determinati argomenti e per ipotizzare strategie d’azione. Nel presente lavoro, la suddetta metodologia è stata supportata da Blogmeter, istituto di ricerca milanese e partner del progetto di ricerca. Essa si incarna nella Social Suite dell'istituto, una piattaforma composta da varie sezioni finalizzate all'ascolto della rete tramite la sentiment analysis, nonché all'analisi dell'influenza degli influencer e opinion leader dei vari settori. Tramite questo strumento, è stato possibile in questo lavoro approfondire il parlato digitale sul contesto cinematografico europeo in primis; più nel dettaglio, è stato possibile poi raccogliere opinioni concernenti i due casi di studio europei a confronto, col fine ultimo di aggiungere ulteriori informazioni sul rapporto Film Festival-comunicazione della sostenibilità alle informazioni già precedentemente raccolte tramite le indagini qualitative (interviste strutturate e life stories) condotte nei siti dei due Festival durante il 2024. &#xD;
Discorso, spazio, pratica: queste le parole chiave per articolare la dimensione degli eventi di cinema, considerando l'evento festivaliero come network di discorsi sociali, spazi, attori, pratiche e riti inerenti alla sostenibilità ambientale.&#xD;
La ricerca si è quindi, partendo da queste considerazioni, posta l'obiettivo di ricostruire un nuovo tipo di pratica ecologica, offrendo una prospettiva alternativa al comune interesse dei festival per l'ambiente, spesso concepito esclusivamente da un punto di vista organizzativo (ad esempio, l'attenzione alla raccolta differenziata, i trasporti green, il risparmio energetico etc). Questa dimensione ambisce invece a ricostruire un aspetto più profondo, quello del significato della pratica ecologica per i pubblici dei festival - a partire proprio dalle strategie comunicative impiegate dai direttivi dei festival cinematografici europei.
Abstract: The challenge of sustainability and “greenness” requires adopting a holistic perspective—one capable of interpreting phenomena and guiding processes from environmental, economic, and social points of view.&#xD;
In this context, culture—as a resource of identity, a tool for negotiation, and a vehicle for diplomacy—represents a fundamental instrument to be employed. At the same time, achieving the goals of the 2030 Agenda can serve as a key driver of growth for cultural and creative enterprises, particularly those in the film sector. &#xD;
When referring to film enterprises here, we are mainly speaking about film festivals—entities that present specific challenges of analysis, starting with the lack of a universally accepted definition of what constitutes a festival. Furthermore, given that film festival research is a relatively new field (emerging in the early 1990s), the literature remains fragmented and incomplete, with various subfields but little cohesion. The intersection of two crucial areas for this study—film festivals and environmental sustainability—is particularly underexplored. Discussions about greenness in the context of festivals are often limited to organizational aspects of the events, which, while important, overlook a complementary dimension: the meaning behind sustainability-related communication practices.&#xD;
For these reasons, the festival as an object of study is of particular interest in this work. It seeks to answer the following questions: What is the current state of the film industry in terms of sustainability? How are actors, spaces, narratives, values, and technologies related to environmental sustainability reflected in European film festivals? In what ways do festivals, as formal and informal spaces of exchange, contribute to the creation of transcultural communities characterised by existing and future sustainability practices? Moreover, how can web and social media analysis contribute to digitally integrating reflections on the interconnectedness between film festivals and sustainability (not only environmental)?&#xD;
Given this complex research question, the project proposes three general objectives: first, to examine the current state of the film industry in terms of sustainability and sustainability communication management; secondly, to develop monitoring and evaluation tools aimed at, on one hand, assessing the effectiveness of communication actions by film enterprises; and on the other, improving them by establishing self-assessment tools that promote full awareness of the sustainability culture; in the end, to contribute to the development of a new generation of professionals and audiences in the film industry who are fully aware of “green” issues.&#xD;
The methodological framework adopted will be a multi-phase process based on the analysis of the communication strategies of festivals, a subsequent socio-ethnographic investigation of selected case studies, and web and social media research.&#xD;
Initially, the project involved a systematization of Italian and English literature, focusing on academic articles, scientific texts, and key reports in this field, drawn from the following databases: Web of Science; JSTOR; ProQuest Arts &amp; Humanities; Scopus, FIAF; Sage; Opac Unicatt; WorldCat Utrecht University. A wide range of results emerged, leading to a selection process that narrowed the material down to 165 contributions, forming two literature review frameworks focused on the project’s two major themes. Following the selection of primary sources, a mapping of the current state of film festivals in Italy and across Europe was conducted, with particular reference to the Netherlands—a country of interest due to its known challenges in connecting local cinema with the concept of environmental sustainability.&#xD;
The creation of a festival database—proposed here for the first time—aimed to reconstruct the network of currently active film festivals in the two countries, based on criteria such as geographic location, event mission, characteristic film genre, and the size of the festival. A total of 80 film festivals were mapped in the Netherlands, still active as of 2025, compared to 172 in Italy during the monitoring period of 2023–2025.&#xD;
From this broad corpus, two semantic maps were created to identify a sub-sample of European festivals to focus on, working along two directions: on the one hand, explicitly green-themed festivals (e.g., CinemAmbiente in Turin) were deliberately excluded; on the other, attention was placed on a smaller group of festivals (45 in Italy, 20 in the Netherlands) whose missions referenced sustainable festival policies, with particular emphasis on small-to-medium-sized festivals—those in continuous growth.&#xD;
Based on the well-known distinction between “business-oriented” and “audience-oriented” festivals (Peranson 2008),  the project focused on the latter—festivals geared toward their audiences and thus generally developing—rather than A-list festivals (e.g., the Venice Biennale), which are business-focused and already well established globally.&#xD;
This selection process ultimately led to the identification of two case studies most aligned with the research question: the Lago Film Fest (Revine Lago, Treviso, Italy) and the Leiden International Film Festival (Leiden, South Holland, Netherlands), both promoters of independent cinema.&#xD;
In addition to the literature review and case study analysis, it was deemed appropriate to integrate a research methodology centred on social listening (Galli 2018)—a valuable tool for marketing professionals and research institutes to understand online discourse around specific topics and to formulate strategic actions. &#xD;
In this study, the methodology was provided by Blogmeter, a Milan-based research institute and project partner. Its Social Suite platform includes several components designed to listen to online discussions through sentiment analysis and to assess the influence of influencers and opinion leaders across sectors. This tool enabled a deeper exploration of digital discourse surrounding the European cinematic landscape. More specifically, it allowed for the collection of public opinions regarding the two case studies, with the ultimate goal of enriching the understanding of the relationship between film festivals and sustainability communication—complementing data already gathered through qualitative investigations (structured interviews and life stories) conducted on-site at the two festivals in 2024.&#xD;
Space, discourse, practice: these are the keywords used to explore the dimension of film events, viewing the festival event as a network of social discourses, spaces, actors, practices, and rituals related to environmental sustainability.&#xD;
Based on these considerations, the research aimed to reconstruct a new kind of ecological practice, offering an alternative perspective to the typical managerial focus of festivals on environmental matters (such as recycling, green transportation, energy saving, etc.). Instead, it seeks to highlight a deeper level: the meaning of ecological practice for festival audiences, as interpreted through the communication strategies employed by the management teams of European film festivals.</description>
      <pubDate>Tue, 21 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">https://hdl.handle.net/10807/339076</guid>
      <dc:date>2026-07-21T00:00:00Z</dc:date>
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      <title>PERIFERIE IN TRASFORMAZIONE. DINAMICHE URBANE, POLITICHE PER LA CASA E MUTAMENTI ECONOMICO-SOCIALI A MILANO (1945-1980)</title>
      <link>https://hdl.handle.net/10807/339632</link>
      <description>Titolo: PERIFERIE IN TRASFORMAZIONE. DINAMICHE URBANE, POLITICHE PER LA CASA E MUTAMENTI ECONOMICO-SOCIALI A MILANO (1945-1980)
Autori: Benincaso, Luigi Alberto
Abstract: La tesi analizza le trasformazioni delle periferie milanesi tra il 1945 e il 1980, assumendo la questione abitativa come chiave di lettura dei mutamenti economici, demografici, urbanistici e sociali che interessarono Milano nel secondo dopoguerra. La casa non è considerata soltanto come risposta a un’emergenza sociale, ma come componente essenziale dello sviluppo urbano, nella quale si intrecciarono crescita della popolazione, produzione edilizia, pianificazione territoriale, distribuzione dei servizi e condizioni materiali di vita delle famiglie.&#xD;
La ricerca, condotta secondo i metodi della storia economica, integra fonti archivistiche e dati statistici. L’analisi ricostruisce la progressiva redistribuzione della popolazione dal centro verso le aree periferiche, mostrando come l’aumento della domanda di alloggi, alimentato soprattutto dalle migrazioni interne, procedette più rapidamente della capacità delle istituzioni di assicurare abitazioni, infrastrutture e servizi adeguati.&#xD;
Particolare attenzione è dedicata all’azione del Comune di Milano, dell’Istituto Autonomo Case Popolari e del programma INA-Casa, esaminati nelle loro strategie di finanziamento, progettazione e gestione e negli effetti prodotti sulla morfologia urbana e sulle condizioni dell’abitare. Accanto agli enti pubblici, la tesi considera il ruolo del mercato edilizio privato e dei corpi intermedi, in particolare delle organizzazioni sindacali e dell’associazionismo cattolico ambrosiano, che contribuirono a interpretare i bisogni delle famiglie, promuovere iniziative cooperative e ampliare il dibattito ai servizi, ai trasporti e alla vita dei quartieri. &#xD;
Nel suo insieme, il lavoro mostra come l’assetto economico, sociale e territoriale delle periferie milanesi sia stato progressivamente ridefinito dall’interazione, non sempre equilibrata, tra intervento pubblico, iniziativa privata, crescita economica e azione delle organizzazioni territoriali. La questione abitativa emerge così come uno dei nodi centrali della metamorfosi urbana e sociale di Milano nel secondo Novecento.
Abstract: This thesis examines the transformation of Milan’s urban peripheries between 1945 and 1980. It uses the issue of housing to interpret the economic, demographic, urban and social changes that affected the city during the post-war period. Housing is considered not merely as a response to social emergencies, but as an essential component of urban development. In this context, population growth, housing construction, urban planning, service provision and families’ material living conditions were closely intertwined.&#xD;
Conducted according to economic historical methods, the research combines archival sources with statistical data. The analysis reconstructs the gradual redistribution of the population from the city centre to peripheral areas. It shows how the increase in housing demand, primarily driven by internal migration, outpaced public institutions' capacity to provide adequate housing, infrastructure and services.&#xD;
Particular attention is devoted to the activities of the Municipality of Milan, the Autonomous Institute for Public Housing, and the INA-Casa programme. These are examined in terms of their financing, planning, management strategies and effects on urban morphology and housing conditions. As well as public institutions, the thesis considers the role of the private housing market and intermediary organisations, such as trade unions and Milanese Catholic associations. These organisations contributed to interpreting families’ needs, promoting housing cooperatives, and broadening the debate to include services, transport, and everyday life in neighbourhoods.&#xD;
Overall, the study demonstrates how Milan’s urban peripheries' economic, social and territorial structures were progressively reshaped through the sometimes imbalanced interaction between public intervention, private initiative, economic growth and the activities of local organisations. The housing issue therefore emerges as a central element in Milan’s urban and social transformation during the second half of the twentieth century.</description>
      <pubDate>Wed, 15 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">https://hdl.handle.net/10807/339632</guid>
      <dc:date>2026-07-15T00:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>LA PRATICA FILOSOFICA. UN'ESPERIENZA CRITICA E DIALOGICA PER GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO</title>
      <link>https://hdl.handle.net/10807/341096</link>
      <description>Titolo: LA PRATICA FILOSOFICA. UN'ESPERIENZA CRITICA E DIALOGICA PER GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO
Autori: Milea, Ilaria
Abstract: La presente tesi di dottorato si configura come un lavoro tematico che verte sulla pratica filosofica e sulla sua potenziale presenza nelle scuole secondarie di secondo grado. Il lavoro è organizzato in tre sezioni che rappresentano idealmente l’andamento della ricerca filosofica quando questa diventa prassi e occasione di incontro personale. La ricerca si apre con un’indagine dell’esperienza stessa dei praticanti filosofi italiani ed è stata condotta attraverso l’elaborazione e la somministrazione di un questionario a loro dedicato. Il nucleo centrale del lavoro resta in ogni caso di natura filosofica e ripercorre criticamente l’origine e la storia delle diverse forme di pratica filosofica, riconducibili alla Consulenza e alla Philosophy for Children. In particolare, ci si è soffermati su alcuni nodi decisivi: il rapporto che intercorre fra pratica filosofica e filosofia morale, il riferimento alla figura di Socrate e alla sua eredità nel dialogo filosofico, l’essenza stessa della disciplina nel suo legame con le forme etiche della cura e, infine, la sua possibile declinazione nel contesto scolastico superiore. A tal proposito, la ricerca si chiude con il ritorno all’esperienza attraverso la proposta di un curriculum originale di pratica filosofica, sperimentata in chiave pedagogica con gli studenti di una scuola secondaria professionale della provincia di Monza e Brianza. Anche in questo caso, si sono utilizzati due questionari per valutare sia l’interesse della proposta sia la sua efficacia nel migliorare il pensiero critico e creativo degli studenti.
Abstract: This PhD thesis is an interdisciplinary dissertation about philosophical practice, its problems and its eventual presence in secondary Italian schools. It is divided into three main sections. The first part contains a survey about Italian philosophical practitioners. The second part is the main one and it focuses on the beginning and the history of philosophical practices. In particular, it analyses two approaches called Philosophical counseling and Philosophy for children. It also investigates some of their key problems, such as the link between philosophical practices and ethics or Socrate as a role model for a philosophical practitioner. To conclude, the final section examines the possibility to actually teach philosophical practice in Italian secondary schools throughout a specific and original curriculum.</description>
      <pubDate>Wed, 15 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">https://hdl.handle.net/10807/341096</guid>
      <dc:date>2026-07-15T00:00:00Z</dc:date>
    </item>
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