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    <title>IRIS Macrotipologia:</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/261620</link>
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    <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 09:35:51 GMT</pubDate>
    <dc:date>2026-10-08T09:35:51Z</dc:date>
    <item>
      <title>STRATEGIC BEHAVIOR AND ECONOMIC DYNAMICS IN ICT MARKETS: AN AGENT-BASED FRAMEWORK</title>
      <link>https://hdl.handle.net/10807/348296</link>
      <description>Titolo: STRATEGIC BEHAVIOR AND ECONOMIC DYNAMICS IN ICT MARKETS: AN AGENT-BASED FRAMEWORK
Autori: Wang, Zhongli
Abstract: Capitolo 1:&#xD;
L'avanzamento delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e la tendenza alla digitalizzazione hanno alimentato in modo significativo la crescita delle applicazioni software. Tali applicazioni si distinguono dai beni tradizionali per la loro dipendenza dai sistemi informativi, per la natura immateriale dei prodotti e per il ruolo cruciale delle licenze. Il prezzo e la disponibilità di queste applicazioni variano a livello internazionale a causa delle diverse restrizioni locali sui dati. In questo studio, ci proponiamo di comprendere in che modo il livello di restrizione sui dati influenzi la distribuzione geografica delle attività economiche nel corso del tempo. Per analizzare l'impatto dei livelli di restrizione sui dati nel mercato del software, adottiamo un approccio basato sulla teoria dei giochi e un approccio basato sugli agenti, coinvolgendo attori quali imprese, consumatori e governi. Il nostro modello prende in considerazione le interazioni tra proprietari e sviluppatori di software, il processo di scelta dei diversi consumatori, le strategie dei proprietari del software e le fluttuazioni dei prezzi. I nostri esperimenti computazionali indicano che l'intensità delle restrizioni sui dati può influenzare il processo di formazione dei prezzi. Suggeriamo che i governi delle diverse regioni collaborino per ridurre al minimo la regolamentazione dei dati nel mercato pubblico del software e che le imprese comprendano meglio le preferenze dei consumatori, affinché le relative politiche possano portare benefici sia ai consumatori che alle aziende locali.&#xD;
Capitolo 2:&#xD;
La teoria tradizionale dell'organizzazione industriale interpreta spesso gli investimenti in ricerca e sviluppo (R&amp;S) come un motore di innovazione e progresso tecnologico. Al contrario, questo studio si concentra su una dimensione diversa ma altrettanto cruciale della R&amp;S: l'investimento materiale nella capacità produttiva e di erogazione dei servizi, fattore che determina la capacità di un'impresa di offrire servizi di alta qualità. In molti mercati delle TIC, la redditività non è limitata dalla mancanza di innovazione, bensì dai vincoli infrastrutturali e dal grado di utilizzo della capacità.&#xD;
Quando le imprese superano la propria capacità di servizio ottimale, la qualità del prodotto si deteriora e la soddisfazione dei consumatori diminuisce. Inoltre, il comportamento dei consumatori è sempre più influenzato dalle interazioni nelle comunità digitali e dagli effetti di rete, fattori in grado di amplificare o attenuare il valore di mercato di tali investimenti materiali. Per analizzare questi meccanismi, sviluppiamo un modello ad agenti che simula la competizione tra imprese del settore delle TIC; queste scelgono strategicamente i propri livelli di capacità interagendo con consumatori inseriti in una rete sociale. Il modello mostra come effetti di rete, congestione e adeguamenti della capacità plasmino congiuntamente esiti di mercato, redditività e coinvolgimento dei consumatori. Il presente lavoro contribuisce a una comprensione più approfondita della gestione della capacità e della concorrenza guidata dagli effetti di rete nel settore dei servizi digitali.&#xD;
Capitolo 3:&#xD;
Nonostante il potenziale della modellazione basata su agenti (ABM) nell'individuare fenomeni emergenti e fornire indicazioni per le politiche economiche, la stima e la calibrazione dei parametri del modello rimangono una sfida significativa. Il presente lavoro affronta tale sfida proponendo un modello computazionale concepito per il settore delle TIC, caratterizzato dalla centralità dei comportamenti strategici delle imprese e degli effetti di rete. Vengono applicati recenti progressi nelle tecniche di stima dei parametri — nello specifico, il metodo dei momenti simulati e i modelli surrogati basati su reti neurali — utilizzando dati finanziari di aziende statunitensi di telecomunicazioni (AT&amp;T e T-Mobile) per calibrare e validare il modello, nonché per determinarne valori e distribuzioni dei parametri. Attraverso un confronto sistematico tra questi metodi di calibrazione, ne valutiamo l'idoneità e le implicazioni pratiche per la modellazione economica basata su agenti. L'obiettivo è accrescere il rigore metodologico nella parametrizzazione dei modelli ABM e contribuire al più ampio dibattito sul miglioramento della validità e dell'applicabilità dei modelli economici computazionali. I risultati ottenuti offrono spunti utili per superare le sfide specifiche del settore, accrescere l'affidabilità dei modelli ABM e colmare il divario tra modellazione teorica e applicazioni nel mondo reale.
Abstract: Chapter 1:&#xD;
The advancement of Information and Communications Technologies (ICTs) and the trend towards digitalization have significantly fueled the growth of software applications. These applications are distinct from traditional goods due to their reliance on information systems, the intangible nature of products, and the critical role of licensing. The pricing and availability of these applications differ internationally due to varying local data restrictions. In this paper, we aim to answer how the level of data restriction influences the geographical distribution of economic activities over time. To decipher the impact of data restriction levels on the software market, we employ a game-theoretical approach and an agent-based approach involving entities such as firms, consumers, and governments. Our model includes the interactions between software owners and developers, the selection process of diverse consumers, the tactics of software owners, and the fluctuation of prices. Our computational experiments indicate that the intensity of data restrictions can influence the price formation process. We recommend that governments in different regions should work collaboratively to minimize data regulation in the public software market and that firms should better understand consumer preferences, so that the related policies can benefit both consumers and local businesses.&#xD;
Chapter 2:&#xD;
Traditional industrial organization theory often interprets R&amp;D investment as a driver of innovation and technological progress. In contrast, this paper focuses on a different but equally critical dimension of R&amp;D—the physical investment in production and service capacity, which determines a firm's ability to deliver high-quality services. In many ICT markets, profitability is not limited by the absence of innovation but by the constraints of infrastructure and capacity utilization. When firms exceed their optimal service capacity, product quality deteriorates and consumer satisfaction declines. Moreover, consumer behavior is increasingly shaped by digital community interactions and network effects, which can amplify or dampen the market value of these physical investments. To capture these mechanisms, we develop an agent-based model of competing ICT firms that strategically select their capacity levels while interacting with consumers embedded in a social network. The model uncovers how network effects, congestion, and capacity adjustments jointly shape market outcomes, profitability, and consumer engagement. This paper contributes to a deeper understanding of capacity management and network-driven competition in digital service industries.&#xD;
Chapter 3:&#xD;
Despite the potential of the agent-based modeling (ABM) to uncover emergent phenomena and provide policy insights, the estimation and calibration of model parameters remain a significant challenge. This paper addresses this challenge by proposing a computational model tailored to the ICT industry, where strategic firm behavior and network effects are central. We apply recent advances in parameter estimation—specifically the simulated method of moments and neural network-based surrogate models—using financial data from U.S. telecommunication firms (AT&amp;T and T-Mobile) to calibrate and validate the model, and to identify parameter values and distributions. By systematically comparing these calibration methods, we assess their suitability and practical implications for agent-based economic modeling. We aim to advance the methodological rigor in ABM parameterization and contribute to the broader discussion on improving the validity and applicability of computational economic models. Our findings provide insights into overcoming industry-specific challenges, enhancing the reliability of ABMs, and bridging the gap between theoretical modeling and real-world applications.</description>
      <pubDate>Mon, 21 Sep 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">https://hdl.handle.net/10807/348296</guid>
      <dc:date>2026-09-21T00:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Integrated Approaches to Understanding and Managing Basil Downy Mildew</title>
      <link>https://hdl.handle.net/10807/346817</link>
      <description>Titolo: Integrated Approaches to Understanding and Managing Basil Downy Mildew
Autori: Hilaj, Filip
Abstract: Il basilico (Ocimum basilicum L.) è una delle principali piante aromatiche coltivate a livello mondiale e riveste un’importante rilevanza economica per il settore alimentare e per la produzione di estratti e oli essenziali. La peronospora del basilico, causata dall’oomicete Peronospora belbahrii, rappresenta una delle principali limitazioni alla produzione, potendo determinare ingenti perdite di resa in condizioni ambientali favorevoli. Nonostante i progressi nella conoscenza della malattia, rimangono importanti lacune riguardanti il ciclo infettivo, l’ecologia del patogeno, la struttura delle popolazioni, i meccanismi di resistenza dell’ospite e la previsione dello sviluppo epidemico. La presente tesi ha avuto l’obiettivo di migliorare la conoscenza del sistema P. belbahrii – basilico attraverso un approccio integrato, dalla potenziale presenza del patogeno nel seme fino allo sviluppo della malattia, alle interazioni ospite–patogeno e alla modellistica epidemiologica.&#xD;
&#xD;
La prima parte dello studio ha evidenziato un’ampia presenza del DNA di P. belbahrii nei lotti di seme commerciale analizzati: il 96% dei campioni è risultato positivo mediante qPCR, mentre solo il 52% ha determinato la comparsa di sintomi nelle prove di crescita in serra, evidenziando che la rilevazione del DNA non costituisce di per sé una dimostrazione della presenza di inoculo vitale e infettivo. Gli esperimenti in condizioni controllate hanno inoltre mostrato una forte influenza della temperatura, del fotoperiodo e della varietà di basilico sullo sviluppo della malattia, con temperature di 20 e 25 °C associate ai valori più elevati di area fogliare sporulante. Gli esperimenti in microcosmo hanno ulteriormente evidenziato l'importanza delle condizioni climatiche e della risposta varietale nella dinamica epidemica.&#xD;
&#xD;
La caratterizzazione genetica di 202 isolati di P. belbahrii mediante microsatelliti ha rivelato una popolazione altamente diversificata e dinamica all’interno di un singolo campo, con 11 genotipi multilocus e una distribuzione differenziata dei genotipi tra le varietà. Questi risultati suggeriscono una possibile associazione tra genotipo del patogeno e genotipo dell’ospite e sottolineano l’importanza del monitoraggio delle popolazioni del patogeno per la gestione della resistenza.&#xD;
&#xD;
L’analisi integrata di trascrittomica e metabolomica di una varietà suscettibile e di una resistente ha evidenziato una risposta di difesa coordinata, caratterizzata dall’attivazione di processi associati alla risposta immunitaria, alla risposta ipersensibile, alla morte cellulare programmata e allo stress ossidativo, insieme all’induzione di geni candidati coinvolti nella resistenza. Il profilo metabolomico ha inoltre evidenziato differenze nei composti derivati dai lipidi, nei metaboliti associati al metabolismo energetico e negli intermedi della via dei fenilpropanoidi.&#xD;
&#xD;
Infine, sono stati sviluppati due prototipi di modelli meccanicistici per la peronospora del basilico, basati rispettivamente sulla dinamica del patogeno e sullo stato dei tessuti della pianta. Le simulazioni hanno mostrato traiettorie epidemiche coerenti con l’influenza attesa delle condizioni meteorologiche sullo sviluppo della malattia. Sebbene siano necessari ulteriori studi di calibrazione e validazione in condizioni di campo, il lavoro fornisce una base per lo sviluppo futuro di sistemi di supporto alle decisioni per una gestione più preventiva e sostenibile della peronospora del basilico.
Abstract: Sweet basil (Ocimum basilicum L.) is one of the major aromatic crops cultivated worldwide and has important economic value for the food industry and for the production of extracts and essential oils. Basil downy mildew, caused by the oomycete Peronospora belbahrii, represents one of the major constraints to basil production and can cause severe yield losses under environmental conditions favourable to the pathogen. Despite advances in the understanding of the disease, important knowledge gaps remain concerning the infection cycle, pathogen ecology, population structure, host resistance mechanisms, and prediction of epidemic development. This thesis aimed to improve the understanding of the P. belbahrii – sweet basil pathosystem through an integrated approach, encompassing the potential presence of the pathogen in seed, disease development under different environmental conditions, host–pathogen interactions, pathogen population dynamics, and epidemiological modelling.&#xD;
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The first part of the study revealed a widespread presence of P. belbahrii DNA in commercial basil seed lots: 96% of the analysed samples tested positive by qPCR, whereas only 52% developed disease symptoms in greenhouse assays, indicating that DNA detection alone does not demonstrate the presence of viable and infective inoculum. Controlled experiments further demonstrated a strong influence of temperature, photoperiod, and basil variety on disease development, with temperatures of 20 and 25°C associated with the highest values of sporulating leaf area. Microcosm experiments additionally highlighted the influence of climatic conditions and host genotype on epidemic development.&#xD;
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The genetic characterization of 202 P. belbahrii isolates using microsatellite markers revealed a highly diverse and dynamic pathogen population within a single field, with 11 multilocus genotypes and differential genotype distributions among basil varieties. These findings suggest a possible association between pathogen genotype and host genotype and highlight the importance of pathogen population monitoring for resistance management.&#xD;
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Integrated transcriptomic and metabolomic analyses of susceptible and resistant basil varieties revealed a coordinated defence response associated with immune signalling, hypersensitive response, programmed cell death, and oxidative stress, together with the upregulation of candidate resistance genes. Metabolomic profiling further identified differences in lipid-derived compounds, energy-related metabolites, and phenylpropanoid intermediates between the two genotypes.&#xD;
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Finally, two mechanistic modelling prototypes were developed for basil downy mildew, adopting pathogen-focused and plant-focused approaches. Simulations generated epidemic trajectories consistent with the expected effects of weather conditions on disease development. Although further calibration and field validation are required, the modelling framework provides a basis for the future development of decision-support systems aimed at improving the timing and sustainability of basil downy mildew management.</description>
      <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">https://hdl.handle.net/10807/346817</guid>
      <dc:date>2026-10-01T00:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>INVESTIGATING THE MECHANISMS UNDERLYING MICROBIAL BIOCONTROL: FROM PHENOTYPIC CHARACTERIZATION TO GENOMIC, TRANSCRIPTOMIC AND ECOLOGICAL INSIGHTS</title>
      <link>https://hdl.handle.net/10807/342496</link>
      <description>Titolo: INVESTIGATING THE MECHANISMS UNDERLYING MICROBIAL BIOCONTROL: FROM PHENOTYPIC CHARACTERIZATION TO GENOMIC, TRANSCRIPTOMIC AND ECOLOGICAL INSIGHTS
Autori: Di Rico, Francesca
Abstract: Le malattie delle piante rappresentano una delle principali sfide per l'agricoltura moderna, causando ingenti perdite produttive e contribuendo ad aumentare la dipendenza dai pesticidi di sintesi. Sebbene gli agenti microbici di biocontrollo (Microbial Biological Control Agents, MBCAs) costituiscano una promettente alternativa per una gestione sostenibile delle fitopatie, la loro applicazione su larga scala è ancora limitata da una conoscenza incompleta dei meccanismi biologici alla base della loro attività antagonista e del loro comportamento ecologico. Questa tesi di dottorato ha avuto l'obiettivo di approfondire il biocontrollo batterico attraverso un approccio integrato che combina caratterizzazioni fenotipiche, analisi genomiche, trascrittomiche ed ecologiche, con particolare attenzione al potenziale di Pseudomonas spp. come antagonista di funghi fitopatogeni.&#xD;
&#xD;
Nella prima parte del lavoro è stata valutata l'attività antifungina di diversi ceppi batterici nei confronti di importanti funghi fitopatogeni, confrontando il contributo delle cellule vitali, delle cellule inattivate termicamente e dei surnatanti privi di cellule all'inibizione della crescita fungina. I risultati hanno identificato Pseudomonas fluorescens PF05 come il ceppo più efficace, evidenziando il ruolo predominante delle cellule batteriche vitali nell'attività di biocontrollo.&#xD;
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Successivamente, analisi di genomica comparativa e trascrittomica sono state impiegate per chiarire i meccanismi molecolari responsabili dell'attività antagonista di PF05 nei confronti di Fusarium oxysporum. I risultati hanno evidenziato l'attivazione coordinata di numerosi pathway coinvolti nell'attività antimicrobica, nell'acquisizione del ferro, nell'adattamento all'ambiente e nella competitività batterica, fornendo nuove conoscenze sulle basi molecolari del biocontrollo microbico.&#xD;
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Per valutare le implicazioni ecologiche del biocontrollo in condizioni di campo, sono stati inoltre analizzati gli effetti di differenti strategie di gestione della peronospora sull'incidenza e la severità della malattia, nonché sulla composizione del microbiota batterico della fillosfera della vite, mediante sequenziamento del gene 16S rRNA. Pur evidenziando differenze nell'efficacia dei trattamenti nei confronti della malattia, le analisi microbiologiche hanno mostrato modificazioni limitate nella struttura e nella diversità complessiva delle comunità batteriche della fillosfera, indicando un impatto contenuto dei trattamenti sulla comunità microbica associata alla vite.&#xD;
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Infine, la tesi ha ampliato la propria prospettiva ecologica attraverso la caratterizzazione del microbiota intestinale dell'insetto invasivo Halyomorpha halys mediante approcci sia indipendenti dalla coltivazione sia colturali. Lo studio ha identificato un microbiota core conservato insieme a firme batteriche specifiche delle diverse popolazioni, ampliando le conoscenze sulle comunità microbiche associate agli insetti e fornendo una base per future ricerche sull'impiego del microbioma nella gestione sostenibile dei fitofagi.&#xD;
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Nel complesso, questa tesi contribuisce ad ampliare le conoscenze sul biocontrollo microbico, integrando caratterizzazioni fenotipiche, analisi genomiche e trascrittomiche con valutazioni ecologiche in condizioni sperimentali e di campo. L'approccio multidisciplinare adottato ha permesso di approfondire i meccanismi alla base dell'attività antagonista dei batteri di biocontrollo e di valutarne il potenziale applicativo in una prospettiva di gestione sostenibile delle malattie delle piante.
Abstract: Plant diseases represent one of the major challenges to global agriculture, causing substantial crop losses while increasing reliance on synthetic pesticides. Although microbial biological control agents (MBCAs) have emerged as promising alternatives for sustainable plant disease management, their broader application is still constrained by an incomplete understanding of the mechanisms underlying their antagonistic activity and ecological behavior. This doctoral thesis aimed to investigate bacterial biocontrol through an integrated phenotypic, genomic, transcriptomic, and ecological approach, with particular emphasis on Pseudomonas spp. as promising antagonists of fungal phytopathogens.&#xD;
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The first part of the research evaluated the antifungal activity of several bacterial strains against important phytopathogenic fungi and compared the contribution of viable cells, heat-killed cells, and cell-free supernatants to disease suppression. These analyses identified Pseudomonas fluorescens PF05 as the most effective antagonist, highlighting the predominant role of viable bacterial cells in inhibiting fungal growth.&#xD;
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Subsequently, comparative genomic and transcriptomic analyses were employed to investigate the molecular mechanisms underlying the antagonistic activity of PF05 against Fusarium oxysporum. The results revealed the coordinated activation of multiple biological pathways involved in antimicrobial activity, iron acquisition, environmental adaptation, and bacterial competitiveness, providing new insights into the complex molecular basis of microbial biocontrol.&#xD;
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To assess the ecological implications of microbial biocontrol under field conditions, the effects of different downy mildew management strategies on disease incidence and severity, as well as on the grapevine phyllosphere bacterial microbiota, were investigated through 16S rRNA gene amplicon sequencing. Although treatments differed in their effectiveness against the disease, only limited changes were observed in the overall structure and diversity of the bacterial communities, indicating a limited impact of the treatments on the grapevine-associated microbiota.&#xD;
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Finally, the thesis broadened its ecological perspective by characterizing the gut microbiota of the invasive agricultural pest Halyomorpha halys using both culture-independent and culture-dependent approaches. The study identified a conserved core microbiota together with population-specific bacterial signatures, expanding current knowledge of insect-associated microbial communities and providing a basis for future microbiome-based pest management research.&#xD;
&#xD;
Overall, this thesis contributes to expanding current knowledge of microbial biocontrol by integrating phenotypic characterization, genomic and transcriptomic analyses with ecological investigations under both experimental and field conditions. The multidisciplinary approach adopted has provided deeper insights into the mechanisms underlying the antagonistic activity of bacterial biocontrol agents and has enabled the evaluation of their potential application within the framework of sustainable plant disease management.</description>
      <pubDate>Mon, 13 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">https://hdl.handle.net/10807/342496</guid>
      <dc:date>2026-07-13T00:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>FESTIVAL CINEMATOGRAFICI EUROPEI E SOSTENIBILITA' AMBIENTALE: SPAZI, PRATICHE E DISCORSI SOCIALI</title>
      <link>https://hdl.handle.net/10807/339076</link>
      <description>Titolo: FESTIVAL CINEMATOGRAFICI EUROPEI E SOSTENIBILITA' AMBIENTALE: SPAZI, PRATICHE E DISCORSI SOCIALI
Autori: Carbone, Federica
Abstract: La sfida della sostenibilità e della «greenness» richiede l’adozione di una prospettiva olistica, in grado di leggere i fenomeni e di orientare i processi dal punto di vista ambientale, economico e sociale.&#xD;
In questa prospettiva la cultura, come patrimonio, risorsa identitaria, strumento di negoziazione e di diplomazia rappresenta, come sappiamo, una fondamentale risorsa.&#xD;
Al contempo, il raggiungimento degli obiettivi contenuti nell’Agenda 2030 possono essere un importante motore di crescita  per le imprese culturali e creative. &#xD;
Il progetto si propone i seguenti obiettivi generali:&#xD;
	esaminare lo stato dell’arte delle imprese del settore cinematografico in materia di sostenibilità e gestione della comunicazione sulla sostenibilità;&#xD;
	sviluppare strumenti di monitoraggio e di valutazione finalizzati da un lato a monitorare per le industrie cinematografiche l’efficacia delle proprie azioni comunicative; dall’altro a favorire un uso etico e corretto dei dati della rete da parte delle agenzie di comunicazione;&#xD;
	favorire lo sviluppo di maggiore consapevolezza e cultura sulla sostenibilità, contribuendo alla crescita di una nuova generazione di professionisti con una piena consapevolezza delle istanze «green».&#xD;
&#xD;
Parlando di imprese cinematografiche ci si vuole qui riferire prevalentemente ai film festival, realtà che portano con sé delle criticità di analisi relative in primis alla mancanza di una definizione univoca dell’oggetto festival. In aggiunta, essendo il campo di ricerca sui festival di cinema discretamente nuovo (primi anni Novanta) risulta difficile uniformare la letteratura sul tema, che ad oggi consta di diverse sottoaree  di ricerca ma è tutt’altro che completa.&#xD;
Per carpirne aspetti inesplorati, il presente lavoro parte dalla letteratura esistente ambendo a rispondere ad alcuni quesiti: qual è lo stato dell’arte delle industrie cinematografiche in materia di sostenibilità e come si declinano attori, spazi, discorsi, valori, tecnologie legati alla sostenibilità ambientale nell’ambito dei festival cinematografici europei? In che modo i festival, come spazi di scambio formali e informali, contribuiscono alla creazione di comunità transculturali caratterizzate da pratiche comuni, esistenti e future sul tema della sostenibilità? Inoltre, quanto la web e social analysis può contribuire ad integrare digitalmente la riflessione sull’interconnessione fra festival cinematografici e sostenibilità (ambientale, ma non solo)?&#xD;
Partendo quindi da questa articolata domanda di ricerca, si proveranno a colmare alcune lacune intersezionali ai due campi di ricerca cruciali per questo lavoro: quello dei film festival e quello della sostenibilità ambientale. &#xD;
La cornice metodologica adottata sarà un processo a più fasi, basato sull'analisi delle strategie comunicative dei festival, una conseguente indagine socio-etnografica su alcuni casi di studio e una ricerca sul web e sui social media.&#xD;
Il lavoro ha inizialmente previsto una sistematizzazione della letteratura in lingua italiana ed inglese, restringendo il campo ad articoli accademici, testi scientifici, report   fondamentali in questo ambito di studi, indagando i seguenti database: Web of Science; Jstor; Proquest Arts &amp; Humanities; Scopus, FIAF; Sage, Opac Unicatt, WorldCat Utrecht University. Partendo quindi dalla definizione di una query di ricerca, così strutturata: “film festival” OR “green festivals” OR “environmental sustainability” OR “green practices”, sono emersi amplissimi risultati, a seguito dei quali è stata poi operata una selezione di contenuti che ha portato, in definitiva, al recupero di 165 contribuiti, confluiti in due quadri di revisione letteraria sui due macrotemi. Al lavoro di selezione delle fonti primarie, è seguito poi un lavoro di mappatura dello stato dell’arte dei festival cinematografici operanti attualmente (triennio 2022-2025) in territorio italiano e generalmente europeo, con particolare riferimento ai Paesi Bassi.&#xD;
 La mappatura Excel, proposta in questo lavoro per la prima volta, ha avuto lo scopo di ricostruire la trama dei film festival attualmente attivi nei due Stati europei, secondo alcuni criteri di posizionamento geografico, di focus della mission dell’evento, di genere filmico caratteristico del festival e di dimensione dell’evento stesso. 80 sono stati i festival cinematografici complessivamente mappati nei Paesi Bassi, ancora attivi nel 2025, a fronte di 172 presenti in Italia nel medesimo periodo. &#xD;
Partendo da questo corpus ampio, è stato possibile realizzare due mappe semantiche, finalizzate all’individuazione di un sottocampione di festival europei da tenere in considerazione, operando secondo due direzioni: da un lato, si è volutamente scelto di non considerare i festival tematici univocamente green (ad es. Il festival CinemAmbiente di Torino); al contempo e di conseguenza, è sembrato significativo focalizzarsi su un ristretto corpus di festival (45 per l’Italia, 20 per i Paesi Bassi) che presentavano nella loro mission riferimenti a politiche festivaliere sostenibili, dando particolare credito ai festival di piccole/medie dimensioni e quindi in crescita costante.  &#xD;
Secondo la  nota distinzione fra festival “business oriented” e “audience oriented”  , si è scelto di concentrare l’attenzione sui festival orientati ai loro pubblici (e quindi tendenzialmente in via di sviluppo) piuttosto che su realtà cinematografiche cosiddette “A-list” (es. la Biennale di Venezia), in quanto modelli orientati al business e già notoriamente  consolidati nella scena mondiale.&#xD;
Questo è stato il punto di partenza ultimo per definire i due casi studio, maggiormente interessanti e coerenti con la domanda di ricerca, che si son rivelati essere il Lago Film Fest (Revine Lago, Treviso, Italia) e il Leiden international Film Festival (Leida, Olanda del Sud, Paesi Bassi), due festival promotori del cinema indipendente.&#xD;
Alla literature review e analisi di casi studio, è parso infine opportuno affiancare una metodologia di ricerca focalizzata sull’ascolto della rete , strumento efficace nelle mani di esperti di marketing ed istituti di ricerca, utile per comprendere le potenzialità del parlato online su determinati argomenti e per ipotizzare strategie d’azione. Nel presente lavoro, la suddetta metodologia è stata supportata da Blogmeter, istituto di ricerca milanese e partner del progetto di ricerca. Essa si incarna nella Social Suite dell'istituto, una piattaforma composta da varie sezioni finalizzate all'ascolto della rete tramite la sentiment analysis, nonché all'analisi dell'influenza degli influencer e opinion leader dei vari settori. Tramite questo strumento, è stato possibile in questo lavoro approfondire il parlato digitale sul contesto cinematografico europeo in primis; più nel dettaglio, è stato possibile poi raccogliere opinioni concernenti i due casi di studio europei a confronto, col fine ultimo di aggiungere ulteriori informazioni sul rapporto Film Festival-comunicazione della sostenibilità alle informazioni già precedentemente raccolte tramite le indagini qualitative (interviste strutturate e life stories) condotte nei siti dei due Festival durante il 2024. &#xD;
Discorso, spazio, pratica: queste le parole chiave per articolare la dimensione degli eventi di cinema, considerando l'evento festivaliero come network di discorsi sociali, spazi, attori, pratiche e riti inerenti alla sostenibilità ambientale.&#xD;
La ricerca si è quindi, partendo da queste considerazioni, posta l'obiettivo di ricostruire un nuovo tipo di pratica ecologica, offrendo una prospettiva alternativa al comune interesse dei festival per l'ambiente, spesso concepito esclusivamente da un punto di vista organizzativo (ad esempio, l'attenzione alla raccolta differenziata, i trasporti green, il risparmio energetico etc). Questa dimensione ambisce invece a ricostruire un aspetto più profondo, quello del significato della pratica ecologica per i pubblici dei festival - a partire proprio dalle strategie comunicative impiegate dai direttivi dei festival cinematografici europei.
Abstract: The challenge of sustainability and “greenness” requires adopting a holistic perspective—one capable of interpreting phenomena and guiding processes from environmental, economic, and social points of view.&#xD;
In this context, culture—as a resource of identity, a tool for negotiation, and a vehicle for diplomacy—represents a fundamental instrument to be employed. At the same time, achieving the goals of the 2030 Agenda can serve as a key driver of growth for cultural and creative enterprises, particularly those in the film sector. &#xD;
When referring to film enterprises here, we are mainly speaking about film festivals—entities that present specific challenges of analysis, starting with the lack of a universally accepted definition of what constitutes a festival. Furthermore, given that film festival research is a relatively new field (emerging in the early 1990s), the literature remains fragmented and incomplete, with various subfields but little cohesion. The intersection of two crucial areas for this study—film festivals and environmental sustainability—is particularly underexplored. Discussions about greenness in the context of festivals are often limited to organizational aspects of the events, which, while important, overlook a complementary dimension: the meaning behind sustainability-related communication practices.&#xD;
For these reasons, the festival as an object of study is of particular interest in this work. It seeks to answer the following questions: What is the current state of the film industry in terms of sustainability? How are actors, spaces, narratives, values, and technologies related to environmental sustainability reflected in European film festivals? In what ways do festivals, as formal and informal spaces of exchange, contribute to the creation of transcultural communities characterised by existing and future sustainability practices? Moreover, how can web and social media analysis contribute to digitally integrating reflections on the interconnectedness between film festivals and sustainability (not only environmental)?&#xD;
Given this complex research question, the project proposes three general objectives: first, to examine the current state of the film industry in terms of sustainability and sustainability communication management; secondly, to develop monitoring and evaluation tools aimed at, on one hand, assessing the effectiveness of communication actions by film enterprises; and on the other, improving them by establishing self-assessment tools that promote full awareness of the sustainability culture; in the end, to contribute to the development of a new generation of professionals and audiences in the film industry who are fully aware of “green” issues.&#xD;
The methodological framework adopted will be a multi-phase process based on the analysis of the communication strategies of festivals, a subsequent socio-ethnographic investigation of selected case studies, and web and social media research.&#xD;
Initially, the project involved a systematization of Italian and English literature, focusing on academic articles, scientific texts, and key reports in this field, drawn from the following databases: Web of Science; JSTOR; ProQuest Arts &amp; Humanities; Scopus, FIAF; Sage; Opac Unicatt; WorldCat Utrecht University. A wide range of results emerged, leading to a selection process that narrowed the material down to 165 contributions, forming two literature review frameworks focused on the project’s two major themes. Following the selection of primary sources, a mapping of the current state of film festivals in Italy and across Europe was conducted, with particular reference to the Netherlands—a country of interest due to its known challenges in connecting local cinema with the concept of environmental sustainability.&#xD;
The creation of a festival database—proposed here for the first time—aimed to reconstruct the network of currently active film festivals in the two countries, based on criteria such as geographic location, event mission, characteristic film genre, and the size of the festival. A total of 80 film festivals were mapped in the Netherlands, still active as of 2025, compared to 172 in Italy during the monitoring period of 2023–2025.&#xD;
From this broad corpus, two semantic maps were created to identify a sub-sample of European festivals to focus on, working along two directions: on the one hand, explicitly green-themed festivals (e.g., CinemAmbiente in Turin) were deliberately excluded; on the other, attention was placed on a smaller group of festivals (45 in Italy, 20 in the Netherlands) whose missions referenced sustainable festival policies, with particular emphasis on small-to-medium-sized festivals—those in continuous growth.&#xD;
Based on the well-known distinction between “business-oriented” and “audience-oriented” festivals (Peranson 2008),  the project focused on the latter—festivals geared toward their audiences and thus generally developing—rather than A-list festivals (e.g., the Venice Biennale), which are business-focused and already well established globally.&#xD;
This selection process ultimately led to the identification of two case studies most aligned with the research question: the Lago Film Fest (Revine Lago, Treviso, Italy) and the Leiden International Film Festival (Leiden, South Holland, Netherlands), both promoters of independent cinema.&#xD;
In addition to the literature review and case study analysis, it was deemed appropriate to integrate a research methodology centred on social listening (Galli 2018)—a valuable tool for marketing professionals and research institutes to understand online discourse around specific topics and to formulate strategic actions. &#xD;
In this study, the methodology was provided by Blogmeter, a Milan-based research institute and project partner. Its Social Suite platform includes several components designed to listen to online discussions through sentiment analysis and to assess the influence of influencers and opinion leaders across sectors. This tool enabled a deeper exploration of digital discourse surrounding the European cinematic landscape. More specifically, it allowed for the collection of public opinions regarding the two case studies, with the ultimate goal of enriching the understanding of the relationship between film festivals and sustainability communication—complementing data already gathered through qualitative investigations (structured interviews and life stories) conducted on-site at the two festivals in 2024.&#xD;
Space, discourse, practice: these are the keywords used to explore the dimension of film events, viewing the festival event as a network of social discourses, spaces, actors, practices, and rituals related to environmental sustainability.&#xD;
Based on these considerations, the research aimed to reconstruct a new kind of ecological practice, offering an alternative perspective to the typical managerial focus of festivals on environmental matters (such as recycling, green transportation, energy saving, etc.). Instead, it seeks to highlight a deeper level: the meaning of ecological practice for festival audiences, as interpreted through the communication strategies employed by the management teams of European film festivals.</description>
      <pubDate>Tue, 21 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">https://hdl.handle.net/10807/339076</guid>
      <dc:date>2026-07-21T00:00:00Z</dc:date>
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