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    <title>IRIS Tipologia:</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/261621</link>
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    <dc:date>2026-06-17T06:16:19Z</dc:date>
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    <title>L'ACCERTAMENTO DEI PRESUPPOSTI DELLE MISURE DI PREVENZIONE TRA NORMA E PRASSI</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/336884</link>
    <description>Titolo: L'ACCERTAMENTO DEI PRESUPPOSTI DELLE MISURE DI PREVENZIONE TRA NORMA E PRASSI
Autori: Pellegrini, Andrea
Abstract: L'elaborato si propone di approfondire il tema dell'accertamento dei presupposti delle misure di prevenzione applicabili dall'autorità giudiziaria nei confronti delle persone fisiche. Il lavoro muove dall'analisi della giurisprudenza del Tribunale di Milano sviluppatasi in relazione alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e alla confisca di prevenzione. Per valutare le conclusioni raggiunte grazie all'indagine empirica, viene declinato il principio di legalità nel particolare settore della prevenzione ante delictum e successivamente confrontato con i più problematici presupposti delle misure ex artt. 6 e 24 d.lgs. 159/2011. Specifica attenzione, inoltre, è dedicata al procedimento di prevenzione, del quale viene esaminato il livello di giurisdizionalizzazione alla luce in particolare dei principi del giusto processo. In conclusione del lavoro, sono avanzate proposte di riforma dei presupposti delle misure di prevenzione oggetto di interesse per la trattazione, nonché di alcuni aspetti puntuali della disciplina processuale dettata dal d.lgs. 159/2011.
Abstract: The thesis aims to examine the assessment of the conditions for preventive measures that may be imposed by the judicial authorities in respect of individuals. The study begins with an analysis of the case law of the Court of Milan concerning special police supervision and preventive confiscation. To evaluate the conclusions reached through the empirical analysis, the principle of legality is examined in the specific field of preventive measures and is subsequently compared with the most problematic conditions for the measures under artt. 6 and 24 of Legislative Decree no. 159/2011. Specific attention is also paid to the preventive proceedings, the level of judicialization of which is particularly examined in the light of the principles of due process. In conclusion, proposals are put forward for the reform of the conditions required for the application of preventive measures under consideration, as well as certain specific aspects of the procedural rules laid down in Legislative Decree no. 159/2011.</description>
    <dc:date>2026-06-09T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://hdl.handle.net/10807/336981">
    <title>IL CONCORSO DI LEGGI NELLA DISCIPLINA DELL'UNIONE EUROPEA DEI CONFLITTI DI LEGGI</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/336981</link>
    <description>Titolo: IL CONCORSO DI LEGGI NELLA DISCIPLINA DELL'UNIONE EUROPEA DEI CONFLITTI DI LEGGI
Autori: Ghapios, Giorgio
Abstract: La tesi riguarda il concorso di leggi e il trattamento riservato a tale fenomeno nella disciplina dell’Unione europea dei conflitti di leggi. L’espressione “concorso di leggi” è impiegata, nella tesi, per designare la situazione che si verifica allorché norme materiali, prodotte dalle fonti di plurime leggi statali, risultano simultaneamente applicabili alla medesima fattispecie, per effetto del richiamo disposto da una o più norme di conflitto. Il tema, già oggetto di alcune trattazioni teoriche, viene affrontato nella disciplina dell’Unione europea dei conflitti di leggi.&#xD;
Per effetto del concorso di leggi, possono prodursi problemi di disarmonia materiale (ovvero la produzione di una disciplina materiale disfunzionale della fattispecie), e pregiudizi all’armonia delle decisioni (ciò si verifica, allorquando la medesima fattispecie riceva una disciplina diversa, a seconda della prospettiva ordinamentale considerata). In sintesi, le soluzioni ai problemi causati dal concorso di leggi possono riguardare l’individuazione della legge applicabile, oppure l’applicazione delle norme di diritto materiale delle leggi in concorso.&#xD;
&#xD;
Muovendo dalla natura e dalle caratteristiche della disciplina dell’Unione europea dei conflitti di leggi, la tesi indaga il ruolo del principio di prevedibilità, nella determinazione delle soluzioni da adottare ai problemi causati dal concorso di leggi. Rilevato che la disciplina dell’Unione offre limitati margini di intervento sul piano della legge applicabile – in ragione del ruolo assunto dal principio di prevedibilità –, la tesi si sofferma sullo statuto delle tecniche di adattamento internazionalprivatistico nella disciplina dell’Unione europea dei conflitti di leggi.
Abstract: The thesis concerns the concurrence of laws and its regulation under the European Union’s conflict-of-laws framework. The expression “concurrence of laws” is used in the thesis to designate the situation, arising when substantive rules, produced by the sources of multiple national legal systems, are simultaneously applicable to the same case, as a result of the application of one or more conflict-of-laws rules. The subject, already addressed in some theoretical writings, is examined within the European Union’s conflict-of-laws framework.&#xD;
As a result of the concurrence of laws, problems of substantive disharmony may arise (that is, the production of a dysfunctional substantive regulation of the case at hand), as well as prejudice to the harmony of decisions (which occurs when the same case receives different treatment depending on the legal system from whose perspective it is considered). In summary, the solutions to the problems caused by the concurrence of laws may concern either the choice of the applicable law or the application of the substantive rules of the laws in concurrence.&#xD;
Starting from the nature and distinctive features of the European Union's conflict-of-laws rules, the thesis investigates the role of the principle of foreseeability. This principle is examined in light of its bearing on the solutions to be adopted in response to the problems caused by the concurrence of laws. Having observed that the European Union’s conflict-of-laws framework offers limited scope for intervention at the level of the applicable law — owing to the role assumed by the principle of foreseeability — the thesis focuses on the status of private international law techniques of adaptation within the European Union’s conflict-of-laws framework.</description>
    <dc:date>2026-06-09T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://hdl.handle.net/10807/333196">
    <title>CARTELLI DI MERCATO E SISTEMA PENALE: POLITICA CRIMINALE E SCIENZA DELLA LEGISLAZIONE NEL CONTRASTO ALLA COLLUSIONE TRA IMPRESE</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/333196</link>
    <description>Titolo: CARTELLI DI MERCATO E SISTEMA PENALE: POLITICA CRIMINALE E SCIENZA DELLA LEGISLAZIONE NEL CONTRASTO ALLA COLLUSIONE TRA IMPRESE
Autori: Giorgino, Michele
Abstract: La tesi di dottorato esplora le prospettive di criminalizzazione dei cartelli di mercato nel sistema italiano, in ossequio ai canoni propri della politica criminale e della scienza della legislazione. A una prima analisi empirica del fenomeno dei cartelli - che ne mette in luce i tratti tipicamente criminologici e la rilevanza in termini di allarme sociale - segue un'indagine de iure condito sulla concorrenza come bene giuridico. Si analizzano dunque le prospettive di meritevolezza e bisogno di pena di una fattispecie di cartello posta a tutela della concorrenza, individuando da un lato la fattispecie di cartello come offesa più grave rispetto all'universo degli illeciti concorrenziali, dall'altro i modelli sanzionatori amministrativi e civili come insufficienti a svolgere una adeguata funzione di controllo sociale del fenomeno. Infine, si propone de iure condendo una fattispecie penale di cartello di mercato che risulti sufficientemente rispettosa dei principi di determinatezza, offensività, colpevolezza, proporzionalità ed effettività.
Abstract: The doctoral thesis explores the prospects for the criminalisation of cartels within the Italian legal system, in line with the principles of criminal policy and legislative theory. It begins with an empirical analysis of cartels, highlighting their criminological features and their significance in terms of social harm. This is followed by a de iure condito examination of competition as a legal good deserving of protection.&#xD;
The study then assesses the justifiability and necessity of criminal punishment for cartel conduct, identifying cartels as the most serious form of competition law infringement, while also showing the structural inadequacy of administrative and civil enforcement mechanisms in effectively addressing the phenomenon.&#xD;
Finally, from a de iure condendo perspective, the thesis proposes a model of a criminal cartel offence that complies with the principles of legality, harm, culpability, proportionality, and effectiveness.</description>
    <dc:date>2026-06-09T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://hdl.handle.net/10807/333182">
    <title>INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DIRITTO PENALE: LA CRISI DELLA RESPONSABILITA' INDIVIDUALE E LA NECESSITA' DI UN NUOVO MODELLI MULTIDISCIPLINARE</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/333182</link>
    <description>Titolo: INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DIRITTO PENALE: LA CRISI DELLA RESPONSABILITA' INDIVIDUALE E LA NECESSITA' DI UN NUOVO MODELLI MULTIDISCIPLINARE
Autori: Pampanin, Anna
Abstract: Il presente lavoro di ricerca analizza l’impatto dirompente dei sistemi di intelligenza artificiale (IA) sulle categorie dogmatiche del diritto penale tradizionale, evidenziando una crisi sistemica del paradigma della responsabilità individuale. Muovendo da un approccio interdisciplinare fondato sul dato empirico, lo studio si concentra sui sistemi di intelligenza artificiale basati sul c.d. machine learning, i quali, in ragione delle loro caratteristiche intrinseche – quali autonomia, opacità e imprevedibilità degli esiti – pongono peculiari criticità rispetto alle categorie tradizionali del diritto penale, in particolare con riferimento al nesso di causalità e al requisito della prevedibilità dell’evento. Lo studio opera preliminarmente una mappatura criminologica del fenomeno, distinguendo tra reati commessi "mediante" l'IA (Crimes with AI), in cui la tecnologia funge da mero strumento, e fatti lesivi derivanti dall'azione autonoma del sistema (Crimes by AI), che generano un preoccupante "responsibility gap". L’analisi rivela come la natura non deterministica dei modelli di Machine Learning provochi "torsioni" insostenibili nei criteri di imputazione colposa, rendendo spesso impossibile l'accertamento della prevedibilità e dell'evitabilità in concreto dell’evento. Viene esaminato il quadro normativo europeo introdotto dal Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), valutando se il modello c.d. risk-based approach e gli standard tecnici possano effettivamente delimitare un’area di "rischio consentito" idonea a escludere il rimprovero penale. Constatata la diffusa ineffettività del diritto penale della persona fisica di fronte alla complessità tecnologica, la tesi propone, in ottica de lege ferenda, un superamento della centralità della responsabilità individuale. Il lavoro conclude prospettando un modello "integrato" di gestione del rischio basato su tre pilastri: la centralità delle Autorità di Vigilanza indipendenti, il ricorso alla responsabilità civile oggettiva in chiave compensativa e la configurazione di una responsabilità penale autonoma e residuale in capo all'organizzazione (l'ente), quale reale centro d'interessi capace di governare la prevenzione dei rischi tecnologici.
Abstract: This research examines the disruptive impact of Artificial Intelligence (AI) systems on the dogmatic categories of traditional criminal law, highlighting a systemic crisis in the paradigm of individual responsibility. Adopting an interdisciplinary approach grounded in empirical data, the study focuses on AI systems based on so-called machine learning, which, due to their intrinsic characteristics—such as autonomy, opacity, and unpredictability of outcomes—raise specific challenges for the traditional categories of criminal law, particularly with regard to causation and the requirement of foreseeability of the harmful event.&#xD;
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The study first provides a criminological mapping of the phenomenon, distinguishing between offences committed “through” AI (crimes with AI), where technology functions as a mere instrument, and harmful events resulting from the autonomous operation of the system (crimes by AI), which give rise to a significant “responsibility gap.” The analysis shows how the non-deterministic nature of machine learning models produces unsustainable distortions in the criteria of negligence-based liability, often making it impossible to establish, in concreto, the foreseeability and avoidability of the harmful event.&#xD;
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The research then examines the European regulatory framework introduced by Regulation (EU) 2024/1689 (AI Act), assessing whether the so-called risk-based approach and the related technical standards can effectively delineate an area of “permitted risk” capable of excluding criminal liability. In light of the widespread ineffectiveness of individual criminal liability in addressing technological complexity, the thesis proposes, from a de lege ferenda perspective, a shift beyond the centrality of individual responsibility.&#xD;
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The work concludes by advancing an “integrated” model of risk governance based on three pillars: the central role of independent supervisory authorities, the use of strict civil liability for compensatory purposes, and the establishment of an autonomous and residual form of criminal liability attributed to the organization (legal entity), identified as the actual centre of interests capable of effectively managing the prevention of technological risks.</description>
    <dc:date>2026-06-09T00:00:00Z</dc:date>
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