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    <title>IRIS Macrotipologia:</title>
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    <dc:date>2026-07-17T09:36:13Z</dc:date>
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    <title>PERIFERIE IN TRASFORMAZIONE. DINAMICHE URBANE, POLITICHE PER LA CASA E MUTAMENTI ECONOMICO-SOCIALI A MILANO (1945-1980)</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/339632</link>
    <description>Titolo: PERIFERIE IN TRASFORMAZIONE. DINAMICHE URBANE, POLITICHE PER LA CASA E MUTAMENTI ECONOMICO-SOCIALI A MILANO (1945-1980)
Autori: Benincaso, Luigi Alberto
Abstract: La tesi analizza le trasformazioni delle periferie milanesi tra il 1945 e il 1980, assumendo la questione abitativa come chiave di lettura dei mutamenti economici, demografici, urbanistici e sociali che interessarono Milano nel secondo dopoguerra. La casa non è considerata soltanto come risposta a un’emergenza sociale, ma come componente essenziale dello sviluppo urbano, nella quale si intrecciarono crescita della popolazione, produzione edilizia, pianificazione territoriale, distribuzione dei servizi e condizioni materiali di vita delle famiglie.&#xD;
La ricerca, condotta secondo i metodi della storia economica, integra fonti archivistiche e dati statistici. L’analisi ricostruisce la progressiva redistribuzione della popolazione dal centro verso le aree periferiche, mostrando come l’aumento della domanda di alloggi, alimentato soprattutto dalle migrazioni interne, procedette più rapidamente della capacità delle istituzioni di assicurare abitazioni, infrastrutture e servizi adeguati.&#xD;
Particolare attenzione è dedicata all’azione del Comune di Milano, dell’Istituto Autonomo Case Popolari e del programma INA-Casa, esaminati nelle loro strategie di finanziamento, progettazione e gestione e negli effetti prodotti sulla morfologia urbana e sulle condizioni dell’abitare. Accanto agli enti pubblici, la tesi considera il ruolo del mercato edilizio privato e dei corpi intermedi, in particolare delle organizzazioni sindacali e dell’associazionismo cattolico ambrosiano, che contribuirono a interpretare i bisogni delle famiglie, promuovere iniziative cooperative e ampliare il dibattito ai servizi, ai trasporti e alla vita dei quartieri. &#xD;
Nel suo insieme, il lavoro mostra come l’assetto economico, sociale e territoriale delle periferie milanesi sia stato progressivamente ridefinito dall’interazione, non sempre equilibrata, tra intervento pubblico, iniziativa privata, crescita economica e azione delle organizzazioni territoriali. La questione abitativa emerge così come uno dei nodi centrali della metamorfosi urbana e sociale di Milano nel secondo Novecento.
Abstract: This thesis examines the transformation of Milan’s urban peripheries between 1945 and 1980. It uses the issue of housing to interpret the economic, demographic, urban and social changes that affected the city during the post-war period. Housing is considered not merely as a response to social emergencies, but as an essential component of urban development. In this context, population growth, housing construction, urban planning, service provision and families’ material living conditions were closely intertwined.&#xD;
Conducted according to economic historical methods, the research combines archival sources with statistical data. The analysis reconstructs the gradual redistribution of the population from the city centre to peripheral areas. It shows how the increase in housing demand, primarily driven by internal migration, outpaced public institutions' capacity to provide adequate housing, infrastructure and services.&#xD;
Particular attention is devoted to the activities of the Municipality of Milan, the Autonomous Institute for Public Housing, and the INA-Casa programme. These are examined in terms of their financing, planning, management strategies and effects on urban morphology and housing conditions. As well as public institutions, the thesis considers the role of the private housing market and intermediary organisations, such as trade unions and Milanese Catholic associations. These organisations contributed to interpreting families’ needs, promoting housing cooperatives, and broadening the debate to include services, transport, and everyday life in neighbourhoods.&#xD;
Overall, the study demonstrates how Milan’s urban peripheries' economic, social and territorial structures were progressively reshaped through the sometimes imbalanced interaction between public intervention, private initiative, economic growth and the activities of local organisations. The housing issue therefore emerges as a central element in Milan’s urban and social transformation during the second half of the twentieth century.</description>
    <dc:date>2026-07-15T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://hdl.handle.net/10807/341096">
    <title>LA PRATICA FILOSOFICA. UN'ESPERIENZA CRITICA E DIALOGICA PER GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/341096</link>
    <description>Titolo: LA PRATICA FILOSOFICA. UN'ESPERIENZA CRITICA E DIALOGICA PER GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO
Autori: Milea, Ilaria
Abstract: La presente tesi di dottorato si configura come un lavoro tematico che verte sulla pratica filosofica e sulla sua potenziale presenza nelle scuole secondarie di secondo grado. Il lavoro è organizzato in tre sezioni che rappresentano idealmente l’andamento della ricerca filosofica quando questa diventa prassi e occasione di incontro personale. La ricerca si apre con un’indagine dell’esperienza stessa dei praticanti filosofi italiani ed è stata condotta attraverso l’elaborazione e la somministrazione di un questionario a loro dedicato. Il nucleo centrale del lavoro resta in ogni caso di natura filosofica e ripercorre criticamente l’origine e la storia delle diverse forme di pratica filosofica, riconducibili alla Consulenza e alla Philosophy for Children. In particolare, ci si è soffermati su alcuni nodi decisivi: il rapporto che intercorre fra pratica filosofica e filosofia morale, il riferimento alla figura di Socrate e alla sua eredità nel dialogo filosofico, l’essenza stessa della disciplina nel suo legame con le forme etiche della cura e, infine, la sua possibile declinazione nel contesto scolastico superiore. A tal proposito, la ricerca si chiude con il ritorno all’esperienza attraverso la proposta di un curriculum originale di pratica filosofica, sperimentata in chiave pedagogica con gli studenti di una scuola secondaria professionale della provincia di Monza e Brianza. Anche in questo caso, si sono utilizzati due questionari per valutare sia l’interesse della proposta sia la sua efficacia nel migliorare il pensiero critico e creativo degli studenti.
Abstract: This PhD thesis is an interdisciplinary dissertation about philosophical practice, its problems and its eventual presence in secondary Italian schools. It is divided into three main sections. The first part contains a survey about Italian philosophical practitioners. The second part is the main one and it focuses on the beginning and the history of philosophical practices. In particular, it analyses two approaches called Philosophical counseling and Philosophy for children. It also investigates some of their key problems, such as the link between philosophical practices and ethics or Socrate as a role model for a philosophical practitioner. To conclude, the final section examines the possibility to actually teach philosophical practice in Italian secondary schools throughout a specific and original curriculum.</description>
    <dc:date>2026-07-15T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://hdl.handle.net/10807/339916">
    <title>L'ATTIVITA' EDUCATIVA, CULTURALE, ORGANIZZATIVA DI ARMIDA BARELLI PER LA PROMOZIONE DELLE DONNE E DELL'UNIVERSITA' CATTOLICA</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/339916</link>
    <description>Titolo: L'ATTIVITA' EDUCATIVA, CULTURALE, ORGANIZZATIVA DI ARMIDA BARELLI PER LA PROMOZIONE DELLE DONNE E DELL'UNIVERSITA' CATTOLICA
Autori: Groppelli, Sofia
Abstract: Armida Barelli (Milano, 1882 – Marzio, 1952) è una figura di spicco del movimento cattolico italiano. Vasta e variegata fu la sua opera come fondatrice e principale animatrice di diverse realtà nel panorama ecclesiale del tempo, prime fra tutte la Gioventù Femminile Cattolica Italiana (poi Gioventù Femminile di Azione Cattolica), della quale fu presidente dal 1918 al 1946, e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, di cui fu cassiera dalla progettazione fino al 1952. Diversi studi si sono occupati di Armida Barelli, ma mancava una ricostruzione che, attraverso lo sguardo euristico della storiografia educativa, rileggesse il contributo specificatamente formativo da lei offerto alla promozione del ruolo sociale delle donne e allo sviluppo dell’ateneo dei cattolici italiani. Per colmare questa lacuna, il lavoro di ricerca ha preso le mosse dalla ricognizione e dallo studio della letteratura specialistica più rilevante: oltre alle biografie di Armida Barelli e ai testi di taglio memorialistico da lei scritti, sono stati presi in considerazione diversi studi sul movimento cattolico, in particolare quelli dedicati all’Università Cattolica e alla questione femminile. Si è proceduto poi all’analisi di fonti a stampa e archivistiche, incluse risorse documentarie non ancora prese in considerazione in sede storiografica. La presente tesi ricostruisce il contributo propriamente educativo di Armida Barelli e, nello specifico: getta luce sul suo percorso di istruzione e formazione per comprendere come esso abbia influenzato le sue riflessioni pedagogiche e la sua attività educativa; esamina gli elementi caratterizzanti della sua opera formativa soprattutto attraverso le iniziative della Gioventù Femminile e dell’Università Cattolica (con un affondo anche sul collegio universitario femminile Marianum); tratteggia il profilo di donna cattolica delineato dalla progettualità educativa barelliana.
Abstract: Armida Barelli (Milan, 1882 – Marzio, 1952) was a leading figure in the Italian Catholic movement. Her work was vast and varied; she was the founder and principal driving force behind various Church organisations of the time, foremost among them the Gioventù Femminile Cattolica Italiana (later Gioventù Femminile di Azione Cattolica), which she presided over from 1918 to 1946, and the Catholic University of the Sacred Heart, where she served as treasurer from its inception until 1952. Although several studies have focused on Armida Barelli, a reconstruction was lacking that, through the heuristic lens of the history of education, would re-examine the specifically formative contribution she made to the promotion of women’s social role and the development of the Catholic University. To fill this gap, this research began with a review of the most relevant specialist literature: in addition to Armida Barelli’s biographies and the memoirs she wrote, various studies on the Catholic movement were analysed, particularly those dedicated to the Catholic University and women’s issues. Printed and archival sources were analysed, including documentary resources not yet considered in historiography. This thesis reconstructs Armida Barelli’s specific educational contribution and, in particular: it sheds light on her formative story to understand how it influenced her educational reflections and commitment; it examines the defining features of her educational work, particularly through the initiatives of the Gioventù Femminile and the Catholic University (with a focus on the Marianum women’s university college, too); it outlines the profile of the Catholic woman as it was defined by Barelli’s educational idea.</description>
    <dc:date>2026-07-11T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://hdl.handle.net/10807/339511">
    <title>L'ANTIGONE NELLA LETTERATURA ITALIANA E NEL TEATRO DEL SECONDO NOVECENTO: PIER PAOLO PASOLINI ED ELSA MORANTE</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/339511</link>
    <description>Titolo: L'ANTIGONE NELLA LETTERATURA ITALIANA E NEL TEATRO DEL SECONDO NOVECENTO: PIER PAOLO PASOLINI ED ELSA MORANTE
Autori: Montani, Lucia
Abstract: Le innumerevoli riprese, che a partire dall’epoca moderna, si sono date del mito di Antigone hanno elevato la sua protagonista a simbolo della purezza, della giustizia, della coerenza e dell’amore: Antigone è colei che, contro la prepotenza del potere, difende la libertà e il diritto dell’individuo, il senso del sacro, le leggi non scritte del cuore, il diritto familiare dalle ingerenze delle istituzioni. Il mito di Antigone è divenuto archetipo della cultura occidentale proprio in forza del condensare in sé una molteplicità di temi e conflitti che, continuando a porre insistentemente domande, lo rendono paradigma culturale capace di rinnovarsi nel tempo e lo predispongono a nuove interpretazioni adatte alle esigenze e alle condizioni della contemporaneità. Questo progetto di ricerca è nato con l’intento di analizzare come tale soggetto narrativo sia stato declinato nei testi teatrali di Pier Paolo Pasolini ed Elsa Morante, autori che consapevolmente, attraverso il mito, rielaborano alcuni dei modelli fondativi della cultura occidentale. I loro testi, infatti, si rivelano utili ad individuare con efficacia le affinità e le differenze con la tradizione e a cogliere la valenza e la forza ideale della figura antigonea nel dibattito novecentesco, anche in riferimento alla questione del “femminile rivoltoso” e della persona declinata al femminile. Particolarmente interessanti sono risultate, inoltre, le loro relazioni con il contesto teatrale a loro contemporaneo, scosso da spinte rinnovatrici che mettevano in questione il senso e la funzione sociale dell’arte stessa. Le loro visioni di Antigone sono strettamente connesse al ruolo specifico che, nelle rispettive poetiche, l’arte doveva assumere in relazione alle dinamiche sociali.
Abstract: The countless reinterpretations of the myth of Antigone developed from the modern age onward have elevated its protagonist to a symbol of purity, justice, coherence, and love: Antigone is the figure who, resisting the arrogance of power, defends individual freedom and rights, the sense of the sacred, the unwritten laws of the heart, and family bonds against institutional interference. The myth has become an archetype of Western culture precisely because it concentrates within itself a multiplicity of themes and conflicts which, by continually raising pressing questions, make it a cultural paradigm capable of renewing itself over time and open to new interpretations suited to contemporary needs and conditions.&#xD;
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This research project was conceived to examine how this narrative subject has been reworked in the theatrical texts of Pier Paolo Pasolini and Elsa Morante, authors who consciously use the myth to reinterpret some of the foundational models of Western culture. Their works prove particularly effective in identifying affinities and divergences with the tradition and in grasping the ideal significance and enduring force of the Antigone figure within twentieth‑century debates, including reflections on the “rebellious feminine” and on female subjectivity.&#xD;
&#xD;
Equally significant are their relationships with the theatrical context of their time, shaken by innovative impulses that questioned the very meaning and social function of art. Their visions of Antigone are closely tied to the specific role that, within their respective poetics, art was meant to assume in relation to social dynamics.</description>
    <dc:date>2026-07-11T00:00:00Z</dc:date>
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