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    <title>IRIS Tipologia:</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/186</link>
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    <dc:date>2026-05-28T08:00:52Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://hdl.handle.net/10807/336852">
    <title>Anna Rosa Gattorno. Carità, maternità sociale e cattolicesimo femminile nell’Italia dell’Ottocento.</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/336852</link>
    <description>Titolo: Anna Rosa Gattorno. Carità, maternità sociale e cattolicesimo femminile nell’Italia dell’Ottocento.
Autori: Cristian Colombo
Abstract: Questo volume analizza la figura di Anna Rosa Gattorno nel contesto del cattolicesimo sociale femminile dell’Italia dell’Ottocento, ricostruendone il percorso umano, spirituale e istituzionale attraverso una prospettiva storica e storiografica. L’opera colloca la vicenda della fondatrice delle Figlie di Sant'Anna all’interno delle profonde trasformazioni politiche, sociali e religiose che accompagnarono il passaggio dall’età della Restaurazione alla costruzione dello Stato unitario italiano. Attraverso l’analisi del contesto genovese, della famiglia Gattorno, dell’educazione femminile cattolica e delle nuove forme di assistenza religiosa, il libro mostra come la sua esperienza personale si intrecci con la nascita di un nuovo protagonismo femminile cattolico capace di incidere concretamente nella società contemporanea.&#xD;
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Particolare attenzione è dedicata alla trasformazione della sofferenza privata in progetto collettivo di carità organizzata. La vedovanza precoce, la malattia della figlia, le difficoltà economiche e la perdita dei figli vengono interpretate non soltanto come esperienze biografiche, ma come elementi decisivi nella maturazione spirituale di Anna Rosa Gattorno e nella nascita della sua vocazione assistenziale. Il volume evidenzia come la fondatrice abbia progressivamente trasformato la maternità domestica in una forma di “maternità sociale”, orientata verso gli ultimi, gli infermi, le donne abbandonate e i bambini poveri.&#xD;
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Il libro ricostruisce inoltre la fondazione delle Figlie di Sant’Anna nel 1866 e il rapido sviluppo della congregazione in Italia e all’estero, interpretandolo come parte della più ampia espansione delle congregazioni femminili attive nel XIX secolo. Le religiose vengono presentate come protagoniste di una nuova forma di presenza cattolica nella società moderna, impegnate nell’educazione popolare, nell’assistenza sanitaria, nella cura degli orfani e nelle missioni internazionali. Attraverso l’analisi delle opere assistenziali, delle reti caritative e del rapporto con la Santa Sede e con lo Stato liberale, lo studio mostra come il cattolicesimo femminile ottocentesco abbia svolto una funzione fondamentale nella costruzione di forme di welfare confessionale e di solidarietà sociale.&#xD;
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Una parte significativa dell’opera è dedicata anche alla spiritualità di Anna Rosa Gattorno, centrata sulla Provvidenza, sulla carità attiva e sulla contemplazione unita all’azione sociale. Lo studio affronta temi quali il misticismo femminile, la direzione spirituale, la devozione eucaristica, l’influenza francescana e il significato religioso della sofferenza nel cattolicesimo ottocentesco, interpretando tali elementi non in chiave apologetica ma come espressioni storiche della cultura religiosa del tempo.&#xD;
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In conclusione, il volume propone Anna Rosa Gattorno non soltanto come fondatrice religiosa o figura devozionale, ma come protagonista della storia contemporanea italiana. Attraverso la sua esperienza, il libro riflette sul rapporto tra religione e modernità, sul ruolo pubblico delle donne nella Chiesa, sulla nascita del cattolicesimo sociale e sulla trasformazione della carità in struttura organizzata di assistenza e formazione.
Abstract: This volume examines the figure of Anna Rosa Gattorno within the context of nineteenth-century female social Catholicism in Italy, reconstructing her human, spiritual, and institutional journey through a historical and historiographical perspective. The work situates the experience of the founder of the Daughters of Saint Anne within the profound political, social, and religious transformations that accompanied the transition from the Restoration era to the formation of the Italian nation-state. Through the analysis of the Genoese context, the Gattorno family, female Catholic education, and new forms of religious assistance, the book demonstrates how her personal experience intersected with the emergence of a new form of Catholic female protagonism capable of exerting a concrete influence on contemporary society.&#xD;
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Particular attention is devoted to the transformation of private suffering into a collective project of organized charity. Early widowhood, the illness of her daughter, economic hardship, and the loss of her children are interpreted not merely as biographical experiences, but as decisive elements in the spiritual maturation of Anna Rosa Gattorno and in the development of her charitable vocation. The volume highlights how the founder progressively transformed domestic motherhood into a form of “social motherhood” directed toward the poor, the sick, abandoned women, and vulnerable children.&#xD;
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The book also reconstructs the foundation of the Daughters of Saint Anne in 1866 and the rapid expansion of the congregation in Italy and abroad, interpreting it as part of the broader growth of active female religious congregations during the nineteenth century. The sisters are presented as protagonists of a new form of Catholic presence within modern society, engaged in popular education, healthcare, orphan care, and international missions. Through the analysis of charitable institutions, assistance networks, and relations with both the Holy See and the liberal state, the study demonstrates how nineteenth-century female Catholicism played a fundamental role in the development of confessional welfare systems and social solidarity.&#xD;
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A substantial section of the work is also devoted to the spirituality of Anna Rosa Gattorno, centred on Divine Providence, active charity, and the union of contemplation and social action. The study addresses themes such as female mysticism, spiritual direction, Eucharistic devotion, Franciscan influence, and the religious meaning of suffering within nineteenth-century Catholicism, interpreting these elements not apologetically but as historical expressions of the religious culture of the period.&#xD;
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Ultimately, the volume presents Anna Rosa Gattorno not merely as a religious founder or devotional figure, but as a protagonist of modern Italian history. Through her experience, the book reflects on the relationship between religion and modernity, the public role of women within the Church, the rise of social Catholicism, and the transformation of charity into an organized structure of assistance and education.</description>
    <dc:date>2026-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://hdl.handle.net/10807/336850">
    <title>Tra storia e memoria. Sant'Antonino di Piacenza e San Donnino di Fidenza nella formazione dell'identità cristiana</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/336850</link>
    <description>Titolo: Tra storia e memoria. Sant'Antonino di Piacenza e San Donnino di Fidenza nella formazione dell'identità cristiana
Autori: Cristian Colombo
Abstract: Questo volume esamina la formazione storica, religiosa e culturale dell’identità cristiana nei territori di Piacenza e Fidenza attraverso le figure di Antonino di Piacenza e Donnino di Fidenza. Combinando analisi storica, critica agiografica, archeologia e studio della memoria religiosa, il libro ricostruisce il passaggio dal mondo romano tardoantico alla società cristiana della tarda antichità, evidenziando il ruolo dei culti martiriali nella formazione dell’identità urbana, della topografia sacra e della coscienza collettiva.&#xD;
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I capitoli iniziali indagano il contesto storico e religioso di Piacenza tra il III e il IV secolo, un periodo segnato da instabilità politica, crisi militari e dalla graduale diffusione del cristianesimo nell’Italia settentrionale. Lo studio sottolinea la scarsità delle prime testimonianze documentarie ed esamina la trasformazione della città romana in centro urbano cristiano attraverso la costruzione delle basiliche, l’emergere dell’autorità episcopale e il progressivo declino delle strutture religiose pagane. Particolare attenzione è dedicata alla coesistenza e alla tensione tra paganesimo e cristianesimo, interpretate non come una rottura improvvisa ma come un lungo processo di riorganizzazione culturale e sociale.&#xD;
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Una parte consistente del volume è dedicata alla figura del martire militare nella tradizione cristiana delle origini e al problema storiografico della cosiddetta Legione Tebana. Attraverso l’analisi critica di testi come la Passio Acaunensium Martyrum di Eucherio di Lione, il libro esamina come le narrazioni dei martiri soldati si siano sviluppate come modelli simbolici di resistenza morale e fedeltà alla coscienza. L’opera esplora il rapporto tra servizio militare, autorità imperiale ed etica cristiana, collocando Antonino e Donnino all’interno di una più ampia tradizione di racconti martiriali tardoantichi legati al conflitto tra obbedienza allo Stato e fedeltà alla fede.&#xD;
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I capitoli centrali ricostruiscono le vite, i martiri e i culti di Antonino e Donnino attraverso il confronto tra tradizioni agiografiche, fonti liturgiche, storiografia locale ed evidenze topografiche. Antonino viene presentato come un martire collegato dalla tradizione successiva alla Legione Tebana e associato alla cristianizzazione del territorio piacentino, mentre Donnino emerge come funzionario imperiale il cui martirio lungo la Via Claudia contribuì alla formazione dell’identità religiosa di Fidenza. Lo studio analizza le narrazioni dei loro martiri, la scoperta e la traslazione delle reliquie e lo sviluppo delle basiliche a loro dedicate come centri di vita devozionale, civile e politica.&#xD;
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Il volume indaga inoltre le tradizioni artistiche e iconografiche connesse a entrambi i santi, esaminando la rappresentazione del martirio militare nella cultura visiva medievale e moderna. Particolare attenzione è dedicata alla Basilica di Sant’Antonino a Piacenza e al Duomo di Fidenza, i cui programmi architettonici e scultorei vengono interpretati come espressioni di identità civica e memoria religiosa. Attraverso lo studio dell’iconografia, della liturgia e delle pratiche devozionali locali, il libro dimostra come i culti di Antonino e Donnino siano divenuti simboli duraturi di appartenenza comunitaria e continuità spirituale.&#xD;
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In conclusione, l’opera sostiene che le figure di Antonino e Donnino non possano essere comprese soltanto come santi leggendari o archetipi devozionali. Esse rappresentano piuttosto elementi fondamentali nella costruzione storica dell’identità cristiana della valle padana, mostrando come i culti martiriali abbiano contribuito a ridefinire lo spazio urbano, la legittimità politica e la memoria collettiva tra tarda antichità e Medioevo.
Abstract: This volume examines the historical, religious, and cultural formation of Christian identity in the territories of Piacenza and Fidenza through the figures of Antoninus of Piacenza and Domninus of Fidenza. Combining historical analysis, hagiographical criticism, archaeology, and the study of religious memory, the book reconstructs the transition from the late Roman world to the Christian society of Late Antiquity, emphasizing the role of martyr cults in shaping urban identity, sacred topography, and collective consciousness.&#xD;
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The opening chapters investigate the historical and religious context of Piacenza between the third and fourth centuries, a period marked by political instability, military crises, and the gradual diffusion of Christianity throughout Northern Italy. The study highlights the scarcity of early documentary evidence and examines the transformation of the Roman city into a Christian urban centre through the construction of basilicas, the emergence of episcopal authority, and the progressive decline of pagan religious structures. Particular attention is devoted to the coexistence and tension between paganism and Christianity, interpreted not as a sudden rupture but as a long process of cultural and social reorganization.&#xD;
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A substantial section of the volume is dedicated to the figure of the military martyr in early Christian tradition and to the historiographical problem of the so-called Theban Legion. Through critical analysis of texts such as the Passio Acaunensium Martyrum of Eucherius of Lyon, the book examines how narratives of soldier martyrs developed as symbolic models of moral resistance and fidelity to conscience. The work explores the relationship between military service, imperial authority, and Christian ethics, situating Antoninus and Domninus within a broader tradition of late antique martyrdom narratives associated with the conflict between obedience to the state and loyalty to faith.&#xD;
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The central chapters reconstruct the lives, martyrdoms, and cults of Antoninus and Domninus through the comparison of hagiographic traditions, liturgical sources, local historiography, and topographical evidence. Antoninus is presented as a martyr connected by later tradition to the Theban Legion and associated with the Christianization of the Piacenza territory, while Domninus emerges as an imperial official whose martyrdom along the Via Claudia contributed to the formation of the religious identity of Fidenza. The study analyses the narratives of their martyrdoms, the discovery and translation of their relics, and the development of the basilicas dedicated to them as centres of devotional, civic, and political life.&#xD;
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The volume also investigates the artistic and iconographic traditions connected to both saints, examining the representation of military martyrdom in medieval and early modern visual culture. Particular attention is devoted to the Basilica of Sant’Antonino in Piacenza and the Cathedral of Fidenza, whose architectural and sculptural programs are interpreted as expressions of civic identity and religious memory. Through the study of iconography, liturgy, and local devotional practices, the book demonstrates how the cults of Antoninus and Domninus became enduring symbols of communal belonging and spiritual continuity.&#xD;
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Ultimately, the work argues that the figures of Antoninus and Domninus cannot be understood solely as legendary saints or devotional archetypes. Rather, they represent fundamental elements in the historical construction of Christian identity in the Po Valley, revealing how martyr cults contributed to redefining urban space, political legitimacy, and collective memory between Late Antiquity and the Middle Ages.</description>
    <dc:date>2026-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://hdl.handle.net/10807/336849">
    <title>Franca Da Vitalta tra agiografia e storia. Vita, culto e memoria di una santa piacentina.</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/336849</link>
    <description>Titolo: Franca Da Vitalta tra agiografia e storia. Vita, culto e memoria di una santa piacentina.
Autori: Cristian Colombo
Abstract: Questo volume offre una ricostruzione storica e storiografica della vita, del culto e della memoria di Franca da Vitalta, nobildonna piacentina e badessa vissuta tra il 1175 e il 1218. Muovendosi tra analisi documentaria e interpretazione critica delle tradizioni agiografiche, il libro colloca l’esperienza di Franca all’interno delle più ampie trasformazioni politiche, ecclesiastiche e sociali della Piacenza tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. Piuttosto che presentare la santa come una figura devozionale isolata, lo studio la esamina come un soggetto storico inserito nelle reti del potere aristocratico, della riforma monastica, dei conflitti comunali e dell’autorità religiosa femminile.&#xD;
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La prima parte dell’opera ricostruisce il contesto storico ed ecclesiastico della Piacenza medievale, sottolineando le tensioni tra le istituzioni comunali e l’autorità episcopale durante il pontificato di Innocenzo III. Particolare attenzione è dedicata al ruolo delle famiglie nobiliari, delle proprietà monastiche e delle comunità benedettine femminili come centri di influenza economica, giuridica e spirituale. Attraverso l’analisi delle fonti documentarie e della storiografia, il volume evidenzia come monasteri quali San Siro fossero profondamente integrati nel tessuto sociale e politico della città, piuttosto che isolati da esso.&#xD;
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Una parte consistente del libro è dedicata alla condizione femminile nel pieno e tardo Medioevo e allo sviluppo del monachesimo femminile. Lo studio esplora la costruzione culturale della santità femminile, della verginità e dell’autorità religiosa, esaminando il ruolo delle badesse come amministratrici, guide spirituali e figure istituzionali capaci di esercitare forme di giurisdizione e governo. Particolare rilievo è attribuito all’evoluzione del monachesimo cistercense femminile, alle sue fondazioni aristocratiche, ai suoi ideali spirituali ispirati a Bernardo di Chiaravalle e alla sua integrazione nelle più ampie trasformazioni religiose e sociali dell’Europa medievale.&#xD;
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I capitoli centrali ricostruiscono la biografia di Franca da Vitalta attraverso l’intreccio tra documentazione storica e narrazione agiografica. Il volume analizza il suo precoce ingresso nel monastero di San Siro, la sua elezione ad badessa, le sue rigorose pratiche ascetiche e il suo ruolo nell’amministrazione e nella riforma delle comunità monastiche. Particolare importanza è attribuita al rapporto con reti aristocratiche quali la famiglia Visconti e alla fondazione di nuove comunità cistercensi collegate all’abbazia di Chiaravalle della Colomba. L’opera dimostra come la santità di Franca fosse inseparabile dalle sue responsabilità istituzionali, dalla sua capacità di governo e dalla sua influenza all’interno delle strutture religiose e sociali del suo tempo.&#xD;
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La parte finale del libro indaga lo sviluppo del culto di Franca, la costruzione della sua memoria e la tradizione storiografica legata alla sua figura. Attraverso l’esame delle tradizioni liturgiche, delle pratiche devozionali, dei testi agiografici e delle narrazioni storiche locali, lo studio riflette sui processi attraverso i quali la santità medievale venne trasmessa e rielaborata nel corso dei secoli. Il volume sostiene infine che Franca da Vitalta rappresenti non soltanto un significativo esempio di spiritualità femminile medievale, ma anche una prospettiva privilegiata attraverso cui comprendere le intersezioni tra religione, politica, genere e potere istituzionale nella Piacenza medievale.
Abstract: This volume offers a historical and historiographical reconstruction of the life, cult, and memory of Franca da Vitalta, a Piacenza noblewoman and abbess who lived between 1175 and 1218. Moving between documentary analysis and critical interpretation of hagiographic traditions, the book situates Franca’s experience within the broader political, ecclesiastical, and social transformations of Piacenza between the late twelfth and early thirteenth centuries. Rather than presenting the saint as an isolated devotional figure, the study examines her as a historical actor embedded within networks of aristocratic power, monastic reform, communal conflict, and female religious authority.&#xD;
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The first part of the work reconstructs the historical and ecclesiastical context of medieval Piacenza, emphasizing the tensions between communal institutions and episcopal authority during the pontificate of Innocent III. Particular attention is devoted to the role of noble families, monastic property, and female Benedictine communities as centres of economic, juridical, and spiritual influence. Through the analysis of documentary sources and historiography, the volume highlights how monasteries such as San Siro were deeply integrated into the social and political fabric of the city rather than isolated from it.&#xD;
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A substantial section of the book is dedicated to the condition of women in the High and Late Middle Ages and to the development of female monasticism. The study explores the cultural construction of female sanctity, virginity, and religious authority, examining the role of abbesses as administrators, spiritual leaders, and institutional figures capable of exercising forms of jurisdiction and governance. Particular focus is placed on the evolution of female Cistercian monasticism, its aristocratic foundations, its spiritual ideals inspired by Bernard of Clairvaux, and its integration into the wider religious and social transformations of medieval Europe.&#xD;
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The central chapters reconstruct Franca da Vitalta’s biography through the interplay of historical documentation and hagiographic narrative. The volume analyses her early entrance into the monastery of San Siro, her election as abbess, her strict ascetic practices, and her role in the administration and reform of monastic communities. Particular importance is given to her relationship with aristocratic networks such as the Visconti family and to the foundation of new Cistercian communities connected to the abbey of Chiaravalle della Colomba. The work demonstrates how Franca’s sanctity was inseparable from her institutional responsibilities, her capacity for governance, and her influence within the religious and social structures of her time.&#xD;
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The final part of the book investigates the development of Franca’s cult, the construction of her memory, and the historiographical tradition surrounding her figure. Through the examination of liturgical traditions, devotional practices, hagiographic texts, and local historical narratives, the study reflects on the processes through which medieval sanctity was transmitted and reshaped over the centuries. The volume ultimately argues that Franca da Vitalta represents not only a significant example of female medieval spirituality, but also a privileged lens through which to understand the intersections of religion, politics, gender, and institutional power in medieval Piacenza.</description>
    <dc:date>2026-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://hdl.handle.net/10807/336848">
    <title>La Storia in uno Stemma: cento anni dell’Associazione Ex Alunni di Piamarta</title>
    <link>https://hdl.handle.net/10807/336848</link>
    <description>Titolo: La Storia in uno Stemma: cento anni dell’Associazione Ex Alunni di Piamarta
Autori: Cristian Colombo
Abstract: Questo volume ricostruisce la storia secolare dell’Associazione Ex Alunni di Piamarta, fondata nel 1926 all’interno dell’ambiente educativo dell’Istituto Artigianelli creato da Giovanni Battista Piamarta. Combinando analisi storica, riflessione pedagogica, documentazione archivistica e memoria collettiva, il libro esamina come l’associazione sia nata non semplicemente come organismo organizzativo, ma come prosecuzione di un’esperienza educativa e spirituale profondamente radicata, capace di formare generazioni di ex allievi. Lo studio colloca le origini dell’associazione all’interno delle più ampie trasformazioni sociali e culturali della Brescia tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, segnate dall’industrializzazione, dalle disuguaglianze sociali e dalla crescente necessità di una formazione professionale e morale per i giovani.&#xD;
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I primi capitoli ripercorrono la vita e la visione educativa di Piamarta, sottolineando la centralità dello “spirito di famiglia” all’interno del suo sistema pedagogico. Il volume evidenzia come l’Istituto Artigianelli funzionasse non semplicemente come scuola professionale, ma come una comunità formativa nella quale lavoro, fede, disciplina e relazioni interpersonali convergevano in un’esperienza educativa unitaria. Officine, oratori, colonie agricole e vita comunitaria vengono interpretati come strumenti per restituire dignità, responsabilità e integrazione sociale ai giovani più vulnerabili. Particolare attenzione è dedicata alla fondazione della colonia agricola di Remedello Sopra e allo sviluppo di un modello educativo centrato sull’accompagnamento, sulla vita condivisa e sulla formazione morale.&#xD;
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Una parte consistente del volume si concentra sugli eventi decisivi del 1925–1926, in particolare sulla traslazione delle spoglie di Piamarta nella chiesa dell’Istituto Artigianelli e sulla fondazione formale dell’associazione degli ex alunni. Attraverso un’analisi dettagliata dei materiali archivistici e del periodico La Famiglia di Padre Piamarta, l’opera ricostruisce la formazione del comitato organizzatore, la partecipazione degli ex allievi, le cerimonie pubbliche, le campagne di raccolta fondi e la costruzione del sepolcro monumentale progettato dallo scultore Angelo Righetti. Tali eventi vengono interpretati come atti di memoria collettiva che trasformarono la devozione verso il fondatore in una duratura identità istituzionale fondata sulla fraternità, sulla gratitudine e su un’eredità educativa condivisa.&#xD;
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Il libro analizza inoltre il significato simbolico e culturale dell’emblema, del motto e delle pubblicazioni dell’associazione, dimostrando come l’identità visiva e le pratiche commemorative siano divenute strumenti per preservare e trasmettere il carisma piamartino attraverso le generazioni. Particolare rilievo viene attribuito al ruolo del bollettino degli ex alunni come mezzo per mantenere il contatto tra ex studenti, educatori religiosi, benefattori e famiglie, rafforzando così un senso di appartenenza che andava oltre gli anni trascorsi all’interno dell’Istituto.&#xD;
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In conclusione, il volume sostiene che la storia degli Ex Alunni di Piamarta rappresenti molto più della memoria di un’associazione scolastica. Essa costituisce un significativo caso di studio sul rapporto tra educazione, lavoro, cultura sociale cattolica e identità collettiva nell’Italia contemporanea. Attraverso l’eredità duratura della visione educativa di Piamarta, l’associazione emerge come una testimonianza viva del potere formativo della comunità, della solidarietà e dell’educazione professionale fondata sulla dignità umana e sui valori spirituali.
Abstract: This volume reconstructs the century-long history of the Associazione Ex Alunni di Piamarta, founded in 1926 within the educational environment of the Istituto Artigianelli established by Giovanni Battista Piamarta. Combining historical analysis, pedagogical reflection, archival documentation, and collective memory, the book examines how the association emerged not merely as an organizational body, but as the continuation of a deeply rooted educational and spiritual experience capable of shaping generations of former students. The study situates the origins of the association within the broader social and cultural transformations of late nineteenth- and early twentieth-century Brescia, marked by industrialization, social inequality, and the growing need for vocational and moral education among young people.&#xD;
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The first chapters retrace the life and educational vision of Piamarta, emphasizing the centrality of the “family spirit” within his pedagogical system. The book highlights how the Artigianelli Institute functioned not simply as a vocational school, but as a formative community in which work, faith, discipline, and interpersonal relationships converged into a unified educational experience. Workshops, oratories, agricultural colonies, and communal life are interpreted as instruments for restoring dignity, responsibility, and social integration to vulnerable youth. Particular attention is devoted to the foundation of the agricultural colony of Remedello Sopra and to the development of an educational model centred on accompaniment, shared life, and moral formation.&#xD;
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A substantial section of the volume focuses on the decisive events of 1925–1926, especially the translation of Piamarta’s remains to the church of the Artigianelli Institute and the formal creation of the alumni association. Through detailed examination of archival materials and the periodical La Famiglia di Padre Piamarta, the work reconstructs the formation of the organizing committee, the participation of former students, the public ceremonies, fundraising campaigns, and the construction of the monumental tomb designed by sculptor Angelo Righetti. These events are interpreted as acts of collective memory that transformed devotion to the founder into a lasting institutional identity rooted in fraternity, gratitude, and shared educational heritage.&#xD;
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The book also analyses the symbolic and cultural significance of the association’s emblem, motto, and publications, demonstrating how visual identity and commemorative practices became instruments for preserving and transmitting the Piamartine charism across generations. Particular emphasis is placed on the role of the alumni bulletin as a means of maintaining contact between former students, religious educators, benefactors, and families, thereby reinforcing a sense of belonging that extended beyond the years spent within the Institute.&#xD;
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Ultimately, the volume argues that the history of the Ex Alunni di Piamarta represents far more than the memory of a school association. It constitutes a significant case study in the relationship between education, work, Catholic social culture, and collective identity in contemporary Italy. Through the enduring legacy of Piamarta’s educational vision, the association emerges as a living testimony to the formative power of community, solidarity, and vocational education grounded in human dignity and spiritual values.</description>
    <dc:date>2026-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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